mia : [post n° 502413]

sempre lo stesso problema...

Tempo fa abbiamo parlato proprio su questa bacheca dei concorsi pubblici che io non riesco proprio a superare; qualcuno mi ha suggerito di provare quelli più mirati alla professione.
Prima di questo confronto con voi mi ero però iscritta ad alcuni bandi; oggi è uscito il calendario per le prove del concorso Ripam Amministrativi (quindi con diploma) e ovviamente ci risiamo: 30 posti nella mia regione e SEI GIORNI CON DUE SESSIONI AL GIORNO di prove...circa 6000 iscritti. Secondo voi ha senso andare? Non vorrei riaprire il discorso, visto che si erano inaspriti i toni...se potete, ditemi solo "si" o"no" . E' un secolo che studio, ma non so più se ne vale la pena.
arko :
sì.
sclerata :
secondo me no, ma non ho mai nemmeno provato un concorso pubblico in vita mia.
Kia :
Quelli con solo diploma ci va il mondo. Io ho fatto quest'anno 2 concorsi (mai fatti prima, per cui esperienza nuova) per inquadramento D per cui laurea e qualche punto perché iscritta e abilitata per un ente locale e per un ente regionale. Titoli ed esami. Sono idonea non vincitrice su entrambi, uno al 12 e l'altro al 4 posto per cui si spera negli scorrimenti nei prossimi due anni o altri enti che pescano. Ma non avrei mai fatto un concorso del tipo che dici tu, non mi ci metterei mai. Nel mentre spero in una svolta della professione ma non penso proprio che avverrà per cui meglio avere provato con il piano B
Kia :
Il succo del mio discorso era che forse è meglio puntare a cose più piccole (enti locali) e che cercano laurea magistrale in architettura/ingegneria e magari anche qualcosa in più tipo iscrizione e abilitazione. Solo diploma trovi una marea di gente per cui magari è più difficile posizionarsi bene in graduatoria. Parere personale
desnip :
Io ho sempre fatto il discorso inverso... concorsi fatti negli enti locali per uno o due posti dove già si sa chi "deve" vincere, mai... Concorsi per 50 posti su 1200 sì, e alla fine in uno ce l'ho fatta. Però sempre per architetto, mai genericamente per diplomato.
Kia :
Ognuno ha le sue teorie. Forse dipende anche da area geografica e città specifiche. Io mi baso su esperienze di colleghi di sicuro senza santi in paradiso esattamente come me. Ci sono le graduatorie, poi se si è idonei non vincitori qualcosa si smuove con scorrimento o perché altri enti invece si bandire attingono per i profili tecnici. Era già specificato nei bandi, che finché le graduatorie erano valide gli enti xx possono pescare
mia :
Grazie a tutti.
arko :
Non si tratta di teorie. Per i concorsoni, spesso fatti da Ripam, difficilmente si fanno scadere le graduatorie, dato che questo tipo di procedura costa un bel po'. Alcuni degli ultimi che ho visto si superavano con un'unica prova scritta, per cui direi che valga la pena provarli.
Inoltre è decisamente più complesso, come dire, acchittarli per il parente di turno, rispetto al comunello di 5000 anime (come fa ben presente Desnip).
Per quanto mi riguarda, da vincitore e idoneo in vari concorsi, tutti per grossi enti (e per grossi enti intendo anche i comuni tipo Roma, Napoli e simili) e per molti posti, non posso che consigliare vivamente di puntare su questi e di lasciar perdere quelli piccoli per i quali, tra l'altro, le graduatorie non scorrono quasi mai. Con un po' di esperienza e metodo, prima o poi lo vinci.
Kia :
Ma con il decreto taglia idonei comunque non è che ci sia tutta sta graduatoria o sbaglio?
Kia :
Scusate, riformulo perché scritto male. La mia domanda era questa: con il decreto taglia idonei come si riducono le graduatorie valide a fini di scorrimento di concorsi come quello portato ad esempio da Mia?
mia :
Se non sbaglio solo un numero di candidati idonei pari al 20% dei posti messi a bando può essere eventualmente ripescato . Non vorrei dire inesattezze. È un po' insensato...in effetti la spesa sostenuta per concorsi così corposi (parliamo di 200000 domande complessive) è davvero alta.
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