Lungo l’antico tracciato della Via Emilia che collega Modena a Reggio Emilia, prende forma Villa MG, una residenza progettata dallo studio ZAA Zamboni Associati Architettura (Andrea Zamboni, Alessandro Molesini). Il progetto affronta un contesto fortemente urbanizzato e una condizione complessa: un lotto di dimensioni contenute affacciato su una strada trafficata, destinato ad accogliere una famiglia numerosa in spazi ampi e articolati, come da richiesta della committenza.
La casa interpreta in chiave contemporanea il rapporto tra memoria rurale e città diffusa contemporanea, trasformando un vincolo urbano in occasione compositiva. Ne deriva un’architettura unitaria ma dinamica, capace di dialogare con la tradizione costruttiva emiliana attraverso una precisa composizione delle facciate e grazie alla scelta di utilizzare per tutto il volume il mattone facciavista Dogi 2.0 scialbato SanMarco di wienerberger.
SCHEDA PROGETTO
Dove: Rubiera (Reggio Emilia)
Realizzazione: 2022-2023
Progetto architettonico, interior design, direzione lavori e coordinamento generale: ZAA Zamboni Associati Architettura (Andrea Zamboni, Alessandro Molesini)
Collaboratori: Alessandro Molesini, Chiara Gandolfi, Omar Ben Hamed
Progetto impiantistico: Cavazzoni Associati
Strutture: Lorenzo Giordani
Progetto del giardino: Matteo Verzelloni
Un impianto che reinterpreta la casa rurale
Il progetto rifiuta la soluzione consueta del volume compatto isolato al centro del lotto e si sviluppa invece attraverso tre corpi di fabbrica progressivamente più alti verso la profondità del terreno. I volumi, leggermente traslati tra loro, generano una figura dinamica ma riconducibile all’unità grazie alle coperture monofalda che si rincorrono come un unico grande tetto.
La composizione richiama le aggregazioni additive delle case coloniche della Pianura Padana, cresciute nel tempo per sovrapposizioni successive. Anche qui l’idea di crescita progressiva diventa principio ordinatore, mantenendo una lettura organica del costruito. L’uso di un unico materiale rafforza ulteriormente questo legame con la tradizione locale, restituendo compattezza all’insieme e coerenza formale.


Tre fronti, tre relazioni con il contesto
Villa MG si presenta con tre “volti” distinti, determinati dal rapporto con l’intorno. A nord, dove si collocano gli accessi pedonale e carrabile, l’edificio assume un’immagine domestica e rassicurante: aperture regolari, proporzioni familiari e falde aggettanti che evidenziano la sequenza dei volumi.
Il fronte ovest, allineato alla strada, esprime invece un carattere più urbano e introverso. Il volume più alto, sviluppato su tre piani, presenta poche aperture verticali, profonde e misurate, destinate ad ambienti di servizio. La muratura si configura come superficie compatta, quasi scavata, capace di proteggere la vita domestica dal traffico e dal rumore.
Sul lato sud, affacciato sul giardino, l’architettura cambia registro e si apre alla dimensione privata dello spazio esterno. Qui si sviluppa il sistema del solarium e della piscina, fulcro della vita familiare all’aperto. Le geometrie diventano più nette, prive di sporti di gronda, mentre ampie portefinestre orizzontali mettono in relazione soggiorno e zona pranzo con l’esterno, concepito come naturale estensione dello spazio interno.
Spazi progressivi e continuità visiva interna
Il tema della progressione si riflette anche nell’organizzazione interna. Dalla zona più esposta verso la strada si procede verso ambienti sempre più raccolti man mano che si avanza nel lotto. Due lunghi muri in laterizio facciavista, disposti sui lati est e ovest, ampliano questa strategia disegnando vere e proprie quinte che prolungano gli spazi interni all’esterno, schermano la casa e accompagnano la rampa di accesso al piano interrato con autorimessa e locali tecnici.
Al pianterreno si sviluppa l’intera zona giorno, distribuita nei tre corpi edilizi e culminante, verso est, nella sala giochi. Il primo piano ospita la zona notte, mentre la mansarda accoglie lo studio. La verticalità dello spazio è enfatizzata da un sistema di doppi e tripli volumi che collegano visivamente i livelli pur mantenendo l’autonomia funzionale degli ambienti.


Il mattone facciavista come materia identitaria
Il volto esterno della casa è affidato a un unico materiale: il mattone facciavista, impiegato su tutti i fronti e nei lunghi muri esterni. Si tratta del Dogi 2.0 scialbato SanMarco di wienerberger, un mattone burattato e scialbato, posato con giunti a malta di calce della stessa cromia della scialbatura.
La scelta consente di ottenere una superficie vibrante. La scialbatura e la tessitura materica generano un effetto di profondità e variazione cromatica, mentre la percezione delle volumetrie risulta più marcata, enfatizzando l’articolazione dei tre corpi edilizi.
Il sistema parete wienerberger valorizza la struttura portante dell’edificio, creando un involucro ad alto spessore che integra isolamento, massività e ventilazione, garantendo efficienza energetica e solidità costruttiva. Il risultato è un organismo unitario e progressivo, capace di trasformare un lotto urbano complesso in un’architettura aperta, articolata e radicata nel paesaggio emiliano, che dialoga con la memoria rurale senza rinunciare a un linguaggio contemporaneo.


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