DIA senza fine lavori...E ADESSO?

messaggio inserito mercoledì 17 aprile 2019 da Campanellino

[post n° 420543]

DIA senza fine lavori...E ADESSO?

Buongiorno, mi devo occupare di un intervento su un immobile per il quale era stata in passato presentata una DIA (per modifiche interne sia interne in facciata, che non è mai stata chiusa. I lavori erano cominciati ma poi il proprietario è morto ed il tutto è caduto in abbandono, i lavori sono stati interrotti al rustico e non è mi stata presentata la fine lavori. Come mi devo comportare per quanto riguarda la difformità dello stato di fatto con lo stato autorizzato? Il comune richiede giustamente una sanatoria prima di procedere con una nuova pratica ma mi stavo chiedendo: ha valore lo stesso una DIA per la quale non è mai stata presentata la fine lavori?
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...posto l'accento sulla questione che, a parere strettamente personale dello scrivente, queste domande da un tecnico non dovrebbero MAI esser poste, ti consiglio una buona lettura...Art. n° 15 del D.P.R. n° 380/01 (e ss.mm.ii.)...per il resto...buon lavoro!
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@ingeoAlessio: ? perché l'art. 15?
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Perdonami ma conosco già l'articolo che citi e non mi pare che risponda mio quesito, oltre a non esservi comunque attinente visto che nel mio caso no si tratta di pdc ma di una DIA presentata quasi 20 anni fa. Il problema non è tanto la mancata presentazione della fine lavori, quanto le opere non terminate: nella sanatoria dovrei indicare come stato di partenza lo stato autorizzato dalla DIA e come stato finale lo stato di fatto? Posso farlo tenendo conto che lo stato finale non risponderebbe a nessun tipo di regolamento (trattandosi praticamente di un cantiere)?
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...ovvio che stiam parlando di un testo AGGIORNATO...ergo dovremmo far coincidere l'attuale momento storico al periodo di presentazione ove probabilmente esisteva solo la DIA (o qualcosa riconducibile ad essa in sostanza)...altrimenti il D.P.R. non sarebbe applicabile e ci si dovrebbe rifare a norme edilizie comunali risalenti all'epoca della presentazione!...non penso sia corretto quel che dici in quanto nulla è stato autorizzato dalla DIA (essendo scaduti i termini)...quindi dovremmo presentare la "vecchia DIA" come sanatoria (sino al raggiungimento delle opere realizzate ed incomplete ad oggi citando proprio il protocollo del titolo abilitativo scaduto), per poi presentare una nuova comunicazione e/o titolo autorizzativo che preveda le nuove realizzazioni edili...
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...altra elucubrazione dello scrivente che potresti prendere in considerazione...
DIA in corso di validità --> opere realizzate regolarmente come da progetto;
Scadenza DIA --> le sole opere NON realizzate sono difformi dal titolo autorizzativo.
Ergo, per la sanatoria, potresti partire dallo stato realmente assentito con il titolo ancora in corso di validità (ANTE) per arrivare allo stato finale (POST) con le opere incompiute sempre come da DIA, ma che abbisognano di sanatoria...
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"nulla è stato autorizzato dalla DIA (essendo scaduti i termini)...quindi dovremmo presentare la "vecchia DIA" come sanatoria (sino al raggiungimento delle opere realizzate ed incomplete ad oggi citando proprio il protocollo del titolo abilitativo scaduto)"
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@arch_mb...cosa hai...cosa ti turba...confessati...il progetto della DIA sarà la sanatoria (se il progetto ha realmente avuto seguito come da titolo autorizzativo)...a meno che non si parta dallo stato che ho spiegato nel mio II° intervento...per il resto se ti va...puoi anche parlare!
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Perché non è vero che "nulla è stato autorizzato dalla DIA, essendo scaduti i termini". Leggo ora il tuo secondo post, con il quale concordo, ma mi semrba in contraddizione con quello che hai scritto prima, e che ho citato. Il fatto che tu citi l'art. 15 mi fa pensare che lo colleghi alla DIA, ma è possibile che comprenda male le tue parole. Ma se è così, mi spiegheresti perché lo tiri in ballo?
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...cosa normava, prima dell'entrata in vigore del D.P.R. n° 380/01, l'efficacia temporale dei titoli abilitativi rilasciati?...mi sembra che, ad oggi, le U.O.T. si rifacciano proprio al D.P.R. per stabilire tale arco temporale (poi se sto dicendo castronerie siete liberi di poter smentire)...poi, per "efficacia temporale", che sia C.I.L.A., S.C.I.A., S.C.I.A. alt. P.d.C., P.d.C. o D.I.A., cosa cambia sostanzialmente in termini di "efficacia temporale"?....
P.S. tecnicamente la C.I.L.A. non prevede a livello nazionale una F.L. conclamata, ma sempre consigliabile!
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Ok, ora ho capito il ragionamento. Prima che lo esplicitasse, hai presupposto che la DIA di cui parlava Campanellino fosse stata presentata prima dell'introduzione del DPR 380/2001, e in quell'epoca, mancando riferimenti sull'efficacia temporale del titolo, ci si riferiva all'art. 15 del DPR 380 che normava il pdc.
A margine: i tuoi commenti sembrano così irritati... Non ne trovo la necessità.
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@arch_mb...stai sereno/a, non sono assolutamente irritato...è solo il modo di dissertare e null'altro...chiedo venia se posso esser risultato iracondo...
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Ordunque io farei semplicemente un salto nell'ufficio tecnico comunale.
Siam d'accordo sulla legislazione in materia, ma parlare ad occhi con il tecnico è plausibile che consigli di "rispolverare" la vecchia D.I.A. integrandola con la nuova S.C.I.A. senza dover sanare e ripresentare il tutto.

Si va' dal tecnico, si espongono i fatti accaduti, si delucidano i dubbi e si chiede semplicemente come intervenire.
Dico ciò perché a me è successo quanto simile da voi raccontato, erano da pochi decorsi i termini e lasciato tutto in sospeso. Semplicemente mi hanno detto di presentare nuova S.C.I.A. nella quale si citava quanto non concluso (e da termini decorsi) dalla vecchia D.I.A. così da fare tutti felici e contenti. Ovviamente dipende dal comune e da quanta cassa necessita, quindi è facile che potrebbe far applicare oblazione per sanatoria.
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"nulla è stato autorizzato dalla DIA (essendo scaduti i termini)
Cosa intendi dire? Che la DIA se non viene chiusa entro i termini è come se non fosse mai stata presentata?

"quindi dovremmo presentare la "vecchia DIA" come sanatoria (sino al raggiungimento delle opere realizzate ed incomplete ad oggi citando proprio il protocollo del titolo abilitativo scaduto)"
Non ti seguo...cioè presentare come sanatoria la vecchia DIA per poi chiuderla subito senza realizzare nessuna opera, quindi senza raggiungere lo stato finale dichiarato come progetto...e giustificando il fatto che venga chiusa prima del compimento delle opere con la volontà di allineare lo stato di fatto con lo stato autorizzato?
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Il discorso è piuttosto semplice e ingeo è stato molto chiaro.
Se un titolo non è consolidato (ed una DIA senza fine lavori di 20 anni fa è defunto) e decade di fatto le opere da stato di fatto sono in difformità rispetto a quanto autorizzato.
Quindi si fa un nuovo PDC in sanatoria allineando il concessionato con lo stato di fatto e pagando le eventuali oblazioni.
Una volta consolidato e chiuso il PDC in sanatoria si può presentare un nuovo titolo edilizio.
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