Frazionamento edificio

messaggio inserito mercoledì 27 marzo 2019 da Sar

[post n° 419622]

Frazionamento edificio

Sono un giovane architetto in cerca di consigli per la mia inesperienza. Ho un edificio su due piani che risulta un unica unità immobiliare. Se volessi frazionarlo in due unità (una sopra e una sotto), dovrei pagare degli oneri per aumento carico urbanistico?
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Bisognerà corrispondere gli oneri di urbanizzazione anche in assenza di opere edili.
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...l'immobile di cui in oggetto è legittimato dal punto di vista urbanistico?…i proprietari sono in possesso di regolare licenza edilizia/permesso di costruire/concessione in sanatoria per cui son stati pagati i dovuti oboli al Comune interessato?…se a tutte queste domande stai annuendo con la testa, sappi che per il frazionamento non è più necessario corrispondere oneri per aumento di carico urbanistico come si faceva sino a qualche tempo fa (ristrutturazione edilizia pesante), ma trattabile come manutenzione straordinaria senza la corresponsione di oneri concessori...a meno che non si voglia effettuare una m.d.u....ma quello è un altro paio di maniche...
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È vero che il Decreto "Sblocca Italia" (2013) ha declassato frazionamenti e fusioni ad interventi di MS autorizzabili, quindi, con una semplice CILA e senza il versamento , in teoria, degli oneri di urbanizzazione.
Il problema sta nel fatto che i Comuni non sono dello stesso avviso.
Se il frazionamento comporta un aumento del carico urbanistico gli oneri concessori vanno sempre versati.
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@gioma...chiedo venia...ma se gli oneri concessori (u.p., u.s., standards urbanistici, parcheggi e compagnia cantante) già son stati versati con il residenziale di partenza...e il frazionamento declassato a M.S....cosa debbo corrispondere al Comune?...allaccio di nuove utenze?...non è di sua competenza...adeguamento fognario?...in parte, ma che comunque non riguarda oneri concessori, semmai altri diritti di pratica fognaria che per tempi troppo lunghi non sto qui a commentare...ergo...cosa dovrei esattamente corrispondergli? P.S. tecnicamente il frazionamento e la fusione aumentano SEMPRE il c.u., ma almeno declassandolo a M.S. il dazio non è più dovuto...
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InGeo tu hai perfettamente ragione, ma credo che gioma intenda che i Comuni interpretano sempre a favore loro...
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La risposta non è scontata. L'art. 17 del DPR 380/2001 statuisce "Per gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all'articolo 6, comma 2, lettera a), qualora comportanti aumento del carico urbanistico, il contributo di costruzione è commisurato alla incidenza delle sole opere di urbanizzazione, purché ne derivi un aumento della superficie calpestabile.". Leggendo qui, sembrerebbe potersi dedurre: se non c'è aumento della superficie calpestabile, niente oneri. Però gli interventi devono essere quelli "di manutenzione straordinaria di cui all'articolo 6, comma 2, lettera a)": peccato che quel dispositivo sia stato abrogato espressamente dallo Sblocca Italia. Ergo verifica se, sul punto, ti aiutano le norme della tua regione e gli strumenti urbanistici del tuo comune.
E' uno dei regali della "semplificazione" degli ultimi anni: rendere sempre più impossibile lavorare, da entrambi i lati della scrivania. Il mio vecchio segretario comunale parlava di "soffocante ipertrofia normativa", aveva perfettamente ragione.
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