incrisinera : [post n° 503887]
Cosa non riesco a capire del mio lavoro?
Ho deciso di chiudere la partita iva e diventare dipendente comunale, con un primo concorso sono diventato Istruttore tecnico c e ora ho vinto un concorso per funzionario tecnico d. Stesso comune. Le cose sono cambiate e i colleghi non mi trattano più come prima. Tra le altre cose sparlano tutti di tutti, ma gli "anziani" lo possono fare, se tu appena arrivato ti lamenti che le cose potrebbero essere migliorate o un collega ha sbagliato perchè approsimativo allora apriti cielo, se tu quello sbagliato da evitare. Ma perchè???? Non sarebbe piu semplice collaborare?
non conosco le dinamiche della pubblica amministrazione non avendoci mai lavorato, ma se tanto mi da tanto, come nel privato, l'invidia "l'è 'na bruta bestia!"
Non credo ci sia molto altro
Non credo ci sia molto altro
Penso sia questione di gerarchie interne indipendentemente da C o da D, come in tutti i posti di lavoro in cui si è in tanti.
sono funzionario tecnico in comune. Tidico solo che ho una collega che dorme in ufficio mettendosi comoda con i piedi sulla scrivania, un altro che dopo 3 anni fa ancora errori gravissimi perchè se ne frega della legge e della procedura, un'altra che detta legge senza essere niente e che ci fa rimanere arretrati (esige che si stampi tutto) perchè la PO la ascolta nonostante in tanti siamo contrari per l'aggravio assurdo e fuori normativa che subiamo: i responsbaili sanno tutto ma fanno finta di nulla. Se non ti trovi il dirigente valido, che ha contezza che il suo ruolo è di far funzionare l'ufficio e non di tenersi buoni i furbastri, la normalità è questa. Tu nel tuo piccolo opera in coscienza e fregatene delle chiacchiere.
Nel mio ufficio funzionari e istruttori fanno le stesse cose, praticamente la differenza è solo lo stipendio. Tanto che mi dispiace per le mie colleghe e lo dico senza ipocrisia (poteva capitare a me).
Incrisinera, sicuramente non sarà il tuo caso, ma ho avuto a che fare con diversi funzionari e devo dire che, salvo poche eccezioni, in molti casi se li meritano tutti questi atteggiamenti nei loro confronti. A loro discapito però devo constatare che da qualche anno a questa parte stanno cominciando ad interagire in maniera più umana nei confronti degli utenti, almeno qui a Roma.
ArchiFra e desnip, a me sinceramente testimonianze come le vostre mettono i brividi e il racconto di quella che dorme mi fa letteralmente schifo.
Mi solleva il fatto che almeno c'è chi come voi lavora con coscienza.
Mi solleva il fatto che almeno c'è chi come voi lavora con coscienza.
fulser forse non mi sono espressa bene: io intendevo che funzionari e istruttori nel mio ufficio svolgono gli stessi compiti. In alcuni casi il dirigente ha anche indicato qualche istruttore come rup. Quindi alla fine un istruttore fa le stesse cose che faccio io (forse anche di più) ma guadagna di meno.
Il lavoro da dipendente non mi piace e non mi piacerà mai però onestamente nel mio ufficio di gente che dorme non ce n'è, anche perchè sarebbe impossibile farlo, vista la mole di lavoro.
Poi se vogliamo fare il confronto tra quanto si lavora da dipendente e quanto da autonomo, beh, non c'è paragone, questi non hanno proprio idea...
Il lavoro da dipendente non mi piace e non mi piacerà mai però onestamente nel mio ufficio di gente che dorme non ce n'è, anche perchè sarebbe impossibile farlo, vista la mole di lavoro.
Poi se vogliamo fare il confronto tra quanto si lavora da dipendente e quanto da autonomo, beh, non c'è paragone, questi non hanno proprio idea...
fulser, guarda, ti dico che c'è un funzionario architetto giovane, non oltre i 20, che non sa usare i pdf nemmeno in lettura, figuriamoci in creazione... qui da me i pochi lazzaroni che ci sono fanno poco o nulla perchè i responsabili non vogliono problemi, caricando fuori misura in compenso chi sgobba.
desnip avevo capito benissimo, e confermo che una tale situazione mi mette i brividi, perché è ovvio che la mancanza di riconoscimento alla lunga (e non solo alla lunga) non va bene.
ArchiFra che dire.... che uno di 20 anni non sappia fare i pdf, quando di solito una generazione X come me viene perxulata se si lascia scappare che non capisce immediatamente l'utilizzo di qualche astrusa formula excel.....
ArchiFra che dire.... che uno di 20 anni non sappia fare i pdf, quando di solito una generazione X come me viene perxulata se si lascia scappare che non capisce immediatamente l'utilizzo di qualche astrusa formula excel.....
Grazie a tutti per le risposte. Non è proprio il caso di dire "mal comune mezzo gaudio" ma almeno mi sollevo nel pensare che non sia solo capitato a me. E' difficile qualsiasi lavoro, questo è certo, ma la componente colleghi è parte della tua giornata e quindi diventa dura arrivare a sera in questo modo.
incrisinera, volevo solo aggiungere una cosa.
Anni fa ero molto in crisi anch'io, stavo male ogni mattina solo al pensiero di venire al lavoro (attacchi di panico, nausea e peggio); ad un certo punto è scattato qualcosa, mi sono impegnata molto e all'improvviso le cose hanno cominciato ad ingranare; ho fatto rete con un collega che merita e che mi aveva trattato anche male ma che è molto capace, quindi ho deciso volontariamente di fidarmi di quello che diceva e cercare di adeguarmi al suo ritmo. E' stata dura, durissima, ma le cose sono migliorate molto ed ho avuto un periodo d'oro, che è durato anni.
Adesso le cose di nuovo non vanno benissimo e ci sto ragionando, ma ripeto, per un periodo piuttosto lungo sono andate benissimo. Cosa voglio dire: che un bella differenza la fa anche l'atteggiamento con cui si affrontano le cose; se le cose intorno a noi non cambiano, forse è il caso anche di cambiare noi. La prima cosa che uno pensa è: ma se tutti quelli intorno sono sbagliati perché devo cambiare io? Ma..... 1: non è necessariamente così, magari non sono loro sbagliati, o non tutti, 2: se quelli intorno sono sbagliati dopo un po' che ti applichi te ne accorgi e quindi vuol dire che le strategie da adottare sono altre, ma se non inizi prima tu a cambiare atteggiamento non lo saprai mai per certo, e non farai progressi.
Tanti auguri.
Anni fa ero molto in crisi anch'io, stavo male ogni mattina solo al pensiero di venire al lavoro (attacchi di panico, nausea e peggio); ad un certo punto è scattato qualcosa, mi sono impegnata molto e all'improvviso le cose hanno cominciato ad ingranare; ho fatto rete con un collega che merita e che mi aveva trattato anche male ma che è molto capace, quindi ho deciso volontariamente di fidarmi di quello che diceva e cercare di adeguarmi al suo ritmo. E' stata dura, durissima, ma le cose sono migliorate molto ed ho avuto un periodo d'oro, che è durato anni.
Adesso le cose di nuovo non vanno benissimo e ci sto ragionando, ma ripeto, per un periodo piuttosto lungo sono andate benissimo. Cosa voglio dire: che un bella differenza la fa anche l'atteggiamento con cui si affrontano le cose; se le cose intorno a noi non cambiano, forse è il caso anche di cambiare noi. La prima cosa che uno pensa è: ma se tutti quelli intorno sono sbagliati perché devo cambiare io? Ma..... 1: non è necessariamente così, magari non sono loro sbagliati, o non tutti, 2: se quelli intorno sono sbagliati dopo un po' che ti applichi te ne accorgi e quindi vuol dire che le strategie da adottare sono altre, ma se non inizi prima tu a cambiare atteggiamento non lo saprai mai per certo, e non farai progressi.
Tanti auguri.