Umbria – certificazione di sostenibiltà ambientale degli edifici

E’ stata emanata la nuova versione del Disciplinare tecnico per la valutazione delle caratteristiche di sostenibilità ambientale degli edifici (adottato con D.G.R. n. 1322 del 28/09/2009).

Con questo strumento la Regione Umbria ha rivisto i criteri di certificazione improntandoli ad una maggiore applicabilità.

Il quadro normativo che disciplina la Certificazione di Sostenibilità Ambientale degli Edifici, introdotta dalla LR 17/2008, era già stato completato con la pubblicazione della prima versione dei criteri (DGR n. 581 del 27/04/2009) che necessitavano di una rivisitazione, alla luce dell’approvazione della LR 13/2009, in cui viene legata la possibilità di usufruire, per determinate categorie di edifici, dei bonus volumetrici previsti dal “Piano Casa” al raggiungimento almeno delle Classi A o B della Certificazione di Sostenibilità Ambientale degli Edifici.

Nel frattempo si sono aggiunti a livello nazionale i decreti attuativi della Certificazione Energetica (D.P.R. 59/09 e D.M. 26/06/09) di cui si è dovuto tener conto nella ridefinizione di alcuni criteri.

A questo lavoro di aggiornamento alle novità normative si poi inserito quello di taratura delle schede grazie al loro utilizzo nelle procedure di certificazione sin qui avviate ed ai contatti avuti con addetti ai lavori dai quali sono stati colti degli utili suggerimenti.

Le attività degli ultimi mesi hanno quindi comportato una generale ricalibratura dei criteri che, pur mantenendo l’impianto originale iniziale, cercano di coniugare il rigore metodologico con le evidenze della realtà umbra.

Si conferma così una speciale attenzione per le tematiche dell’edilizia sostenibile da parte della Regione Umbria che ribadisce il suo ruolo di prima regione italiana a mettere operativamente a disposizione dei cittadini questo processo di qualificazione degli edifici residenziali.

La Certificazione di Sostenibilità Ambientale degli Edifici (facoltativa per i privati ma obbligatoria per i soggetti pubblici), unitamente ai provvedimenti di tutela dell’ambiente e comfort abitativo già introdotti dalla  LR 17/2008, pongono l’Umbria nel ruolo di leader nel settore della diffusione dei criteri dell’architettura sostenibile.

Uno degli elementi che maggiormente caratterizzano la legge è il procedimento di certificazione della compatibilità ambientale degli edifici, attivabile dai cittadini su base volontaria ed obbligatorio per gli interventi pubblici.

Il livello di sostenibilità del fabbricato viene determinato utilizzando il Disciplinare tecnico approvato con DGR 1322/09. Inoltre, per gli interventi sottoposti a certificazione, la legge prevede azioni di sostegno e incentivazione messe in atto sia dalla Regione che dagli Enti locali attraverso l’adozione di strumenti di agevolazione fiscale e finanziaria, nonché l’assunzione di criteri di priorità  in sede di finanziamento di programmi e progetti edilizi ed urbanistici.

A questa situazione, che già veniva delineata nella LR 17/2008, si è aggiunta la LR 13/2009 che assegna i bonus volumetrici previsti dal “Piano Casa” a quegli edifici, nei casi di nuova realizzazione e di interventi di recupero, che si vedono attribuire in sede preliminare le Classi A o B della Certificazione di Sostenibilità Ambientale degli Edifici.

In pratica la Certificazione di Sostenibilità Ambientale degli Edifici diventa sempre più un’opportunità ed il certificato rilasciato che verrà esposto sul fabbricato e ne accompagnerà i passaggi di proprietà si proporrà come un indicatore qualificante nel mercato immobiliare.

La LR 17/2008 ha introdotto inoltre importanti requisiti obbligatori di sostenibilità nel processo edilizio, rivolti alla salvaguardia della risorsa idrica, alla permeabilità dei suoli, alla tutela delle falde acquifere sotterrane da agenti inquinanti e al miglioramento delle prestazioni energetiche dei fabbricati.

Le nuove costruzioni dovranno essere dotate di vasche di accumulo delle acque piovane per il loro riutilizzo in ambiti compatibili, riducendo così il consumo di acqua potabile. Saranno dotate di sistemi sia per la produzione di acqua calda che di energia elettrica e dovranno essere posizionate in modo da ottimizzare l’esposizione e l’apporto di energia solare.

Le aree di pertinenza dovranno garantire elevati standard di permeabilità del suolo ed i parcheggi, sia pubblici che privati, dovranno essere dotati di sistemi per evitare la dispersione di oli e altre sostanze inquinanti nel sottosuolo.

Anche alla scala della pianificazione urbanistica vengono introdotti importanti criteri di sostenibilità, che passano prima di tutto attraverso una maggiore consapevolezza delle caratteristiche e delle criticità del territorio.

A questo scopo la regione predispone e mette a disposizione dei comuni nuovi strumenti cartografici dedicati all’individuazione, tra l’altro, dei fattori di rischio ambientale sia di origine naturale che antropica, alla valutazione delle caratteristiche climatiche del territorio e alla definizione dei regimi delle acque.

Nella realizzazione dei piani attuativi dovranno poi essere applicati, a livello di quartiere, i criteri di recupero delle acque piovane, di permeabilità dei suoli ecc. già applicati per i singoli edifici, con l’aggiunta di apposite indagini per ottenere livelli ottimali di soleggiamento dei fabbricati.


L’art. 4 della LR 17/08 definisce il Disciplinare Tecnico che si configura come lo strumento di valutazione delle prestazioni ambientali degli edifici residenziali, finalizzato al rilascio della Certificazione di Sostenibilità Ambientale degli Edifici.

Il Disciplinare definisce una griglia di classificazione degli edifici residenziali con un punteggio associato a ciascun fabbricato e stabilisce la soglia minima sotto la quale non è previsto il rilascio della Certificazione; la classe costituisce riferimento per definire le priorità e graduare gli incentivi e le agevolazioni previste sia dalla LR 17/2008 che dalla LR 13/2009.


La valutazione dell’edificio si attua mediante la compilazione di 22 schede tecniche ispirate al “Protocollo Itaca”, approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 15.01.04 e applicabile esclusivamente agli edifici con destinazione d’uso residenziale; le schede originali sono state adeguate alla realtà umbra, alla normativa regionale e nazionale ed è stato condotto un lavoro che ne favorisse l’applicabilità da parte degli addetti ai lavori rivedendo le scale di prestazione di ciascun criterio.

Le schede affrontano varie problematiche di tipo ambientale ed energetico dell’edificio da classificare, basandosi su cinque macro-aree di valutazione e su relativi sottocriteri che si sintetizzano di seguito:
1) QUALITA’ DEL SITO – è il criterio che analizza l’edificio nel suo contesto ambientale, inteso come la possibilità di accedere ai servizi presenti nel luogo di edificazione; tre sono le schede di verifica:
– 1.1.1. – Livello di urbanizzazione del sito, 
– 1.2.1 – Accessibilità al trasporto pubblico, 
– 1.2.2. – Distanza da attività culturali e commerciali.

2) CONSUMO DI RISORSE – è il criterio che permette di analizzare l’edificio dal punto di vista energetico e del consumo di acqua e materiali.

La valutazione della  richiesta di energia durante l’utilizzo abituale dell’edificio è verificata tramite quattro schede: 
– 2.1.1 – Trasmittanza termica (capacità isolante) dell’involucro edilizio;
– 2.1.2 – Energia primaria per il riscaldamento (fabbisogno di energia per il riscaldamento dell’edificio);
– 2.1.3 – Controllo della radiazione solare (obiettivo: ridurre gli apporti di calore in estate);
– 2.1.4 – Energia netta per il raffrescamento (fabbisogno di energia per il raffrescamento dell’edificio).

Le schede successive verificano la capacità di minimizzare i consumi di energia, di acqua e di materiali propria dell’edificio:

– 2.2.1 – Energia termica per acqua calda sanitaria;
– 2.2.2 – Energia elettrica;
– 2.3.1 – Materiali da fonti rinnovabili;
– 2.3.2 – Materiali riciclabili/recuperabili;
– 2.3.3 – Materiali locali per finiture;
– 2.4.1 – Acqua potabile per usi indoor.

3) CARICHI AMBIENTALI – è il criterio che valuta gli impatti sulle matrici aria ed acqua dell’esercizio abituale dell’edificio. Tre sono le schede di verifica:
– 3.1.1 – Emissioni previste in fase operativa; 
– 3.2.1 – Acque meteoriche captate e stoccate;
– 3.2.2 – Permeabilità del suolo.

4) QUALITA’ AMBIENTALE INDOOR – è il criterio che valuta il benessere interno all’edificio mediante quattro schede di valutazione:
– 4.1.1 – Ventilazione;
– 4.2.1 – Temperatura dell’aria; 
– 4.3.1 – Illuminazione naturale; 
– 4.4.1 – Isolamento acustico involucro edilizio.

5) QUALITA’ DEL SERVIZIO – è il criterio che con due schede affronta gli aspetti del mantenimento dell’edificio in fase operativa e quello della cablatura:
– 5.1.1 – Disponibilità della documentazione tecnica degli edifici;
– 5.2.1 – Qualità del sistema di cablatura.

Ogni scheda ha definita una scala di prestazione che va da “insufficiente” a “ottimo” con un punteggio relativo da -1 a 5; la somma dei punteggi ottenuti nelle singole schede, ricalibrati secondo la pesatura attribuita ad ognuna di esse, determina il punteggio associato a ciascuna area di valutazione.

La somma dei punteggi ottenuti nelle cinque aree di valutazione, determina il punteggio finale del fabbricato, che, espresso in centesimi, determina l’appartenenza dello stesso in una delle cinque classi di certificazione: 

 PUNTEGGIO DI VALUTAZIONE/100  CLASSE
 85 -100   A+
 70 – <85  A
 55 – <70  B
 40 – <55  C
 < 40  D

 

Un edificio in classe D non ottiene il Certificato di Sostenibilità Ambientale.

La Certificazione di Sostenibilità Ambientale è rilasciata da ARPA Umbria, ha validità di 10 anni rinnovabili ed è affissa all’edificio con la relativa definizione della classe di appartenenza ed il punteggio di valutazione.

Tutta la documentazione da presentare per il rilascio della Certificazione di Sostenibilità Ambientale deve essere sottoscritta da un tecnico abilitato.

Nel caso di progettazione di nuovi edifici, al fine di favorire una stima delle caratteristiche di qualità ambientale di un fabbricato antecedente alla realizzazione dell’intervento edilizio, il progetto dello stesso può essere sottoposto ad ARPA Umbria, una sola volta per ciascun edificio, per una Valutazione preliminare della Sostenibiltà Ambientale che, una volta posseduta, deve essere allegata alla richiesta di Certificazione che si effettua a fine lavori.

Ai sensi degli Artt. 32 e 35 della L.R. 13/2009 i nuovi edifici o gli interventi di recupero che vogliono avvalersi del bius edificatorio devono dotarsi della Valutazione preliminare della Sostenibiltà Ambientale che deve mostrare un’appartenenza dell’edificio, una volta completati i lavori, almeno alle Classi A e B.

Nella prima fase di sperimentazione la certificazione verrà rilasciata solo per l’edilizia residenziale pubblica e privata ed in forma gratuita.
(Fonte: Arpa Umbria)


DOCUMENTI DI SUPPORTO
Disciplinare tecnico L.R: 17 2008
Aggiornato al 28 settembre 2009

Allegati A B D E
Aggiornato al 28 settembre 2009

Allegato C: schede tecniche
Aggiornato al 28 settembre 2009

Strumenti di calcolo
Aggiornato al 13 ottobre 2009

Punteggio schede
Aggiornato al 28 settembre 2009

RIFERIMENTI NORMATIVI
Legge Regionale 17 2008

Legge Regionale 13 2009

 

pubblicato in data:

certificazione ambientale progettare e costruire Regione Umbria