come regolarsi con un architetto non coerretto

messaggio inserito mercoledì 17 aprile 2019 da MARSNOW

[post n° 420553]

come regolarsi con un architetto non coerretto

Salve , mio figlio stava costruendo un casolare , l'architetto e direttore dei lavori che lo seguiva per motivi futili si è dimesso bloccando i lavori da 4 mesi, tramite avvocato ha chiesto il compenso di tutto quello pattuito, nonostante i lavori non siano stati completati, siamo solo al grezzo della costruzione e con vari problemi, (tipo tetto che gocciola) il nostro avvocato ha chiesto tutti i documenti relativi al lavoro svolto fino al momento delle sue dimissioni per poter procedere a nominare un nuovo direttore dei lavori, ed ovviamente avremmo liquidato quanto dovuto in percentuale al lavoro svolto. Nonostante varie sollecitazioni, non consegna la documentazione ostacolando la continuazione dei lavori. cosa possiamo fare per sbloccare il tutto senza arrivare ad una causa? mi sembra corretto voler liquidare secondo il lavoro svolto e non tutto quello pattuito per tutto il lavoro fino alla fine dell'abitabilità?
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...gentile Sig./Sig.ra MARSNOW...ce la sta raccontando tutta o stiam sentendo solo il lato A del disco?...potrebbe esser più preciso/a sui "futili motivi"?!?...
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I FUTILI MOTIVI A CUI MI RIFERISCO, SONO DOVUTI A RICHIESTE DI CORREZZIONI DI ERRORI DOVUTI ALLA SUA IMPRECISIONE, SIA PER LE MISURAZIONE INTERNE CHE ESTERNEALLA SUA RICHIESTA DI UN ALTRO ACCONTO E' STATO RISPOSTO CHE ALLA CONSEGNA DEI DATI CORRETTI L'ACCONTO ERA A SUA , DISPOSIZIONE. A QUESTO SONO SEGUITE LE SUE DIMISSIONI DICENDO CHE LE RICHIESTE ERANO TROPPE.IL TUTTO E' DOCUMENTATO DA EMAIL,
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di solito se un professionista arriva alle dimissioni un motivo c'è e non è "futile". Per cavolate, manie, nevrosi e sciocchezze in genere siamo ormai abituati quindi per arrivare alle dimissioni ci sono motivi importanti tipo mancanza di fiducia della committenza, scarso rispetto per la direzione lavori (tipo committente che va lui in cantiere a dare ordini), ecc.ecc.
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Gentile MARSONOW, EVITI DI SCRIVERE IN MAIUSCOLO PERCHE EQUIVALE AD URLARE E NON E' MOLTO ELEGANTE NE' EDUCATO.

Fatta questa opportuna premessa esprimersi sulla dinamica è quantomeno complicato e per una ragione semplicissima, abbiamo solo la sua campana ed il suo punto di vista e non quello del collega.
Detto questo dal suo racconto già sembra palesarsi un problema.
Lei parla di errori dovuti ad implicita imperizia del professionista, ma questa narrativa mal si concilia con la richiesta del collega di un ulteriore acconto, che sarebbe giustificatissimo qualora non ci sia errore o vizio nel titolo presentato ma fosse richiesta dalla committenza una variante in corso d'opera, esclusa da quanto preventivato in sede contrattuale tra le parti.
Le dimissioni per "futili motivi" sono rarissime ergo deve esserci qualcosa in più.
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Le consiglio di spedire al Consiglio di disciplina dell'ordine provinciale di appartenenza una richiesta di apertura istruttoria. Costa poche centinaia di Euro.
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Mi scuso per aver scritto in maiuscolo, il professionista non risiede nel luogo dove si trova la costruzione, ma circa a 300 km. sul cantiere non era molto presente, ecco perché delle email sia da parte nostra che sua, inizialmente le cose funzionavano benissimo, poi sono seguite incomprensioni per misurazioni errate e quindi aumenti di costi.
Le garantisco che non c'è altro oltre quello raccontato e vorrei evitare di scrivere all'ordine degli architetti per entrare in possesso della documentazione dovutami per proseguire i lavori e ribadisco che non ho alcun problema a liquidare al professionista quanto gli spetta per il lavoro svolto.
la mia domanda è può prendere tutto questo tempo per dare i documenti dovuti?
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Difficile dare consigli non conoscendo entrambe le "versioni" e non conoscendo nel dettaglio i fatti. Certo che fare una direzione lavori con 300km di distanza, mi sembra complicato. Se per documenti, intende quelli presentati al Comune, lei, in qualità di proprietario può recarsi presso il suo comune e fare una richiesta di accesso agli atti. Probabilmente sul sito del comune trova la modulistica e le indicazioni, altrimenti faccia una telefonata. Per gli altri documenti non c'è una tempistica entro il quale fornirli, e non è detto che li debba fornire. Dipende lei quali documenti vuole. Io tendenzialmente fornisco tutto ai clienti, non vedo perché non dovrei farlo. E' decisamente apprezzabile il suo approccio nel voler pagare quanto finora fatto all'architetto: è corretto. Se è stato l'architetto a rimettere l'incarico, non capisco perché vuole essere pagato in completamente, anche per prestazioni non eseguite o eseguite in parte. Comunque, se ha formalmente rimesso l'incarico, lei può cercare un altro professionista che possa fare la DL (previo preventivo e contratti sottoscritti da entrambi).
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Guardi che dal punto di vista edilizio lei ora dovrebbe proprio incaricare un altro tecnico. Ne scelga uno di zona, Si faccia dare copia dei documenti a disposizione del comune (eventualmente del genio civile) e delle imprese. Tenti di trovare un accordo con questo architetto, il tempo (perso) è anche denaro!
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I documenti richiesti dal nuovo direttore dei lavori sono i verbali di accettazione del ferro, calcestruzo,travetti dei solai edelle travi in legno con le relative bolle di consegna, inoltre chiede una relazione dettagliata dal direttore dimissionario. Senza questi dice che non può accettare l'incarico. E' giusto tutto questo? ho tentato un acordo ma per dare i documenti vuole tutto quanto pattuito, anche se i lavori non sono stati portati a termine.
Grazie per la risposta
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Le richieste del nuovo tecnico sono giuste. Perchè non prova a farlo contattare direttamente da lui? A me qualche volta è capitato, tra colleghi ci si può comprendere meglio.
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