Dissesti e crepe nei muri e nelle pavimentazioni degli edifici possono verificarsi a qualsiasi latitudine e in qualsiasi conformazione del suolo. In caso di luoghi pianeggianti, dove si escludono fenomeni franosi e slittamenti con componente orizzontale prevalente, la causa può essere attribuita a veri e propri cedimenti verticali.
La distorsione che determina questa tipologia di fessurazioni è dovuta a un cedimento differenziale delle fondazioni, al fatto cioè che una porzione di edificio si abbassa rispetto all’altra che rimane ferma.
In questi casi, di norma, si propone di intervenire con una tecnica di consolidamento su tutta la porzione di edificio che ha ceduto. Può però risultare strategico, previe opportune verifiche tecniche, intervenire con due diverse tipologie di consolidamento, ottimizzando i pro e contro delle metodologie oggi disponibili.
Nell’intervento su un edificio residenziale in provincia di Cesena sono state impiegate due tecniche SYStab:
- Iniezione di resine a densità differenziata e lenta espansione per il consolidamento del nodo terreno – fondazione
- Micropali precaricati in acciaio per trasferire i carichi in profondità su orizzonti di terreno stabili
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Consolidamento di un edificio residenziale
L’oggetto dell’intervento è una costruzione di un piano fuoriterra costruita interamente in muratura su fondazioni continue nastriformi.
Nel corso degli ultimi 10 anni, una porzione dell’edificio ha manifestato evidenti segni di cedimento. In particolare, il fenomeno di fessurazione e comparsa di crepe nei muri portanti e nei divisori si evidenziava al termine della stagione estiva. Vista la natura dei terreni della zona è stata individuata quale causa del problema, il ritiro volumetrico dovuto all’essiccamento dei primi strati di terreno, di natura argillosa e particolarmente sensibili alle variazioni di umidità. Verosimilmente, il fenomeno è apparso anni dopo la costruzione e solo nell’ultimo periodo a causa di periodi estremi di prolungata siccità, abbassamento delle falde acquifere e presenza di alberi ad alto fusto nelle vicinanze.

Le soluzioni SYStab
Dopo una valutazione delle tecniche di consolidamento delle fondazioni disponibili, i tecnici della committenza hanno optato per una metodologia applicabile su fondazioni profonde, almeno per il muro perimetrale che manifestava i cedimenti maggiori. I pali precaricati di SYStab sono stati ritenuti idonei vista la necessità di operare in tempi rapidi e ridurre l’invasività del cantiere, visto che la casa era conclusa nelle finiture esterne e sarebbe stata abitata durante il cantiere.
È stato ritenuto opportuno pertanto realizzare un nuovo cordolo di fondazione in c.a. in cui sono stati predisposti i tubi camicia SYStab. Una volta maturato il getto del nuovo cordolo si è potuto procedere all’infissione dei micropali con i martinetti idraulici a contrasto con la struttura esistente.
Per le murature portanti interne si è deciso di utilizzare un consolidamento ancora meno invasivo, che non necessitasse né di demolizioni né tantomeno di scavi. L’unica tecnica che permette di ottenere una stabilizzazione del terreno e delle fondazioni è quella basata sulle iniezioni di resine auto – espandenti direttamente nel volume della fondazione. L’opera di consolidamento avviene mediante microperforazioni di 25 mm e l’utilizzo di cannule di alluminio per l’iniezione delle resine bicomponenti e autoespandenti nel terreno.

Vantaggi del consolidamento eseguito con micropali precaricati
Il consolidamento fondazioni con micropali precaricati ha permesso di stabilizzare definitivamente il muro portante esterno, ridando sicurezza e permettendo il ripristino delle crepe nei muri. Le resine sono servite stabilizzare i muri interni interessati marginalmente dai cedimenti senza scavi né demolizioni.
Il consolidamento con pali precaricati ha svariati vantaggi rispetto alle tradizionali tecniche e, abbinato alle iniezioni di resina, permette di risolvere la stragrande maggioranza dei dissesti:
- tempi di realizzazione molto rapidi se confrontati metodologie classiche
- non produce alcun materiale di risulta
- possibilità di operare con altezze ridotte, in interrati (bastano 150 cm di altezza)
- non vengono impiegati normalmente né fanghi né acqua (cantiere asciutto idoneo anche in ambienti stretti e interni)
- non produce alcuna vibrazione dannosa per le sovrastrutture
- la portata di ogni micropalo viene testata in corso d’opera e possono essere eseguite prove di carico in modalità facilitata
- precarico per l’annullamento dei cedimenti primari per tutti i pali
- possibilità di sollevamenti e recupero della planarità se la struttura lo consente

Tempistiche del cantiere
L’opera complessiva, la realizzazione delle iniezioni e la posa dei micropali, è durata 4 giorni. La logistica dei lavosi ha consentito di eseguire prima i micropali, con l’infissione di 8 elementi del diametro 114 mm e con lunghezza media di 11 metri, compreso il fissaggio finale dei micropali mediante tubi camicia annegati in un nuovo cordolo in cemento armato, e, a seguire, le iniezioni di resine.
La tecnologia impiegata ha consentito di operare rapidamente, con disagi minimi per gli abitanti e senza produrre sollecitazioni dannose per la struttura esistente.

- SYStab Soluzioni per consolidare fondazioni e terreni
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