"vivere" o "sopravvivere" facendo l'architetto?

messaggio inserito lunedì 14 luglio 2008 da HdS

HdS : [post n° 168325]

"vivere" o "sopravvivere" facendo l'architetto?

Mi presento: sono laureato da 4 anni nei quali ho subito lavorato...prima sottopagato poi pian piano pagato poco (1000 euro netti al mese ma con orari massacranti!).
Ora la società dove lavoravo ha chiuso i battenti e mi ritrovo a cercare lavoro e a dover rifiutare ogni proposta di perchè al max mi offrono 600 Euro netti mensili (sempre con orari da schiavismo!). Ma che faccio? me ne vado all'estero pur di non sopravvivere e almeno nel mio piccolo mandare a monte il sistema schifoso che reggono gli Studi? Ma dove dovrei andare a lavorare? E com'è la situazione al di fuori dell'Italia?
Vichy :
vieni su equilibrio precario (non mi fanno più scrivere il nome del blog ma cerca su google equilibrio precario io bloggo) dentro trovi tante storie come le tue, storie di ragazzi che partono e anche una che si intitola consigli da londra dove una ragazza si mette a disposizione per consigliare come cercare lavoro li.
se poi vuoi pubblicare la tua storia scrivimi su valela[at]libero.it (puoi mantenere l'anonimato! ciao ti aspettiamo! (per vedere tutte le storie cerca sull'archivio sulla destra)
bonaparte :
io ho lavorato per un anno in germania, nn pagano molto di più, ma il tenore di vita è più sostenibile e udite udite, alle 17,00 si finisce tutti di lavorare!!! oppure a volte io penso: se devo lavorare gratis x i ricchi, lo faccio x i poveri, almeno ne hanno bisogno...
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