Lazio – linee guida piano porti e coste

Sono state presentate le Linee guida per la redazione del nuovo Piano dei Porti e delle Coste del Lazio: uno studio di oltre 200 pagine, elaborato dalla Giunta regionale, per predisporre le basi per il futuro Piano dei Porti del Lazio, che dovrebbe esser pronto alla fine dell’anno.

Ad illustrare lo studio la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso la sede di via Cristoforo Colombo.

Alla presentazione è intervenuto l’assessore regionale alla Mobilità e Tpl, Francesco Lollobrigida, con la partecipazione dei componenti della Cabina di Regia del Mare, che si è riunita questa mattina, di cui fanno parte rappresentanti delle Province costiere, dell’Anci, dei ministeri dell’Ambiente, del Turismo e dei Trasporti, della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, degli assessorati e direzione regionali competenti.

Si tratta di un’analisi preliminare ed approfondita del sistema portuale laziale per individuare scenari ed obiettivi, al fine di arrivare a una pianificazione integrata e sostenibile delle aree costiere della Regione.

L’obiettivo è creare un circuito portuale che affermi ancora di più all’interno del Mediterraneo il ruolo del sistema Lazio, in considerazione inoltre della sua collocazione geografica quale regione al centro dei traffici e degli scambi nazionali e internazionali.

Fra gli obiettivi l’intensificazione delle ‘Autostrade del Mare’ per lo sviluppo del trasporto nazionale merci e passeggeri, la creazione delle ‘Metropolitane del Mare’ per il collegamento fra i porti e con le principali località costiere, l’incremento dei posti barca e la crescita dell’industria cantieristica.

Lo sviluppo del turismo e delle economie passerà inoltre attraverso l’incremento delle aree dedicate alla nautica minore, con l’individuazione di nuove forme di capacità ricettiva di qualità. Il tutto, nel rispetto delle normative ambientali e paesaggistiche: la gestione del territorio dovrà infatti tenere conto delle analisi sul rischio ambientale effettuate sulle macroaree, della compatibilità idrogeologica, del fenomeno dell’erosione e delle zone soggette a vincolo


(Fonte: regione Lazio)

 

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