Mappatura rischio sismico su 1.200 scuole del Friuli Venezia Giulia

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Durerà tre anni e riguarderà 1.200 edifici scolastici regionali, dagli asili agli istituti di secondo grado: si tratta della mappatura della vulnerabilità in caso di terremoto di tutte le scuole del Friuli Venezia Giulia.

L’iniziativa, promossa dalla Protezione civile, è stata presentata nella sede della Regione di Udine, alla presenza dell’assessore alla Protezione civile, Ambiente e Lavori Pubblici Vanni Lenna.
L’incarico per la valutazione del rischio sismico è stato affidato all’Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale/OGS, all’Università di Trieste – dipartimento di Scienze geologiche ambientali e marine e all’Università di Udine – dipartimento di Georisorse e Territorio.

“Il nuovo studio – spiega Lenna – aggiornerà la mappa del rischio del 2001 e la riclassificazione sismica del territorio regionale, che gli atenei di Udine e Trieste e l’OGS avevano già realizzato nel 2006 recependo un’ordinanza del 2003 della Presidenza del Consiglio dei ministri in seguito al crollo della scuola di San Giuliano in Molise”.

Dalle analisi effettuate allora emerge che se l’area maggiormente danneggiata dai terremoti del 1976 si può oggi considerare “in sicurezza” dal punto di vista sismico, così non è per un’altra importante parte della regione dove più della metà della popolazione si trova esposta ad un rischio sismico più alto di quello a cui attualmente sono sottoposti gli abitanti delle zone interessate dal terremoto del 1976.
Quell’analisi rivela, inoltre, che più di un terzo della popolazione regionale risulta esposto a rischi comparabili a quelli a cui si trovava la popolazione dell’area terremotata prima del sisma del 1976.

“Non vogliamo fare allarmismo, ma anzi promuovere un’ adeguata prevenzione e la programmazione di interventi di ripristino necessari – commenta Lenna – Un ulteriore risultato delle analisi effettuate confermerà, inoltre – aggiunge l’assessore – la decisiva influenza delle condizioni geomorfologiche locali sulla determinazione del danno sismico”
Il gruppo di lavoro incaricato delle nuove attività di analisi e verifica è appunto lo stesso gruppo che ha realizzato, primo in
Italia, la mappa del rischio e la riclassificazione sismica (2003-2006) ed è costituito da ricercatori delle Università di Trieste e di Udine e dell’OGS, ovvero, in questo settore, le più importanti realtà scientifiche presenti sul territorio regionale.
Tale gruppo – hanno spiegato il prof. Franco Cucchi del dipartimento di Scienze geologiche dell’ateneo di Trieste, Dario Slejko, dell’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale e il prof. Stefano Grimaz del dipartimento di
Georisorse e Territorio dell’Università di Udine – sarà integrato con ricercatori di altri enti di ricerca per sviluppare settori di elevata specializzazione.
“Gli obiettivi principali dell’attività di prevenzione correlata all’analisi del rischio sismico – ha illustrato il direttore della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Guglielmo Berlasso – sono la riduzione della perdita di vite umane, l’eliminazione delle disuguaglianze esistenti riguardo al livello di sicurezza degli edifici scolastici attualmente utilizzati dai cittadini del Friuli Venezia Giulia, la realizzazione di un catalogo di tutte le strutture scolastiche regionali con la relativa caratterizzazione dei siti e l’individuazione degli interventi necessari per la riduzione del rischio sismico”.

 

 

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