Rifacimento di tetto in legno e deposito sismica

messaggio inserito mercoledì 24 ottobre 2012 da Ily

Ily : [post n° 301781]

Rifacimento di tetto in legno e deposito sismica

Ciao a todos.
Per il rifacimento di un tetto in legno, cioè dello smontaggio dell'orditura primaria e secondaria (marcia) e successivo rifacimento in legno lamellare in base alle leggi dell'anno domini 2012 serve la pratica sismica con deposito al Genio Civile?
Grazie :-)
pepina :
Per me si.
www.edilnotizie.it/documents/regione-emilia-feb2010-atti-indirizzo-l…

prova a vedere al punto 3.3
Ily :
VISTO GRAZIE... Tra un po' chiederanno la sismica pure per spostare la libreria da una parete all'altra, o montare i pensili della cucina :-(((
pepina :
dai non mi sembra così assurdo...se ci pensi vai a cambiare i carichi permanenti!
Dotting :
Cosa intendi per "pratica sismica"?!

Ci vogliono i calcoli strutturali della nuova copertura (fatti con ntc o eurocodice) e l'asseverazione da parte di un tecnico che i nuovi carichi non vadano a modificare il comportamento strutturale dell'edificio esistente.
Dotting :
"Tra un po' chiederanno la sismica pure per spostare la libreria da una parete all'altra"

Questa "perla" l'avevo persa.
Ily :
Di mo' che non è vero Dotting!!!
Braian :
Serve una pratica al Genio Civile (dove esiste ancora) o deposito dei calcoli strutturali allo sportello unico per l'edilizia.

Però se non lo ritieni giusto puoi anche mettere delle travi così un po' ad occhio tanto se il tetto è sempre rimasto in piedi perchè deve crollare proprio quando ci metti travi nuove!
Ily :
Braian, ma che discorso è?!? Non lo sai che oggi almeno in Emilia Romagna devi fare una pratica antisismica pure per installare un pergolato (UN PERGOLATO!) con altezza superiore a 3 metri? O addirittura per sostituire i TRAVICELLI (orditura secondaria) di un tetto?!?
Credi davvero che la prevenzione antisismica si faccia solamente inserendo ulteriori chili di carte, con conseguenti costi di segreteria di centinaia di euro e altre centinaia (se non migliaia) di euro per il tecnico strutturista?!?
Secondo te chi decide di installare un pergolato alto m 3,10 cosa fa, quando sente che non solo ci vuole la pratica edilizia (e magari pure la paesaggistica) ma anche che deve chiedere all'architetto pure i calcoli strutturali?!? Chiama l'architetto e aspetta mesi tra pratiche varie o chiama l'amico ciapinaro e si montano da soli il pergolato e amen?
Ily :
Aggiungo anche una libreria alta, sopratutto se montata da personale inesperto (cosa che ultimamente capita spessissimo visto che la gente si monta da se i mobili) e piena di libri/oggetti pesanti (ad esempio il mio vocabolario di greco è una vera bo ba a orologeria) e non adeguatamente fissati al muro, o l'armadio della nonna in legno massiccio o i pensili di cucina pieni di piatti (e magari con ante in vetro) sono molto pericolosi perchè per farli ribaltare o aprire rovesciando a terra il contenuto basta anche una scossa piuttosto modesta.
Che si fa, si chiama l'architetto pure per calcolare i fissaggio al muro della libreria o della credenza?
Dotting :
"Credi davvero che la prevenzione antisismica si faccia solamente inserendo ulteriori chili di carte, con conseguenti costi di segreteria di centinaia di euro e altre centinaia (se non migliaia) di euro per il tecnico strutturista"

Ovviamente no, bisogna poi seguirla la relazione tecnica costata centinaia (se non migliaia) di euro dello strutturista.

"chiama l'amico ciapinaro e si montano da soli il pergolato e amen"
Purtroppo hai ragione, ma spero che poi un tecnico esperto in fase di sanatoria (perché è solo questione di tempo ma prima o poi questa serve) in caso che il manufatto non sia realizzato a regola d'arte lo faccia demolire o consolidare.

Comunque il punto è un altro, tu sia un tecnico abilitato (con tanto di laurea), simili ragionamenti non ti sono concessi, perché se tu sei la prima a ritenere i calcoli strutturali "chili di carte, con conseguenti costi di segreteria" ti sarà ancora più difficile spiegare al cliente perché dovrà spendere centinaia di euro per l'onorario di uno strutturista.
Braian :
A volte la burocrazia è troppa e inutile ma siccome l'italia è un paese per furbi forse è l'unica via per provare a responsabilizzare i professionisti del settore (progettisti e non).

Altrimenti continueremo con: "Era una tragedia impossibile da prevedere".
Ily :
Il problema è che io proprio non riesco a concepire che per montare un pergolato alto 3,10 m o per cambiare i travicelli di un tetto con altri di dimensioni e legno assolutamente identici serva la sismica.
Perchè ragiono colla mia testa, di architetto.
Io non ho detto che i calcoli strutturali sono inutili, anzi, ho solo detto che lo sono per interventi decisamente modesti, come ad esempio il rifacimento di orditura secondaria di un tetto senza apportarvi la minima modifica o il montaggio del pergolato di cui sopra. Se invece si tratta di consolidare una volta o rifare un solaio o aprire aperture in muri portanti lo strutturista (possibilmente architetto!!!) è sacrosanto.
Altro esempio: io ritengo che sia giusta la paesaggistica, anzi, sacrosanta. Ma la paesaggistica per cambiare gli scuri o aprire un lucernario di cm 70x70 su un tetto mi sembra non solo grottesca, ma anche un ottimo incentivo all'abusivismo edilizio.
Ily :
Io sono un tecnico abilitato e proprio in virtù dei miei studi e della mia abilitazione faccio i discorsi di cui sopra.
Braian :
Per esempio:

come saprai cambiare i travicelli di un tetto non richiede di una pratica sismica. Al massimo è possibile fare una pratica di intervento locale che richiede le verifiche solo per carichi vertilai (dipende dalla regione).

Cambiare i travicelli con travicelli di simili dimensioni invece è un errore grave:
Il legno stagionato ha un modulo eleastico molto maggiore di quello che usiamo al giorno d'oggi. Si corre il rischio di trovarsi delle travi di legno imbarcate e fare un bel po' di danni.

Detto questo (siccome le polemiche m scocciano dopo un po') secondo me l'unica cosa importante è che il progettista (architetto, geometra o ingegnere che sia) faccia le cose con criterio (cosa che nessuna norma può imporre... purtroppo) firmi e si prenda tutte le responsabilità. Se si sbaglia si paga.

Sono d'accordo anche sulla sovrintendenza: un male necessario (un po' come la sismica).

Io sarei per un cambiamento drastico di mentalità: meno burocrazia, tutto autocertificazioni ma molti più controlli accurati.

Chi fa il furbo o chi sbaglia (ovviamente errori gravi non di cavolate) paga pesantemente.

Chiudo citando il mio grande proff. Gucci che in tempi per per non sospetti ripeteva sempre "L'Italia è un paese a norma."

Braian.
Dotting :
"Il problema è che io proprio non riesco a concepire per cambiare i travicelli di un tetto con altri di dimensioni e legno assolutamente identici serva la sismica. "

La piccola orditura non è rappresentata solo dai "travicelli", ma ad esempio anche dall'assito, i nuovi materiali uniti ad una posa regolamentata adesso dalle norme (rispetto al passato) rende completamente diversa la deformabilità dell'impalcato, questa rigidezza è importante ai fini della ridistribuzione delle forze orizzontali (sismica).
Sono contento che tu "ragioni con la tua testa, di architetto" ma qui c'è poco da ragionare, questa è scienze delle costruzioni, non necessità di interpretazioni :)

Quindi non è che in Emilia sono impazziti, hanno solo letto le NTC (punto C8.4.3) e le hanno "tradotte" per "chi non concepisce", né più né meno.
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