direzione lavori e progettista

messaggio inserito giovedì 4 luglio 2013 da wwcristina

[post n° 320717]

direzione lavori e progettista

Salve sono un architetto dipendente di un'impresa edile part time (lavoro solo di mattina), e ho un dubbio: una mia amica mi ha chiesto di farle il progetto di ristrutturazione del suo appartamento, curando anche la direzione lavori, ma ho paura che ci sia un conflitto di interesse poiché avendo dipendenza con l'impresa non potrei assumere entrambi i ruoli, è giusto? come risolto il tutto?
Grazie
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ma l'impresa per cui lavori eseguirà i lavori in casa della tua amica?
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praticamente il controllato= controllore....
adesso non so che opere dobbiate eseguire....ma tra l'altro mi pare che la normativa del 2010 relativa alla CIA edilizia dice che il progettista non può avere rapporto di dipendenza con impresa o committente.
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quoto kia, non si può firmare la CIL se si hanno rapporti di dipendenza con l'impresa esecutrice. Inoltre, Cristina, mi chiedo come potrai fatturare per l'incarico eseguito non avendo partita IVA. E dovresti anche avere l'assicurazione professionale.
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posto l'obbligo di partita IVA e iscrizione inarcassa, vorrei aggiungere che non mi pare ci siano attualmente degli obblighi per legge a questo proposito, nel comune di Roma nel 2010 c'era l'obbligo di dichiarazione di non avere rapporti di dipendenza, ma già da un paio di anni questo articolo è stato tolto. Detto questo dobbiamo essere onesti e dire che è prassi avere questo tipo di rapporti tra architetti e imprese e ci sono usi molto comuni, tanto quanto illegali, anche di peggiore livello, come ad esempio che una buona parte di architetti (o geometri ingegneri ecc) abbiano un rapporto nascosto con l'impresa che corrisponde a vere e proprie tangenti nella misura di una percentuale sull'importo dei lavori. E' spesso l'architetto a proporre l'impresa e quindi chiede come procacciatore una percentuale. Questa è una pratica scorretta e illegale, e di fatto il discorso di base è lo stesso, l'architetto deve essere al servizio del cliente e deve vigilare sul lavoro dell'impresa richiamandola quando venisse meno e aiutando il cliente quando è in difficoltà nei rapporti con l'impresa per ritardi nell'esecuzione, aumenti di costi non preventivati, tempi dei pagamenti ecc ecc. Per lo stesso motivo come hanno già evidenziato i colleghi dirigere l'impresa di cui si è dipendente non è forse illegale ma di sicuro costituisce un rischio per te che prendi questo impegno, se l'impresa non accontenterà il cliente tu dovrai comportarti con durezza nei confronti dell'impresa, mettendo a rischio il tuo lavoro part time o il lavoro per la tua amica.
Io personalmente farei il lavoro alla mia amica e chiamerei un'altra impresa
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martin, come ha scritto kia la normativa del 2010 relativa alla CIA edilizia (e mi pare pure quella sulla scia) dice che il progettista non può avere rapporto di dipendenza con impresa o committente. Quindi, non è che è solo opportuno non farlo, ma proprio non si può fare.
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www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2001_0380.htm#006

come vedrete consultando l'articolo in questione art 6 comma 4 la frase è stata cancellata e quindi non è più in vigore. resta però secondo me la possibilità del comune di richiederlo se ritiene
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Allora per quanto riguarda la fattura utilizzo la nota per prestazione occasionale, ho già parlato con il commercialista e mi dice che è possibile farla.
Il mio dubbio era solo per il conflitto di interessi, ma a quanto vedo la norma è stata abrogata o quanto meno non c'è più, quindi a meno che il comune non lo richiede esplicitamente, non dovrebbero esserci problemi.
Grazie cmq a tutti per avermi aiutata.
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aaaaahahhhhhhh!!!ancora con sta storia della prestazione occasionale!!!NON LA PUOI FAREEEEEEEE!!!di al tuo commercialista di leggersi la legge biagi, quella non è stata ritoccata come quella sulla cia edilizia.
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prestazione occasionale non è possivile
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cristina preparati.... ti faranno a pezzi!
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timbrare un progetto e poi emettere ricevuta fiscale per prestazione occasionale senza posizione INARCASSA e IVA??? Ma dove la presa la laurea il commercialista al CEPU?? In bocca al lupo con il fisco wwcristina!!!
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Ahaha, Kia sei caduta dalla sedia? :-)
comunque questi commercialisti fanno accapponare la pelle. Grandi professionisti, sì!
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secondo me la povera cristina ha sentito aria di linciaggio e ...s'è data...:-)
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non sono andata via.... :-)
Allora da quanto ho capito, il problema resta circa la possibilità di fatturare, e dato che io non ho la partita iva non posso farla, vorrei però porvi un altro quesito:
se la progettazione venisse fatturata dalla ditta? nel senso che nel computo e nella fattura è inserita la voce di progettazione e di direzione lavori, e poi tale cifra viene riconosciuta a me?è fattibile come cosa? o devo in ogni caso aprirmi una partita iva?
Grazie
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Non credo che la ditta può fatturare l'attività di progettazione: le attività di progettazione possono essere espletate da soggetti che abbiano capacità professionali, tipiche di soggetti che sia iscritti a un albo o un collegio professionale (arch., ing., geom, periti, ecc) che agiscono secondo le loro competenze. Salvo che l'impresa non annoveri nella propria attività anche quella di progettazione del tipo società di ingegneria, ecc... Ma anche in questo caso chi timbra è un libero professionista iscritto all'ordine/collegio!!!
Aprire la partita iva è un passo che devi valutare bene, perché essendo te dipendente di questa impresa dovresti dimetterti e aprire una posizione inarcassa. Ti conviene fare tutto questo casino per un solo lavoro??
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scusa Pitosto ma perchè dovrebbe dimettersi?resta dipendente dell'impresa e se vuole fare la libera professione in parallelo si apre p.iva e una posizione inps gestione separata (no inarcassa perchè inps lavoro dipendente non può essere in contemporanea con inarcassa) e versa inarcassa il 4% da NON iscritto.
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completo il post precedente. Nel caso della collega resta però il problema del rapporto di dipendenza con l'impresa. E' quello il punto.
Se la collega fosse dipendente dell'impresa X ma si aprisse p.iva per esercitare la libera professione in parallelo al lavoro dipendente e il lavori che dovrebbe seguire fossero fatti dall'impresa Y non ci sarebbero problemi.
Bisogna verificare se la questione della "non dipendenza" sia stata modificata.
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Partendo dal presupposto che per esercitare da libero professionista anche una sola volta in un anno serve la p.iva (non si può fare "collaborazione occasionale" .....anche perchè collabori con chi?), un collega che ha già un lavoro dipendente dovrebbe valutare se vale la pena aprire una p.iva e una posizione inps per un solo lavoro.
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Partendo dal presupposto che per esercitare da libero professionista anche una sola volta in un anno serve la p.iva (non si può fare "collaborazione occasionale" .....anche perchè collabori con chi?), un collega che ha già un lavoro dipendente dovrebbe valutare se vale la pena aprire una p.iva e una posizione inps per un solo lavoro.
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Da come ho capito, dovrei aprirmi la p.iva....la cosa che mi preoccupa e che mi frena, e che non so se in futuro avrò altri lavori e allo stesso tempo non vorrei rinunciare al lavoro della mia amica.....avevo proposto la possibilità che l'impresa fatturi la progettazione, in quanto ha come categorie Soa anche la progettazione, avendo nel suo staff tecnico architetti, geometri, ecc....., quindi pensavo che era una cosa possibile e poi avrei risolto con il consulente del lavoro come far riconoscere la progettazione a me.
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