Sondaggio lavorativo

messaggio inserito giovedì 31 maggio 2018 da Architutto

[post n° 409608]

Sondaggio lavorativo

Ciao, sono un architetto e da anni svolgo la libera professione lavorando da solo; saltuariamente chiedo delle collaborazioni ad altri colleghi, per casi particolari.
Lavorare da soli è veramente tosta, ed è difficile stare al passo con i mille adempimenti che la nostra professione prevede. Voi come lavorate? In gruppo o da soli contro tutto e tutti?
Grazie a quanti vorranno partecipare al mio sondaggio.
Saluti
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Da sola contro tutto e contro tutti, ma non contro tutti i colleghi... :-)
Come te ho naturalmente bisogno di collaborare con altri professionisti a seconda delle circostanze.
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Solo contro tutto e contro tutti ed effettivamente a volte è veramente tosta. Ci sono periodi in cui il lavoro d'ufficio si sovrappone in maniera drammatica con quello in esterna (sopralluoghi, rilievi, p.a., riunioni) in quei momenti sono a forte rischio esaurimento. Il problema principale sai qual'è: che non si riesce a programmare il lavoro perchè sempre più spesso arrivano delle commesse con richiesta di consegna urgentissima.
Però da un paio d'anni a questa parte ho preso la decisione che il lavoro si ferma alle 19,00 e riprende alle 9,00 + WE liberi, altrimenti non si sopravvive.
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Solo più collaborazioni su richiesta. In alcuni casi , soprattutto che riguardano calcoli strutturali, mi rivolgo a colleghi.
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....anche io ho il problema di sovrapposizione tra lavori da svolgere in studio e cantieri da seguire: il dramma è che non c'è trippa per avere dipendenti, e sono costretto a fare tutto in primi!
È veramente stressante: una giostra infinita!
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Tirocinio in un mega studio per 4 mesi, visto come si lavora nei grandi studi ho capito che fondamentalmente restare li significava non crescere ma restare sottopagati per anni. Successivamente lavoro per 7 mesi presso uno studio piccolino, convinto che li ci saremmo divisi compiti e compensi. Ma i compiti venivano quasi tutti a me e i compensi quasi tutti al capo. 1 anni di esperienza in direzione cantiere, computi, contratti ecc. con una società di intermediazione tra imprese e cliente. Da gennaio lavoro solo, riesco a lavoricchiare in ristrutturazioni di piccola entità, ma è un lavoro che mi soddisfa. Da sicuramente responsabilità ma ho anche ripreso il piacere della progettazione vera e propria... certamente per adesso vado bene perché non sposato e senza figli (ho meno di 30 anni). Ma spero pian piano che le cose ingranino in modo da poter rendere questa attività un lavoro continuo. Capita una settimana di accumuli folli ed una settimana magari di fiacca... passo dall'essere euforico il sabato della settimana ricca all'essere un po' sfiduciato la settimana povera... ma tant'è, ho deciso di provare così.
Non vi nascondo che vorrei tantissimo collaborare con qualche collega, ma alla mia età è durissima trovare giovani architetti, anche tra gli amici di facoltà, disposti a scommettere sul "mettersi in proprio". Naturalmente non posso permettermi un dipendente anche perché una delle poche promesse che ho fatto a me stesso dopo le esperienze di lavoro in studi deludenti è stata "non farò mai lavorare nessuno gratis o sottopagato ma mi impegnerò se potrò mantenere un compenso adeguato". Quindi si, mi piacerebbe collaborare, talvolta già lo faccio, ma vorrei che questa diventassi una attività di studio fissa con colleghi che condividano le mie vedute e sappiano gestirsi nei vari momenti di lavoro/non-lavoro...
Grazie per la domanda, mi hai fatto fare inconsapevolmente il punto della situazione
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Voglio soltanto aggiungere che mi piacerebbe tantissimo collaborare anche perché ritengo che il dialogo e il confronto tra colleghi sia fondamentale per poter crescere professionalmente... Cioè mi rendo conto oggi che per reperire una informazione da solo impiego settimane, invece se chiedo ad un collega più esperto in un attimo ti apre un mondo... Per questo, sto provando da solo ma non mi precludo la possibilità di fare qualche altra esperienza in studi, a patto che non sia riguardante la figura del "disegnatore"... c'è chi è portato e chi no, ma io tornavo a casa alienato, senza voglia di vivere e senza dare un senso a tutto quello che facevo. E vi garantisco che non è una iperbole, anzi mi sono tenuto basso per rispetto di chi lo fa come lavoro a tempo pieno e magari ne trova giovamento
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di dove sei leonardo? il 90% del tuo messaggio rispecchia la mia carriera lavorativa.
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Provincia di Napoli
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