La solita storia... entrate

messaggio inserito sabato 1 ottobre 2016 da Eduardo

Eduardo : [post n° 387377]

La solita storia... entrate

Salve, neolaureato con 110 e lode. Mi ritengo capace di svolgere il mio mestiere. Bene, il mio CV mi avvantaggia contatto il primo studio che mi viene in mente e mi prendono a lavoro. All'inizio la solita storiella si ci sarà un rimborso spese, ma poi a crescere, vedrete dei benefit, ci saranno pagamenti in percentuale, fatture e compagnia bella. Accetto.
Primo mese 0. Mi do 2 pizzichi sulla pancia, in fondo è vicino casa e spendo poco di benzina. Poi sono appena arrivato, purtroppo si fa dovunque così.
Secondo mese, 200€, dati con mooolto ritardo, tipo due settimane dopo.
3° mese idem.
Agosto nulla.
Intanto mi faccio fregare, ma in parte, nel senso che chiedo massima libertà di orari a questo punto e decido di andare part time le mattine.
Settembre... a chiacchiere tutto ok, massima comprensione, infatti faccio part-time, ma piano piano le richieste sono maggiori, adesso non sono qui per imparare ma gli produco proprio tavole a cui non mettono proprio mano insomma... ok dico fra me e me è fatta, anche se la mia richiesta di part-time è stata ignorata ma è lavoro, si deve fare, mi piego e lo faccio. Ovviamente quindi adesso mi aspetto almeno il doppio della paga, almeno. Ma... secondo voi? Passata questa settimana e... 0! Ormai siamo ad ottobre e mi sono rotto le scatole... anche se dovesse dire poi ti pago in ritardo non mi sta più bene. Io non sto chiedendo 2000€, sto chiedendo una paga dignitosa e che arrivi come Dio comanda a fine del lavoro svolto.
Che dite? Sto seriamente pensando di appendere con un messaggio e non presentarmi più e lasciarlo nelle sue rogne.
Oppure di dirgli "senti bello, tu non puoi pagarmi?!? allora se ti serve una mano chiamami quando ti serve stabiliamo un prezzo e io lavoro per te per quel determinato periodo."
Che ne pensate? È il solito chiacchierone? Meglio fuggire a gambe levate prima di restare di mer...
grazie
maya27 :
Non mi dici niente di nuovo .... io vengo da tre anni con stipendio a meno di 1500 quando i patti erano tutt'altri e praticamente vivevo in ufficio (straordinari, notti, weekend) .... del voto di laurea non importa nulla a nessuno, quello che ho imparato è che gli interessa solo se puoi stare alle condizioni loro, altrimenti ti vedono come ribelle ed insoddisfatto, perché pretendono da te tutto ... alla fine ti stanno facendo un favore!!
Questo è quello che ho capito nella mia esperienza, finita ora tra i banchi di tribunale!
il discorsetto che tu vuoi fare è giusto, ma solo per uno che si trova dalla tua stessa parte, e non per il mondo datoriale, di queli che ti dicono "eh...io mi sono fatto da solo! ..." .... fino a farti passare per la persona ingrata che non vedi quello che ti offre!
Tu hai detto "non chiedo 2000 €" .... neanche io sono tipo venale, e se sono finita in tribunale è per una questione di rispetto ... perché pagarmi o non pagarmi, il rispetto della persona ci deve essere a prescindere ... però dopo anni di gavetta, ossa fatte e rafforzate, ti dico, se vali 2000, perché non chiederli?
Il problema è che devi farti conoscere già da subito, perché come sempre è la prima impressione che conta: ti dico la mia esperienza .... io quando sono entrata in quel famoso ufficio ero mite, accettavo i 1500, ma quando poi ti accorgi che in quei 1500 non era solo lo stipendio, ma anche il rimborso benzina, le spese che affrntavi per l'ufficio, i rimborsi irpef dovuti dallo stato e tu che comunque lavoravi per incarichi anche da 4000 e il "te li riconoscerò" non arrivava mai .... e non solo ti mobbizzavano facendoti passare per una buona a nulla fino a ricredere nelle tue capacità ho detto stop, senza se e senza ma .... ma mi rendo conto che se fossi entrata come una mia subordinata che la prima cosa, al colloquio ha detto: "questa è la mia macchina, quando vado ad un sopralluogo mi paghi subito benzina, pranzo ed eventuali ore extra .... se metto a disposizione il timbro, la mia percentuale è ..... " ..... e lei era tipa da mettergli il conto sulla scrivania e dire o paghi o paghi .... ecco, teoricamente per come va il mondo, persone come lei "hanno ragione", ma dovresti farlo da subito, e non dopo mesi in cui hai accettato 200, 300, nulla .... perché significa, agli occhi datoriali, che vuoi proporzionato al loro incasso, invece no.... bisogna volere proporzionato al nostro valore....per cui appena entrato dovevi dire "io valgo x, sei tu che hai bisogno di me più di quanto io ho bisogno di te!" .... il problema è anche che di persone che si accontentano, o per le difficoltà economiche o per altri motivi, loro le trovano, gente andrebbe a lavorare anche per 3 €/ora e i datori come il tuo, come il mio ex ce ne sono tanti!
Dico sempre che il mondo è fatto a rovescio, perché non dobbiamo chiedere ciò che ci spetta di diritto, ma purtoppo l'uomo di natura è avaro e vuole sentirsi orgoglioso, per cui il tuo andare a chiedere per loro è visto come un elemosinare e loro ne godono e si sentono importanti.
dio denaro non conosce santi, ed è raro che troverai persone che ti rispettano se tu per primo non ti fai rispettare .... non è una critica, è quello che ho vissuto ed alla fine ti portano ad essere la persona che non sei e che non ti piace solo per farti valere. Per cui quello che ti consiglio è stringi i denti e tieniti questi 300 €, ma intanto guardati intorno e quando trovi qualcuno che vuole conoscerti imponiti dal principio, fatti valere già da subito! A nessuno piace il cambio di idea! Loro ti vedono come ti hanno assunto ricordati!
in bocca a lupo
ps. scusa se posso esserti sembrata rude e cinica, non era intenzione, è solo per farti capire che il mondo che speri è solo utopia, percè è quello che purtroppo ho scontato sulla mia pelle. un mio amico mi disse "in questo mondo o ti adegui o muori!" ... e non aveva tutti i torti
buon fortuna
Ciffo :
Eduardo, di storie come la tua ne abbiam sentite tantissime su PA, ma questo è uno spazio rivolto a tutti, quindi hai fatto bene a tirar fuori l'ennesimo caso di sfruttamento, o chiamalo come vuoi. Io non ho tanta esperienza, mi son laureato due anni fa, ma ti posso dire che mi è capitata la stessa cosa, in più realtà Ti voglio però dare un barlume di speranza, premettendo che quoto maya27 quando dice di farti rispettare da subito. Prima lavoravo a p iva (finta, ovvero con orari e "restrizioni" di un dipendente) in una società di ingegneria, prima part time, poi full time, e poi nuovamente part time, per mia scelta. Con il passare dei mesi mi resi conto che quel che guadagnavo non era commisurato a quel che desideravo e a quello che svolgevo. Sai com'è finita? Ho rischiato, ho detto che me ne andavo, e così ho fatto, solo che prima di andarmene mi hanno chiamato a colloquio e mi hanno detto che c'era la possibilità di farmi lavorare a p.iva VERA, ovvero dal posto in cui volevo io, con gli orari che volevo io, e così ho fatto. Cosa ho ottenuto? Dopo aver accettato sia gli incarichi a me proposti, sia le modalità nuove, che tanto speravo, ho svolto il lavoro guadagnando circa il 50% in più della stagione in cui ero lì full time, in quando risparmiando tempo per i viaggi su e giù da casa a studio e viceversa e il carburante, sono riuscito a lavorare praticamente per metà delle ore con due progetti identici a quelli della stagione passata. Ho rischiato, certo, ma mi ero stancato di sottostare a certe condizioni, dovendomi pagare tutto quello che sappiamo competa ad un libero professionista che fa il nostro mestiere. Ora per loro figuro come libero professionista vero, che lavora su incarichi e che è indipendente dalla loro struttura. E ti dico che preferisco fare così, lavorando solo alcuni mesi all'anno con loro, ma guadagnando una cifra che ritengo giusta per il lavoro che svolgo, piuttosto di essere sottopagato alla grande ma avere 12 mensilità sicure. E' una scelta, io ho deciso di percorrere questa strada e di puntare sul "fare rete", sull'ampliare il più possibile la mia sfera di contatti. Tornando a ciò che diceva maya27, ha ragione bisogna farsi rispettare da subito, ma la via non è l'irruenza o la maleducazione, o la presunzione, ricordati che sei sempre te quello sotto la lente d'ingrandimento, e quello che sta dietro la scrivania è il tuo datore di lavoro, quindi devi trovare il modo di dirglielo con coerenza ed educazione, rimanendo però fermo sulle tue posizioni e facendogli vedere che hai coraggio e sei convinto di quel che dici. Spesso si finisce a "sciarriate", ma così facendo si rompono legami professionali presenti e futuri, con un danno che solitamente è maggiore per il lavoratore, compreso il rischio di bruciarsi in partenza. Se riuscirai a fare questo, e le persone che avrai davanti avranno sensibilità e saranno corrette (cosa non facile da trovare, lo ammetto), vedrai che dei risultati li porterai a casa. Il mio datore di lavoro mi ha detto che ero in "evidente stato di sofferenza economica", quando mi ha chiamato per propormi di lavorare come una vera p.iva. Sarà poco, ma non mi sarei mai aspettato che me lo dicesse, mai.
Eduardo :
Che storie... credetemi mi sento libero... farò come suggeritomi da voi. Maya, non mi offendi per nulla, sono il primo a pensarla così e anzi ti stimo per avermi aperto ancor più gli occhi. Quando ero all'università si vociferava, certo, che fuori di li ti offrissero la fame ed io ho fatto sempre lotte per evitare ciò e consigliato i miei amici di evitare ciò. Alla realtà dei fatti ci sono caduto. Ho messo in chiaro man mano le mie esigenze, da subito. Non vado full time a meno di consegne vado e vengo quando voglio. Ma i soldi quelli sono. Bassi, troppo, ridicolmente bassi. Mi si dice che avrò premi in base ai progetti vinti o assegnati, certo, d'accordo. Ma io lavoro per te. Come si fa a non capire, se tu mi dici di fare 8 ore al giorno tavole, ed io le faccio, che tu vinca o no un concorso o ti veda assegnato un progetto a me me ne frega altamente... io ho lavorato quelle ore per te. Punto. Per te. Che tu mi dica che non hai dipendenti ma collabotatori non ha senso perché io quel lavoro l'ho fatto per te e per i tuoi clienti!
Allora a questo punto sono d'accordissimo con Maya e concordo al 100% con Cioffo. Cambio le carte in tavole. Tu non puoi pagarmi 12 mensilità ad almeno 5€/ora? Allora ho 2 soluzioni:
1. me ne vado
2. non accetto più alcun lavoro da te se non dopo aver concordato un prezzo per il quale io dovrei svolgere quel lavoro.
Da subito, non prima non dopo. Io ti smaltisco il lavoro? Bene, voglio da neolaureato almeno 6-7 €/ora. Finito il lavoro mi paghi. E non mi vedi più. Mi rivuoi? Finito il lavoro mi paghi e non mi vedi più. e così via...
Eduardo :
ero davvero super ottimista a credere che da neolaureato ti pagassero "solo" 800€!!! Magari!!!
alsi :
Mi rendo conto che sarò antipatico, ma devo ripetere il solito dicorso: quando un architetto prende un lavoro e vince la concorrenza perchè offre un preventivo più basso e assicura consegne più veloci, Questo deve lavorare a ritmi forzati fino a notte e il weekend, per garantire la fattibilità della sua prestazione. Oppure prende uno o più laureati come te Eduardo e non fa una piega, stacca presto la sera e il sabato è al mare. Questo nostro collega fa un sacco di danni: 1 vince la concorrenza con metodi scorretti e mette in difficoltà quell'architetto onesto che chiede il giusto e lavora da solo o con un dipendente regolarmente pagato e quindi costoso. 2 non paga o sottopaga uno o più colleghi per guadagnarci sopra e garantirsi più lavori.
Chi accetta il preventivo più basso non ha colpa, Hai colpa anche tu Eduardo che sostieni questo sistema perverso. Quando tu non lavori più gratis quello non può più arricchirsi!
E' colpa tua quanto sua se c'è questa situazione, te ne rendi conto?
Tu devi fare così, prenditi coraggio e vai li e gli dici: ti devo parlare 5 minuti. Io da oggi non lavoro più gratis. Ho aspettato troppo un tuo passo e visto che non c'è da adesso se vuoi continuare a lavorare con me devi farmi una offerta concreta e regolare, poi gli dici non accetto meno di 1200-1500(a te la scelta) euro NETTI al mese, un altro lavoro per meno lo trovo in una settimana. Ti do 5 giorni, ma se vuoi puoi chiamarmi anche domani e ne parliamo. Se non ce la fai a dirglierlo glielo scrivi. Poi te ne vai non torni fino a quando non ti chiama e rifletti bene sull'errore che hai commesso ad andare li non pagato. e mi raccomando non farlo mai più!
Coraggio ce la puoi fare!
Eduardo :
Ragazzi sono totalmente con voi... non c'è altro da aggiungere... gli ho comunicato una cosa del genere, scritta:
Mi sono fatto una idea in questi mesi e gliela scrivo così fissiamo meglio le cose, poi se ne vuole riparlare resto a disposizione. Adesso concludo il lavoro "x" che ho iniziato, poi non mi prenderò più alcun incarico... per le prossime volte se ci sarà bisogno di darle una mano su qualche lavoro me lo dice e concordiamo un prezzo o una percentuale e vengo in studio esclusivamente per quei giorni. Per il resto non sono suo dipendente e non mi aspetto nulla da lei se non i compensi per i singoli lavori, per quelle che naturalmente sono le mie competenze. Per il resto anche se vorrò imparare qualche procedura/pratica nuova sarà mia premura e totalmente a mio carico venire in studio per imparare. Penso sia un vantaggio per me, così nel restante tempo cerco il mio di lavoro, e per lei che non si sente in nessun dovere nei miei confronti,

Mandato colleghi... non volevo aspettare un secondo di più.
maya27 :
Ti quoto pienamente alsi, però c'è anche da considerare che se io datore prendo un collaboratore lo devo preventivare a prescindere dall'esito della pratica: esempio se preventivo ad un cliente 1000 per un lavoro ed io prendo un collaboratore perché ho altro da fare o voglio andare al mare, a prescindere che poi il cliente mi paga o meno, io il collaboratore lo devo pagare perché lui il lavoro lo ha svolto per me e non per il cliente. Sono io che poi devo farmi valere con il cliente. Idem per i concorsi o qualunque altra cosa, se io ho una persona che mi aiuta io la persona la devo pagare. Ma torniamo al discorso del mio precedente intervento: se il datore vede te persona debole e servizievole se ne approfitta, perché c'è proprio la mancanza di rispetto per la persona. Edoardo, io a mio tempo, abbiamo sbagliato, perché abbiamo creduto in un mondo dove io ragiono nell'ordine delle idee giuste anche gli altri sono uguali, ed invece ho scontato che si venderebbero anche la moglie per la brama di avidità che hanno.
Il mio ex datore mi accusò di essere ingrata, perché pretendevo che mi pagasse lo stipendio: non è un dovere chiedere a fine mese la mensilità, è un diritto riceverla! e ti dirò di più, queste persone possono essere anche esposte all'ordine, perché hanno un diritto ed un dovere nei confronti dei collaboratori, dipendenti e colleghi .... il problema è che tutti ne parliamo ma pochi lo denunciano a chi di competenza. Non sono io a dover batter cassa a fine mese, non mi vedi in ufficio sempre? non mi chiedi di fare le cose? Il problema è nella mentalità della gente: sono tutti buoni a volere, ed a pretendere, ma quando si deve dare sono tutti capaci a scappare. Ultima cosa quando il mio ex datore mi doveva liquidare il tfr? Parlane con il commercialista, è lui che si occupa della situazione fiscale!!
Il necrologio che hanno fatto per "pagherò" non è solo satira, ma pura realtà! Non siamo tutti uguali, ma nessuno è uguale a noi!!
Ciffo :
Bravo Eduardo, sincera stima! Facci sapere come va a finire!
Eduardo :
"esempio se preventivo ad un cliente 1000 per un lavoro ed io prendo un collaboratore perché ho altro da fare o voglio andare al mare, a prescindere che poi il cliente mi paga o meno, io il collaboratore lo devo pagare perché lui il lavoro lo ha svolto per me e non per il cliente"
Maya mi hai letto il pensiero. È esattamente il discorso mio!!! Se tu mi chiedi di fare cose per te, io devo vedermela con te, indipendentemente dal fatto che quel lavoro tu lo prenda o meno. Io ho svolto il mio lavoro e stop. E tu mi paghi per quello che ho svolto...
grazie Cioffo
desnip :
Maya, parli di denunciare all'ordine... Ma a che pro se l' "ordine", ovvero presidente e consiglieri, sono compari di questi ceffi e nei loro studi si comportano esattamente allo stesso modo?
eduardo :
ragazzi buongiorno... gli ho parlato ho detto esattamente ciò che vi ho scritto.
Mi ha detto che è comprensibile e si aspettava un discorso del genere. Ha detto prenditi una settimana per capire che vuoi fare, per quali cose ci sei e quale è il tuo prezzo. Poi sarà totalmente responsabilità tua fare quel lavoro per quel prezzo stabilito da te. Deciderò io poi ovviamente se chiamarti o meno ed intanto per la tua postazione comincio a guardarmi in giro perché ho bisogno anche di una persona in studio full-time.
Ho detto benissimo, va benissimo, io quando vorrò vengo qui per imparare ma non mi aspetto un centesimo da lei, per il resto quando mi chiama il prezzo lo concordiamo insieme ed io lavorerò alle sue dipendenze, non alle dipendenze del suo cliente. Se dovesse occupare la mia postazione posso sempre lavorare col mio PC.
Bene, bene ecc ci aggiorniamo ed è finita qui. Molto serenamente.
Adesso valuterà con calma il da farsi ma mi è sembrato molto disponibile e soprattutto comprensivo.
ArchiFra :
eduardo, hai fatto un errore grave secondo me: dire che se vai a imparare non ti aspetti nulla. eprfino gli apprednsiti parrucchieri, che si limitano a spazzare il pavimento e nemmeno fanno gli shampoo, prendono 800 netti al mese.
si torna punto e a capo: chi dceide cosa stai imparando e dove stai invece portando un tuo apporto?
Lolo :
Quindi adesso stai a casa? Non mi sembra una grande mossa, avrei aspettato prima di avere un altro posto dove andare...
Leonardo :
nono ArchiFra... sono stato preciso... Ho detto che quando ho voglia di imparare da zero, vado e mi metto li a guardare non a fare... poi per qualsiasi altra cosa mi aspetto invece un compenso, qualsiasi appena tocco il mouse,
Per lolo invece beh... non mi hanno detto di andarmene, io resto finchè voglio ma vengo pagato per ogni singola commessa, non come dipendente. ti dico che se comunque loro mi avessero detto ok per noi se vuoi restare possiamo darti 200€ comunque non sarei restato, meglio a casa che come suggeriva qualcuno un pò alla volta i 200 li appari comunque ma non in 30 giorni ma in 3...
eduardo :
sorry sono sempre io dal PC del mio amico lo aveva preimpostato
eduardo :
che poi ragazzi scusatemi, adesso perché mi dite che ho sbagliato... Io ho in prospettiva di diventare un giorno autonomo. Questo studio mi propone sue modalità e tutto che non necessariamente sono le mie e non necessariamente io mi trovo. Qualora lui mi dovesse pagare a "commessa" ed io andare li solo per il tempo della commessa a me sta benissimo.. nel restante tempo cerco di trovare altro lavoro, non sono un illuso, so che è difficile, ma se uno mai comincia mai porta a termine...
Lolo :
Non dico che hai sbagliato a farti valere, solo prima avrei aspettato di avere qualche altro aggancio o lavoretto. Sul fatto che ti chiami in futuro e ti paghi quanto chiedi tu per il tuo lavoro...scusa la franchezza ma non contarci troppo, potra' valere finche' non trova un altro neolaureato da sfruttare come faceva prima con te ovvero un mese o due. Comunque mi era sfuggito lavorassi per 200€, per quella miseria hai ragione piuttosto stai a casa.
eduardo :
Certo lolo... non ci conto mica, ma se non provo non so, e se non mi vuol pagare quanto dico che problema c'è? Ho semplicemente scoperto che non avrebbe voluto pagarmi comunque..
desnip :
"eprfino gli apprednsiti parrucchieri, che si limitano a spazzare il pavimento e nemmeno fanno gli shampoo, prendono 800 netti al mese." E dove? ci corro subito!
Dipende dai posti, qua neanche una parrucchiera del tutto formata li prende in un mese.
alsi :
Anche un apprendistato va pagato, non scherziamo, certo di meno ma sempre si lavora.Chi fa manovale per traslochi almeno 50 euro al giorno se li fa puliti, ok? chi fa l'architetto perchè deve prendere meno? C'è chi lo fa? bene e questa sarebbe una motivazione o una scusa? al lavoro si va sempre per essere pagati, poi si impara sempre un pò ma qualcosa in un mese si fa o no? se si fa si deve pagare!
Ma è un lavoro o una scuola professionale? Se è un lavoro si paga.
eduardo :
certo, e siccome sappiamo che qualche buon uomo esiste, anziché far passare anni prima di prendere decisioni drastiche semplicemente provo da subito a crearmi una mia rete (senza illudermi), ed a sperare di essere pagato decentemente...
Ciffo :
Anche secondo me anche se impari delle cose, devi venir pagato Eduardo, questo sì, anche se mi sembra di capire che ti riferissi ad un ruolo di uditore, più che di praticante, inteso come colui che materialmente pratica. Detto questo, per me hai fatto molto bene, e come vedi la sua risposta non è stata terribile. E quando dico che non lo è stata non mi riferisco al fatto che forse (probabilmente???) non ti chiamerà più, ma ai toni che ha usato. Il tuo datore di lavoro dice che si aspettava questa tua reazione, io ti dico che a mio modesto modo di vedere, lui si aspettava che tu te ne andassi, non si aspettava che gli facessi un discorso del genere, secondo me. Non credere, i datori di lavoro sono abituatissimi ad aspettarsi che i loro "praticanti", cedano, sbattano i pugni e vadano via, tuttavia nella mia breve esperienza ho visto che son a dir poco spaventati, in soggezione, quando vedono che un praticante vuole giocare la sua partita ed è così coraggioso da voler rimescolare le carte in tavola. Quindi per me hai fatto molto bene, perchè se dobbiamo sempre aspettare di avere un altro lavoretto, rischiamo di aspettare e aspettare e aspettare ancora, perchè quel poco che si trova, molto spesso ha le stesse condizioni o peggiori, della mansione attuale, quindi... avrai fatto poco per te, rischiando di non riveder mai più una fattura nei tuoi confronti fatta da lui, ma hai seminato un chicco che è da esempio per chi vuole veramente cambiare le cose. La verità è che loro continueranno a fregarsene altamente di sottopagare FINCHE' CI SARA' GENTE CHE SI PIEGHERA' A LORO ACCETTANDO DI ESSERE SFRUTTATA "PERCHE' INTANTO CON I TEMPI CHE TIRANO, ALMENO MI FACCIO CV" O COSE DEL GENERE. Colleghi, per cortesia, SVEGLIAMOCI, il coltello dalla parte del manico, in questa battaglia, non ce l'hanno i datori di lavoro, la materia prima siamo noi, senza i tecnici, loro non combinano nulla. Se ci fermassimo tutti o in parte in alcuni studi, come abbiamo deciso di fare nella mia realtà, dove lavoravo e lavoro tutt'ora, qualche cambiamento si otterrebbe. Siamo noi l'ingranaggio principale. Ma se continueremo ad avere schiavetti che sottostanno alle miserie offerte, ringraziando anche il cielo...beh, consiglio di non iniziare nemmeno la professione, perchè non se ne viene fuori. Tutti dobbiamo far gavetta, ma ricordiamoci una massima preziosissima: IL CONFINE TRA ESSERE UMILI ED ESSERE PRESI PER IL C**O E' SOTTILISSIMO, sta a noi decidere il limite tra le due cose.
maya27 :
ti quoto Ciffo .... ma credo che siamo ancora nel paese delle meraviglie, purtroppo, dove la paura o meglio la fifa fa agire in questo modo, perché la gente si accontenta e preferisce prendere poco che niente. Persone che "amano il rischio" o che comunque anche se stanno nel giusto, per codardia, preferiscono restare in silenzio sperando che "prima o poi si accorgerà di me" ne è pieno il mondo, persone come Edoardo che affrontano il datore, hanno gli attributi per dire basta, e "rischiare" di stare a casa e perdere anche solo 200 € ce ne sono poche, molto poche. E mi prevengo dicendo che non è perché sono figli di papà che hanno le spalle coperte o sono talmente folli che non capiscono le opportunità che perdono, perché quei 200 € fanno comunque curriculum. Io, quando ho lasciato il mio "buon" lavoro, per motivi giusti, lo ho fatto centellinando i pochi risparmi che ho avuto, ed ho intrapreso la strada del rischio, senza appoggio da nessuno, solo perché non potevo stare alle sue condizioni, mentre colleghe hanno accettato di continuare quel percorso lavorativo solo perché senza di quei 200/300 € erano perse. Ognuno ha il suo carattere, il suo orgoglio e la sua dignità ... conosco persone che hanno pagato fior fiori tecnici che ad oggi non hanno portato a compimento il lavoro, e dopo 5 anni, in perterriti si rivolgono agli stessi tecnici fiduciosi che prima o poi gli daranno retta, oltre a prendere soldi, e non denunciano le situazioni, proprio perché speranzosi che la situazione cambi o perché temono che reagendo vengono visti di mal occhio, senza pensare che la loro reazione è solo una difesa dei propri diritti! Per molti è questione di faccia, perché fare come ha fatto Edoardo, per molti è visto come una mancanza di rispetto contro qualcuno che ci offre lavoro, senza il quale noi siamo nessuno, per alti, i pochi altri, è questione di (passatemi il francesismo) avere le paxxe e tenere alta la testa, indipendentemente da quello che può pensare la gente. Ma visto che purtroppo i più danno importanza a ciò che la gente può pensare, il tuo pensiero Ciffo, o il desiderio di chi ha partecipato a questo post, a mio rammarico, rimane solo UTOPIA!
In bocca al lupo Edoardo!!
eduardo :
WOW CIFFO!!! GRAZIE! È proprio quello per cui ho lottato. Naturalmente io come detto non ho chiuso la portane mi sono avvilito. Ma voglio far valere le mie qualità e se lo ha capito sono certo qualche lavoretto assieme (concordato prima) si farà. Poi appunto, se ci accontentiamo delle briciole finchè campiamo coi genitori a che diventiamo indipendenti ne passano di annate... allora meglio buttarsi subito nella mischia e giocarsi le carte per quel che si può. Per il resto si, facevo riferimento alla semplice osservazione delle pratiche lavorative, non ad un apprendistato per questo gli ho ribadito di non pretendere nulla per questa mia volontà. Perché molto umilmente so da neolaureato di avere dei buchi da colmare... Grazie delle belle parole
Ciffo :
Che te devo di' maya27, comprendo quello che dici, sono orgoglioso della mia visione utopica, poi magari arriverà un giorno dove sarò preso da uno scoramento profondo, chissà. Spero non arrivi mai, ma mi rendo conto che ahimè la mia visione è abbastanza utopica, come dici te, per molti. Ne ho preso atto quando ho iniziato, continuo a constatarlo adesso.
eduardo :
grazie anche a te Maya... ci tengo anzi a soffermarmi su questa cosa... altro che figlio di papà, vorrei farvi vedere il mio portafogli... io devo ripartire veramente da zero...e non vi dico che naturalmente non tutti la vedono come la scelta giusta ma solo noi che ci stiamo dentro sappiamo cosa vuol dire... e sappiamo quanto brucia sapere il proprio valore, sapere quanto guadagna all'ora chiunque faccia un lavoro manuale, e sapere quanto invece vogliono darti a te solo con la scusa che sei il primo arrivato e non hai clienti!
Io non vi nascondo che una speranza che comunque delle collaborazioni con lui ci siano è realistica, perché davvero pare aver apprezzato questi mesi al lavoro e perché qualcosa di mio in più ho apportato allo studio. Poi torno a ripetere, se non dovesse farsi più vivo, ho soltanto anticipato di moooolti mesi una decisione che avrei preso comunque. Perché se non vi vuole pagare il giusto un render oggi, perché dovrebbe farlo domani?
Io dico che se ti dai valore e ti rispetti che ti vedano di cattivo occhio o meno devi fregartene altamente. Qua si parla di dignità e di futuro, non di andare a rubare soldi a datori o di rovinargli la carriera. Semmai si rischia il contrario... a me fa paura veramente il presente non il futuro... nel presente lo costruiamo e accetta oggi accetta domani non so a 40 anni come sarà, chissà magari avrei dovuto insistere... o magari guadagno anche meno ma sono più felice... sempre meglio 1500 felice che 2000 oppresso
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