chilosa : [post n° 501575]

dall'altra parte della barricata

Buongiorno a tutti,
sono incuriosito dal ruolo di capo commessa e/o di tecnico all'interno di imprese di costruzioni (sto parlando di imprese importanti e strutturate). Da architetto progettista e direttore dei lavori mi sono sempre imbattuto in professionisti non architetti, spesso geometri partiti come capi cantiere e poi promossi in ruoli più dirigenziali, super esperti nelle dinamiche di impresa e cantiere ma con grosse lacune nell'interpretazione dei progetti e delle possibili varianti e migliorie. Mi chiedo (e vi chiedo per chi avesse avuto esperienze nel settore) se la nostra figura professionale potrebbe avere caratteristiche che possano essere apprezzate dalle imprese e quindi rappresentare un valore da sfruttare come attività professionale alternativa a quella della progettazione e direzione lavori classica.
sclerata :
Ho lavorato in un'impresa di costruzioni importante (tra le 3/4 più importanti della mia provincia) seppur per gli standar non così grande come azienda, circa 100 dipendenti tra operai, amministrativi e tecnici.
Io però mi occupavo di sicurezza (facevo i pos) iso e subappalti e a cascata anche un po' di tutto quello che serviva/dava noia/non avevano voglia di fare quelli sopra di me... Un ambiente tossico e misogino da cui mi sono licenziata dopo 7 anni, di cui gli ultimi 2 con il vomito ogni mattina prima di entrare.
Ma questo è un altro discorso.

Il capo dell'ufficio tecnico era un architetto che aveva una decina di anni più di me (io sono andata via a 35 anni) ma come i classici "capi" non sapeva nulla di niente. Cresciuto negli studi in cui si portavano aventi dibattiti fighissimi, filosofie mirabolanti e poi sul pratico, aiuto. E' arrivato lì piazzato dal cognato del capo ... evidentemente perchè ad una certa gli serviva uno stipendio per campare i 3 figli e la moglie sedicente artista. Prima aveva uno studio con un collega, ma al solito: il collega era quello che sapeva lavorare (e infatti ha ancora il suo studio) lui aveva le conoscenze ma finiva lì.
Mi ricordo che mi fece un pippone di un'ora perchè io architetto su una tavola avevo osato indicare una sezione : sezione A-A invece che sezione A-A' ...
Era il referente vendite per il residenziale ed era affabile come il conte Dracula.
Doveva impostare i contratti di subappalto (pubblici, erano cose di ferrovie) ma non conosceva nemmeno i tempi per silenzio assenzo a seconda dell'importo del subappalto e pretendeva che per un subappalto di 200mila euro l'impresa potesse entrare in giorno dopo in cantiere.
Questo per dirti che dal punto di vista tecnico tenevano tutto su i geometri che erano in cantiere lui passava, sbraitava quattro cavolate, si fissava su cose infinitesime e se ne veniva via.

Per fare questo lavoro devi avere sotto veramente due attributi notevoli. E devi avere esperienze e contezza di quello che deve essere fatto. Se dai una consegna al geometra "fammi la contabilità di questo" devi avere contezza della complessità della cosa e del tempo che ci vuole per farla.
E, cosa ancora più importante, devi levarti questa aura di architetto pseudoartista e filosofo. Devi essere uno pratico.
Quando ero lì le cose che ho imparato non le ho imparate da questo soggetto, ma banalmente dall' impiegata dell'ufficio gare e da un geometra (ormai passato a miglior vita) che non usava il cad, non sapeva manco accendere un pc ma sapeva farti vedere le cose e spiegartele, nel caso specifico, lui era quello che si occupava di ponti e strade e se adesso che faccio consulenza a impresa che fanno ponti, strade e gallerie e so vedere e capire un disegno al volo è merito suo.
Loredana :
cmq si scrive sezione AA' :-D :-D :-D
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