architettobuscetta : [post n° 502752]

RECENSIONI FALSE (FALSE POSITIVE) SU GLASSDOOR

Sono andato via da uno studio e sono in attesa di una lettera di referenza da parte del titolare, da un paio di mesi, che onestamente mi sembra un po' restio a firmare, pur avendo lavorato molti anni in quello studio.
In effetti l'impresa dove lavoro ora non me la ha chiesta ma se un giorno dovessi andare via mi servirà davvero.
Nel frattempo sono andato su glassdoor con l'intenzione di rilasciare la mia recensione o/e il mio stipendio
ed ho notato che lo studio ha ricevuto qualche giorno prima del mio ultimo giorno di lavoro due recensioni
striminzite e positive, della stessa lunghezza, contenenti quasi gli stessi contenuti, con leggere piccole variazioni. Sembrano due recensioni identiche e mi domando come glassdoor non le abbia bloccate
anche perche' sono state rilasciate sicuramente dai pc dello stesso studio.
Si tratta di 2 ex dipendenti ma lo studio a tutti gli effetti, a parte me ora, non ha avuto ex dipendenti negli ultimi 2 anni! (mai avuto dipendenti in realtà in tutta la sua storia ma solo stagisti e collaboratori con finta partita iva)
Sono certo - mi gioco gli attributi - che sono i due attuali soci ex collaboratori che si spacciano per ex dipendenti (e in effetti lavorano come facevano quando non avevano gli utili a fine anno)
e che hanno rilasciato le due recensioni farlocche dietro richiesta dei due titolari.
Che mondo di schifo questo degli studi privati.
Per fortuna ora sono in una grande azienda privata con un contratto indeterminato, con molte garanzie e non faccio più lo schiavetto che apre l'ufficio e lo chiude, fa il caffe' a tutti e sottopagato.
Pensate che quando hanno saputo che sarei andato via mi hanno tolto la chiave (15 giorni prima) ed ogni giorno dovevo citofonare. l'ultimo giorno mi hanno accompagnato all'uscio non essendomi permesso di andare via dopo gli altri.
In un altro post vi raccontero' l'umiliazione ricevuta negli ultimi giorni (e anche qualche giorno dopo)
Kia :
Ma sul serio ti serve la lettera di referenza?!? Ma manco fossimo i camerieri di Downtownabby prova ne sia che l'azienda dove lavori non ti ha chiesto questo documento. A mio avviso valgono meno di zero anche perché quando si va via di solito gli studi la prendono come una offesa mortale. Vale più avere le fatture fatte nei confronti dello studio, vuole dire che hai lavorato e sei stato pagato per cui tutto ok, è quella la referenza
fulser :
io glassdoor non sapevo neanche cos'era, lo sono dovuta andare a cercare, pensa te.
Questo per dire: vare davvero la pena dare peso a questa cosa?
La faccenda delle recensioni è una faccenda gonfiata/falsa e poco attendibile a tutti i livelli, quindi francamente che te ne frega di quello che succede sulle recensioni di questo studio con cui non hai più niente a che fare?
Poi non ho capito perchè preoccuparsi delle referenze che per adesso non ti servono ma domani si, SE andrai via da dove sei ora (?). Già pensi ad andare via?
Sinceramente, mi ricordo i tuoi interventi e quello che raccontavi, ma ti dico che credo che tu debba ancora superare del tutto la cosa. Cambia prospettiva e chiudi con questo passato.
Kia :
Fulser ha ragione da vendere. Mi ricordo anche io i vecchi post. C'è qualcosa di irrisolto, hai rancore perché non ti hanno fatto socio. Ma lascia perdere proprio! Chissene. Adesso hai cambiato lavoro? Si. E allora basta, non pensare più a loro e concentrati sul presente. Le referenze non contano nulla, conta come lavori e come ti relazioni in azienda. Soprattutto vedi di non ricadere nelle stesse dinamiche.
ArchitettoBuscetta :
Quando annunciai di andare via e dissi " mi serve la lettera di riferenza " il titolare quasi contento mi esclamo ' " ma certo ci mancherebbe'l!" tra l altro durante i colloqui in alcune aziende mi furono chieste , comprendendo che non avrei dato quella dello studio dove lavoravo
ArchitettoBuscetta :
Le ha chieste eccome per quelle precedenti, i recruiter sanno bene che al momento del colloquio non potevo certo chiedere la referenza ad uno studio per cui ancora lavoravo.
Archifish :
fulser suggerisce di superare la cosa. Io suggersico di superare l'infanzia e la preadolescenza per fare un bel salto nel mondo reale e degli adulti.
Lettere di referenza, recensioni, glassdoor, rancori, puntare il dito, piangersi addosso, pestare i piedi e altre robe da bimbiminkia non hanno mai mandato avanti il mondo in cui vivo, magari quello in cui vivono altri che in certe stronz@te ci credono (o le hanno inventate).
Sviluppati e vedrai che certe turbe scompariranno. E magari scompariranno anche certi problemi e certe dinamiche dagli ambienti lavorativi che frequenti.
Oppure trova lavoro in qualche contesto woke/fashion/alternativo/inclusivo/vegan/social/green/radicalchic, così avete tutti gli stessi disagi e vi mettete cuoricini e stelline a vicenda (salvo scoprire che il burattinaio di quei contesti appartiene alla stessa specie bastarda a cui appartengono tutti i burattinai).
Arch. Esaurimento :
Mi pare di capire che nel mondo reale qualcuno le chiede le lettere di referenza.

Poi possiamo essere molto d'accordo sull'inutilità della cosa, soprattutto se hai lavorato per tot anni in un posto e lavori da un po. Sul fatto che per avere un riscontro reale basta contattare le persone per cui hai lavorato anzichè la lettera che puoi benissimo scriverti da solo (abbastanza frequente gente che si scrive la lettera per farla controllare al "capo" che forse legge solo se in fondo compare il suo nome).

Se pensi di cambiare lavoro e leggi delle recensioni molto negative sul posto in cui vorresti andare di sicuro non è un buon segnale, al netto di tutte le vicende personali che uno può avere.

Poi da noi è un meccanismo che funziona il giusto, le aziende / studi sono mediamente piccoli e spesso non ci sono informazioni, quindi il problema non si pone. Per tutti quelli che vogliono cambiare lavoro trovare delle informazioni sull'ambiente di lavoro ti aiutano a scartarne alcuni (sempre che lo trovi il lavoro).
archimamma :
sottoscrivo ogni parola di Archifish e aggiungo che nel nostro settore glasdoor e lettere di referenze non si sono mai visti, nella mia esperienza il nuovo datore di lavoro ha sempre chiamato quello vecchio, per chiedere di persona. E' andata bene, in quanto mi sono sempre curata di lasciare i posti di lavoro rimanendo in buoni rapporti, lo consiglio caldamente
ponteggiroma :
ah ah ah Archifish, come non darti ragione, stavo per scrivere qualcosa di simile.
Comunque il "...contesto woke/fashion/alternativo/inclusivo/vegan/social/green/radicalchic..." me lo rivendo, spero tu non voglia riconosciuti i diritti d'autore!
architettobuscetta :
@archifish e a tutti quelli che la hanno presa alla leggera:
un bel salto nel mondo reale e degli adulti l'ho fatto da un bel po' anche perche' non si lavora come architetto libero professionista (finto libero e realmente libero nel weekend) tanti anni se non si hanno le palle quadrate.
E state tranquilli che l'impresa che mi ha chiesto (anzi le 2 che mi hanno chiesto) la referenza anzi LE REFERENZE (perche gli studio dove ho lavorato sono piu di uno) essendo uno dei piu' grandi gruppi di ingegneria italiani contesto non appartiene ad un contesto woke/fashion/alternativo/inclusivo/vegan/social/green/radicalchic, ma proprio per nulla.
Una impresa che vuole assumere un professionista che non è uscito dall'università qualche letterina la vuole leggere, o almeno vuole avere dei numeri telefonici.
Che a voi non piaccia è un altro conto. Tra l'altro la ho ottenuta da tutti gli altri studi presso i quali ho lavorato, ma ancora non dall'ultimo.

ancora @archifish sono ben sviluppato anche perche' pur avendo vinto un concorso pubblico ho preferito ancora una volta lavorare in una grande impresa (stavolta con contratto a t.i.)
sclerata :
"non si lavora come architetto libero professionista (finto libero e realmente libero nel weekend) tanti anni se non si hanno le palle quadrate."
Buscetta caro, così non sei nè carne nè pesce. Non un "realmente libero professionista".

Però se sei convinto tu... io sottoscrivo lettera per lettera quanto scritto da Archifish.
Kia :
Ammetto che questa cosa delle referenze esula dalla mia esperienza....se mi dite che invece conta, come non detto. Però scusate, se uno si lascia male nel precedente posto in cui ha lavorato (e il più delle volte succede con gli studi) non se ne viene fuori, la referenza non te la scrivono e quindi?
Arch. Esaurimento :
La competenza non è determinata dall'inquadramento lavorativo, dal contratto ecc.

Così come essere "libero professionista vero" non è indice automatico di competenza (vedi recenti post su persone che firmano CILA improbabili, quindi dotati della medaglia del VERO libero professionista. Per la cila possiamo mettere junior, fosse vero vero vero fa almeno i PdC).

Ognuno di noi avrà un vasto campionario di personaggi discutibili in tal senso incontrati in ambito lavorativo.

Cambio lavoro e contratto a tempo indeterminato sarebbero una non scelta?
ponteggiroma :
"sono ben sviluppato anche perche' pur avendo vinto un concorso pubblico ho preferito ancora una volta lavorare in una grande impresa"
Forse dipende dal fatto che sono poco sviluppato io eh..., ma sinceramente, visto come le imprese private trattano i dipendenti ultimamente, un pensierino al pubblico ce l'avrei fatto
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