Piemonte – Nuovo impulso per gli impianti a biogas

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QuLa Giunta Regionale ha approvato due deliberazioni inerenti la produzione di biogas derivante dalla digestione anaerobica degli effluenti zootecnici: l’energia rinnovabile prodotta dal biogas è oggi una risorsa importante, oggetto di incentivi, e i relativi impianti consentono sia di ridurre gli odori sgradevoli, sia di migliorare l’apporto fertilizzante degli effluenti.

I provvedimenti, varati su iniziativa degli Assessori all’Agricoltura Mino Taricco, all’Ambiente e risorse idriche Nicola De Ruggiero e all’Innovazione ed energia Andrea Bairati, sono stati presentati in conferenza stampa, dalla Presidente Mercedes Bresso e dall’Assessore Taricco.

La Giunta ha aggiornato i criteri di finanziabilità stabiliti nel maggio 2008 per sostenere gli impianti di trattamento per biogas:

– potranno essere ammesse a finanziamento regionale le strutture che trattino per almeno il 50% in peso gli effluenti zootecnici;

– è consentito l’utilizzo di scarti e prodotti dedicati di origine vegetale, in precedenza esclusi, per un quantitativo massimo pari al 30% in peso della miscela;

– il mais è ammesso fino al 20% in peso.

Le produzioni agricole dedicate, utilizzate negli impianti a biogas dovranno essere reperite entro un raggio massimo di 70 km dall’impianto.

Dovranno inoltre essere fornite garanzie per la corretta collocazione del quantitativo di azoto in uscita dall’impianto di trattamento, evitando trasferimenti o rilascio in atmosfera, e prevedendo di destinare i prodotti o sottoprodotti dell’impianto a terreni che richiedono azoto, ottenendo così un corretto bilanciamento dei fabbisogni delle colture.

La Giunta ha inoltre regolamentato – come norma di carattere generale, che interessa tutti gli impianti di trattamento – le condizioni per l’assimilabilità del digestato all’effluente zootecnico e le modalità di utilizzo del materiale in uscita.

La digestione anaerobica è un fenomeno che avviene in natura e che può essere ottimizzato, ai fini della produzione di biogas, con l’aggiunta di fonti di carbonio, migliorandone la capacità fertilizzante.

L’utilizzo del digestato ricavato da sostanze naturali a scopo agronomico, previsto dal regolamento regionale 10/R, effettuato da aziende agricole singole o associate, è escluso dal campo di applicazione della normativa sui rifiuti.

Affinché il digestato possa essere assimilato all’effluente zootecnico, sono ammesse in ingresso, oltre agli effluenti, i residui delle coltivazioni (paglie, stocchi, colletti di barbabietola), residui vegetali, e prodotti agricoli. In ogni caso, la quota di effluente zootecnico deve essere pari almeno al 50% in peso della miscela.

Per quanto riguarda le modalità di utilizzo del materiale in uscita, l’azienda, singola o associata, deve conservare per almeno tre anni la registrazione delle sostanze in ingresso, e deve rispettare criteri di bilanciamento della quantità di azoto per la distribuzione in campo.

“Il pacchetto di provvedimenti varati dalla Giunta in materia di biogas
– hanno affermato la Presidente Bresso e l’Assessore all’Agricoltura Taricco – permetterà da un lato di semplificare alcune procedure e dall’altro di incentivare l’utilizzo di energie rinnovabili, in linea con la politica energetica adottata dall’amministrazione regionale, che intende perseguire obiettivi di risparmio, uso ottimale delle risorse e sfruttamento delle fonti alternative, in un complessivo equilibrio ambientale.
Il sostegno alla produzione di biogas, realizzata secondo precisi criteri che permettano l’ottimale utilizzo agronomico e il rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema, è uno degli interventi in questo campo, e ci auguriamo possa rappresentare un importante aiuto alle imprese in una congiuntura economica non facile, e favorire l’occupazione in uno dei settori più nuovi e promettenti dell’agricoltura. ”


Nei prossimi giorni verrà adottato il provvedimento che permetterà alle aziende di accedere al programma di sostegno agli investimenti necessari all’adeguamento alla normativa sui nitrati, attivando prestiti bancari: l’importo garantito ai fini del calcolo del contributo regionale, erogato con Eurofidi, non può essere superiore al 50% della spesa ammessa a prestito e potrà essere elevato al 60% se uno o più fornitori degli impianti porteranno garanzie proprie, pari almeno al 20% della spesa.

In ogni caso, per la normativa comunitaria, l’importo garantito non può superare l’80% della spesa ammessa; si può cumulare con altri contributi pubblici purchè essi complessivamente non superino il 40% del costo degli investimenti. Il tetto massimo di aiuti a una singola impresa non può superare i 400 mila euro o 500 mila euro per aziende in zone svantaggiate. L’alimentazione dell’impianto deve essere prevalentemente a reflui zootecnici.
Complessivamente, la Regione ha stanziato 1 milione di euro per questo provvedimento.
(fonte: regione Piemonte)

Per maggiori informazioni:
 www.regione.piemonte.it/agri/servizi/moduli.htm

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