regime dei minimi contribuenti

messaggio inserito venerdì 13 febbraio 2009 da mia

mia : [post n° 188441]

regime dei minimi contribuenti

Salve a tutti! Un amico sta per aprire P.IVA da disegnatore, sicuramente con il regime dei minimi. Non sa però quali saranno le sue effettive entrate poichè al momento collabora con uno studio -che qualche mese "dimentica" di pagarlo- ma sta lentamente ampliando le conoscenze e le collaborazioni. Informandosi su vari siti ha trovato la legge di riferimento, le agevolazioni che questo tipo di P.IVA comporta, ma non sa ancora nè quale sarà la sua cassa di previdenza(INPS?)nè se comunque se c'è un minimo di tasse fisse all'anno come per la P.IVA ordinaria(se così fosse, a 'sto punto meglio restare in nero!). Purtroppo io non ho esperienza della libera professione, ma so che molti di voi ce l'hanno...! In attesa di trovare un commercialista, avete consigli e/o chiarimenti? grazie infinite, buon lavoro a tutti.
commercialista emanuela :
Ciao, mi parli di disegnatore e non di architetto, quindi senza alcun albo di appartenenza. Mi confermi? Se è così deve pagare l'inps gestione separata. Per il fatto del regime avvisalo di parlare con un commercialista prima di aprire la p.i. perchè oltre al regime dei contribuenti minimi ce ne è un'altro secondo me più conveniente (regime agevolato nuove iniziative L 388/2000 art.13) e per tale regime la scelta va fatta in sede di apertura altrimenti"il treno è perso".
Fammi sapere
Emanuela
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archi :
Non vorrei parlare a sproposito ma perche' il tuo amico vuole aprire la partita iva se lo studio dimentica di pagarlo? io aspetterei che ci sia una reale volonta' di elargire un bonifico prima di entrare nel circolo vizioso della partita iva. L'alzheimer e' una sindrome che tocca molti quando debbono pagare
commercialista emanuela :
Una precisione: a parte il fatto che quando uno lavora DEVE essere pagato, i professionisti funzionano per cassa e quindi le imposte le pagano solo su quanto effettivamente incassato. Se emetto una fattura nel 2008 ma non mi viene pagata entro l'anno, questa non mi farà reddito nel 2008 ma solo quando nel 2009 verrà incassata diverrà imponibile ai fini irpef e quindi slitterà nella dichiarazione dei redditi del 2010. E' importante infatti fornire ai propri commercialisti le date di incasso delle fatture in modo che si eviti di pagare imposte per importi non riscossi!!
Emanuela
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archi :
Non mi va di essere polemico, ma il DEVE non e' una parola nota tra gli Architetti, poiché sono in un forum non posso fare nomi (e mi sembra pure giusto), ma ho ad oggi 4 Architetti che mi debbono pagare lavori fatti ancora in lire. Con quelle fatture ci posso fare comode strisce da usare al posto della carta igienica, il deve nell'ambiente degli architetti e' una cosa che non esiste. Che mi consigli di fare: scrivere raccomandate telefonate o forse piantonare davanti allo studio, ho semplicemente detto quello che penso ovvero che la partita iva si apre SOLO E QUANDO si ha la certezza di essere pagati. In Italia il DEVE non esiste. Però ti posso dire che una cosa mi è stata insegnata dai colleghi: a non iniziare mai un lavoro senza acconto. Perché in quel caso ho un minimo da fatturare.
P.S. Mi scuso sin d'ora per il tono del messaggio ma certe affermazioni sono inaccettabili
poipoi :
scusa archi. Emanuela ha giustamente affermato una cosa ovvia, che tutti dobbiamo essere pagati. Hai da dire qualcosa in contrario su questa affermazione? O stai montando una sterile polemica solo per lamentarti della tua condizione attuale? Il modo migliore per farsi pagare è certamente fare bene il proprio lavoro e fatturarlo, possibilmente a seguito di chiari accordi scritti presi prima. Chiunque faccia diversamente è un temerario, o è uno sprovveduto. E questi inutili piagnistei a cose fatte non servono certo a indicare qual è la strada giusta.
Stai dando un cattivo consiglio a mia. E insisti pure. Non è affatto vero che la fattura vada fatta solo quando vedi una volontà a pagarti. Ma figurati. Così gli fai solo un favore.
Di inaccettabile qui c'è ben altro.
desnip :
a parte tutto io nel post di mia ho letto anche un'altra cosa: che il suo amico sta "lentamente ampliando le conoscenze e collaborazioni". Quindi, a parte questo studio che non lo paga, il ragazzo si sta dando da fare nel mondo del lavoro e vuole, giustamente, sapere come deve comportarsi a livello fiscale.
commercialista emanuela :
Il mio DEVE è detto con rabbia anche da parte mia. Sappi che io ho fatture di cinque anni fà ancora non saldate e per le quali alla fine mi son dovuta "attaccare" perchè come al solito non ci tutela nessuno nè tantomeno gli ordini di appartenenza (calcola che il mio ordine pretendeva intanto un pagamento per il visto della parcella ed in più dovevo pagare un avvocato!!!) Ero veramente nera e alla fine l'unica è stata annullare le fatture e fare "pippa" almeno non ci pagavo iva ed irpef.
Hai ragione ad essere indignato e non ti preoccupare che sò che lo sfogo non è verso di me ma verso un sistema
Ciao
mia :
grazie a tutti per le preziose risposte. In effetti il mio amico sta studiando architettura, e nel frattempo lavora in uno studio come disegnatore/progettista. La proposta iniziale era un co.co.co, poi abbandonata, e visto che le collaborazioni con altri studi ci sono, il consiglio è stato per la P.IVA. Ovviamente archi ha ragione(e qui infatti nasce il dubbio!): le prospettive di guadagno sono tutt'altro che certe! ci informeremo...grazie ancora a tutti.
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