Patente a punti per imprese edili ed operai nel decreto correttivo del DLgs 81/08

Una patente a punti per imprese edili ed operai tra le novità previste dal decreto legislativo correttivo delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, approvato in Consiglio dei ministri del 31 luglio scorso.
“Uno strumento necessario in un’attività sensibile come quella edile” – ha dichiarato il Ministro Sacconi nel corso della conferenza stampa – che servirà a verificare ”le competenze per lo svolgimento di questa attività e il permanere di tali competenze”. 

Uno strumento di tutela che parte da uno dei settori più a rischio per la salute dei lavoratori – quello edile –  e in cui si registrano le conseguenze più gravi nei casi di infortunio. “Se poi la sperimentazione andrà bene, ha aggiunto il Ministro, “è  possibile che la patente a punti venga estesa ad altri ambiti produttivi”.

Ma forse il senso più interessante del decreto legislativo sta nei risultati raggiunti “dopo un lungo e intenso confronto realizzato in più sedi e con tutti gli interlocutori istituzionali e sociali interessati”, recita il comunicato stampa del ministero del Lavoro, che – ha sottolineato ancora Sacconi – ha puntato a concretizzare le norme vigenti trasformandole in azioni di intervento che non si basino solo sulle regole ma soprattutto sul raggiungimento degli obiettivi.

E i passi che hanno portato sin qui, dopo l’approvazione, il 27 marzo scorso, di uno schema di decreto correttivo, fanno parte del valore del provvedimento: con un’ampia istruttoria finalizzata alla formulazione del parere in Conferenza Stato-Regioni; con un esauriente e serrato dibattito nell’ambito delle Commissioni parlamentari di Camera e Senato; con i pareri formulati dalle Commissioni parlamentari, il Governo ha varato un “correttivo” che pone oggi l’Italia “in condizioni di poter vantare un complesso di regole in materia di salute e sicurezza  sul lavoro condiviso tra Amministrazioni e parti sociali e pienamente in linea con le migliori regolamentazioni europee ed internazionali”.




Ma vediamo quali sono gli obiettivi individuati dal Ministro.

Innanzitutto quello di “correggere i molti errori materiali e tecnici presenti nella attuale disciplina (decreto legislativo n. 81 del 2008), dunque giungere al “perfezionamento del quadro normativo, composto da ben 306 articoli e vari allegati che non sono sempre stati ben coordinati tra di loro dando luogo a sovrapposizioni e incertezze interpretative”.

Poi “superare le difficoltà operative, le criticità e le lacune evidenziate dai primi mesi di applicazione delle nuove regole”.

Con le linee di azione in materia, il Governo punta così a rendere maggiormente effettive la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, e il sistema della “patente a punti” risponde a tale intento.

Più generalmente si può dire che Sacconi punta al superamento di un approccio meramente formalistico e burocratico in favore di una maggiore attenzione ai profili sostanziali.

Così come punta al superamento di una cultura meramente sanzionatoria (che pure deve migliorare nella sua efficacia) e repressiva per volgere a favore di una cultura che dà maggior spazio alla prevenzione, fatta di formazione, informazione, effettività delle visite ispettive e un mirato lavoro da parte degli organi di vigilanza.

 

Gli altri obiettivi possono essere così sintetizzati:

– l’integrazione tra Servizio Sanitario Nazionale e dell’INAIL nelle attività finalizzate all’assistenza ed alla riabilitazione dei lavoratori vittime di infortuni; 

rivisitazione del potere di sospensione dell’impresa per evitare applicazioni di norme che vanno contro il senso della tutela di lavoratori e imprese;  

– integrale ricezione delle proposte avanzate in sede tecnica dalle parti sociali fino a predisporre un “avviso comune”.



E poi ancora formazione, vero punto cardine della prevenzione.

E’ questo l’alveo in cui si colloca l’accordo del ministro Maurizio Sacconi con il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, che prevede l’inserimento del tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nei programmi educativi.

Con una previsione speciale per quegli istituti tecnici (che potranno essere dotati persino di luoghi in cui si simulano le condizioni di lavoro suscettibili di rischi), l’intenzione è di portare il tema all’attenzione di maestri e alunni sin dalla scuola primaria.

Un protocollo d’intesa firmato insieme all’Anmil, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, a testimonianza del clima di collaborazione tra i vari attori coinvolti: “la ricetta giusta per sconfiggere la piaga degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali”, ha detto Franco Bettoni, Presidente dell’Associazione.

(Fonte: ministero del Lavoro, Salute, Politiche sociali )

 




 




 

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