bagno abusivo edificio vincolato

messaggio inserito martedì 25 settembre 2018 da otto

[post n° 412838]

bagno abusivo edificio vincolato

ho bisogno di aiuto ,,, mi trovo a dover intervenire in un edificio storico in cui dobbiamo fare dei lavori di nuova distribuzione dei bagni tra cui un bagno cieco abusivo, E' stato realizzato nel disimpegno. Non ci sono interventi sulla muratura portante per fortuna ma non visto che dobbiamo fare altri lavori di straordinaria manutenzione non posso asseverare nella SCIA. Mi rimarrebbe la rimessa in pristino visto che la sanatoria credo non convenga tempi lunghi ... tanto lo dobbiamo demolire in ogni vaso. Che ne dite? Ma ci vorrebbe una CILA ...? E il parere della Sovrintendenza ... Mah
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Mi accodo perchè ho un problema simile e non ho ricevuto risposta al mio post. Che pratica occorre per la rimessa in pristino in un edificio vincolato?
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L'ambito del bene culturale viaggia su un binario (molto spesso) diverso rispetto all'ambito edilizio. Al di là del fatto che l'eliminazione del bagno sia una rimessione in pristino, il lavoro di rimozione deve essere, a parere mio, autorizzato. Questo perché come Soprintendenza vorrei valutare come avviene la demolizione, se altre strutture ne sarebbero pregiudicate, se è opportuno demolire completamente o in parte (non conosco il caso specifico, ovviamente). Il tipo di richiesta è un'autorizzazione di cui all'art. 21, comma 4 del d. lgs. 42/2004. A tale procedura va affiancata, o va fatta seguire, la procedura edilizia.
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Il problema è Otto che quella procedura lì... ha dei tempi non biblici... cosmogenici
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non me lo posso permettere ,,, e quella strada non la vogliono prendere. Come risolvere? E' solo una chiusura di una porta con wc e lavabo ... tutti sono d'accordo di tirarlo giù con acqua in bocca. Cosa rischio?
Situazione simile in un rustico condonato ... il proprietario con il suo muratore ha fatto sbranare metà muratura portante ... va be la cerchiatura c'è ma ora vuole ristrutturare e ho chiesto che almeno lo sbrano sia tamponato ... sono passati 9 mesi tutto è fermo! Diversamente mi risulta che la sanatoria comporterebbe una denuncia in Procura sulla testa del proprietario ...
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guarda qui ... mi verrebbe da piangere:
https://www.studiotecnicopagliai.it/opere-eseguite-senza-autorizzazi…
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Guarda, parlando di rischio, consiglio personale: sui beni culturali non c'è da scherzare, vai automaticamente in penale. Il problema è che può esistere il sig. Tizio, di cui tu non sospetti l'esistenza, che ha vecchie ruggini con il committente, e non vede l'ora di avere un buon motivo per denunciarlo.
Parlavo ieri con i colleghi proprio della questione abusi, adesso si stanno scoperchiando mille vasi di Pandora perché si cominciano a fare interventi a tappeto sull'esistente. In molti casi - anche fuori dall'ambito del bene tutelato - si dovrebbe demolire, perché così dice la legge. Abbiamo qui in ufficio un caso di un edificio residenziale parzialmene abusivo, mai condonato, con tanto di famiglia che ci vive, famiglia composta da nipoti e pronipoti di chi ha realizzato l'abuso, quindi nemmeno direttamente colpevoli. E lì, che si fa? Dovresti abbattere. Ordinanza di demolizione, poi via al TAR e al CdS per anni per impantanare la cosa. Ma c'è un'alternativa? Risolvere tutto con un ennesimo condono? Ma un ennesimo condono, oltre a produrre danni al territorio, è eticamente sbagliato: il contadino più furbo che santo che fa l'opera abusiva col muratore pensando di essere al di sopra della legge, perché "architetto lei è troppo rigido" (parole che mi sono sentita rivolgere proprio nel caso di un fabbricato rurale abusivo) va punito, punito, e ancora punito. Valuta tu se e quanto metterti in mezzo in queste situazioni border line, dico per la tua serenità.
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Sono d'accordo che i furbi vadano messi al muro ma prima forse è bene fargli fare un atto di pentimento ... perchè temo che molte persone non si rendono nemmeno conto di come il mondo sia cambiato in peggio negli ultimi 15/20 anni dico in peggio perchè manca la consapevolezza della gravità delle azioni ... vedi tutti i casi che adesso stanno venendo a galla ... abbiamo un caso simile al tuo arch_mb di un immobile ereditato con abuso potrebbero abbatterlo e risolverebbero la questione che abbiamo addirittura messo a conoscenza del funzionario del Comune che ci ha chiesto una Scia per la rimessa in pristino ma ... a parte il problema statico e la nuova configurazione del prospetto ... non hanno soldi e forse nemmeno lo vogliono fare! Comunque trovi che sia scorretto "sussurrare" all'orecchio dei committenti, ove possibile su immobili isolati con muratori fidati, sulla rimessa in pristino mentre noi tecnici rivolgiamo lo sguardo altrove? Come hanno realizzato l'abuso lo toglieranno ... o no? Altrimenti non ci leviamo le gambe ... Abbiamo tutti i lavori bloccati da queste storie e non se ne può più!
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Scusate se entro un pò a gamba tesa però secondo me c'è messa in pristino e messa in pristino.
Se parliamo del tramezzetto per un ripostiglio è un conto, se parliamo di opere invasive sulle strutture, di bagni, volumetrie in eccesso ecc il discorso di "girarsi dall'altra parte" secondo me non è così accettabile a maggior ragione se parliamo di edilizia storica, vincolata e magari in condominio.

Intendiamoci chiunque abbia fatto un corso di restauro serio SA, sia pure solo come casistica sottoposta durante i corsi, che girarsi dall'altra parte è purtroppo la norma ma se abbiamo a cuore il patrimonio edilizio è anche il caso di smettere con questa prassi tristemente consolidata.
E attenzione non solamente per una questione etica e deontologica, ma anche morale e pratica.
Se tagli una piattabanda in edificio storico, vai di leccata di intonaco e quarzo sopra, stai facendo una roba PERICOLOSA e se io architetto me ne accorgo sono COSTRETTO a farti fare il ripristino.
Se poi la piattabanda l'ha taglia tuo padre o tuo nonno è un problema tuo, io sono tenuto a garantire l'incolumità in primis delle persone (anche della committenza quindi) e secondariamente del patrimonio.

Se "lascio fare a te il ripristino" chi mi garantisce che farai il lavoro con l'attuale stato dell'arte?
Se hai demolito 2/3 di un muro di spina abusivamente, chi mi garantisce che sarai in grado di metterlo in sicurezza accuratamente?

Io non farei MAI un intervento con presupposti simili.
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Qui stiamo parlando di lavori che hanno comportato la chiusura di una porta per realizzare il classico bagnetto di servizio senza fronzoli ... può darsi che in Soprintendenza ne sarebbero pure felici perchè quello che hanno fatto è davvero inguardabile ed è anche per questo che è bene voltarsi dall'altra parte ...! Comunque in questo caso, a mio modesto avviso, sarebbe considerato anche se sempre abuso è ma da non far saltare sulla sedia il funzionario di competenza!
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scusa otto, ma alla fin fine sono 120 gg di procedimento art.21.. Magari fanno anche prima (gli stai sul collo).
Se devi iniziare a fare un intervento di urgenza perchè magari hai i tubi che perdono e che quindi stanno creando un danno al bene vincolato, prova a vedere se riesci a sfruttare la comunicazione ai sensi dell'art.27 sempre del codice dei beni culturali in modo da portarti avanti col lavoro ma parandoti un po' il c**o
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