Sismabonus e definizione di carico urbanistico.

messaggio inserito mercoledì 8 maggio 2019 da Edoardo

[post n° 421067]

Sismabonus e definizione di carico urbanistico.

Mi trovo nell'evenienza di compiere una ristrutturazione profonda su un immobile e vorrei far ottenere oltre che l'ecobonus.. anche il sismabonus. Fermo restando che urbanisticamente si tratterebbe di Ristrutturazione edilizia, mi chiedo se la demolizione e ricostruzione con aumenti di volume minimi consentiti dalla capacità edif. residua del lotto verrebbero considerati "aumento di carico urbanistico" ai fini dell'ottenimento dei bonus e quindi perderei l'opportunità di rimborso. Anche se soggetto a P.d.C. ed essendoci aumento di S.u., volume e relativi oneri, risulterebbe comunque una ristrutturazione di immobile esistente e, salvo pareri contrari, urbanisticamente ammessa. Lo è anche per lo Stato in questo caso? O si perde il requisito perchè si fa S.u. ... o perchè si aumenta il volume? Grazie.
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A me risulta che se demolisci e ricostruisci aumentando la volumetria originaria (la sagoma invece può differire) non puoi usufruire delle varie agevolazioni fiscali previste per la casa (compreso il Sismabonus) semplicemente perché non si tratterebbe di un intervento di RE ma di NC.
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Grazie, credevo questo infatti ...ma nel RUE (per interventi non di risanamento conservativo e restauro scientifico) pur richiedendo PdC resta classificato come "intervento di ristrutturazione":

Gli interventi di ristrutturazione edilizia sono soggetti:

c) a permesso di costruire, qualora l’intervento di ristrutturazione edilizia:
- non sia attuato con demolizione e successiva fedele ricostruzione della costruzione preesistente e sia accompagnato da un intervento di ampliamento o sopraelevazione, ove ammesso dal PSC o dal RUE ,
- sia attuato previa demolizione e successiva fedele ricostruzione della costruzione preesistente (in quanto assimilato alla nuova costruzione);

Conosco poi ingegneri che demoliscono e ricostruiscono per sismabonus.... ed anche solo questo, senza aumento di volume, richiede P.d.C.

nelle definizioni di "carico urbanistico" nazionale, tuttavia, il volume fa carico urbanistico.
Forse c'è ristrutturazione e ristrutturazione, alla fine forse NON TUTTE le ristrutturazioni possono beneficiare dei bonus ma solo quelle senza aumenti di volume (inteso come carico urbanistico dagli eroganti)... è qui l'inghippo?
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Edoardo, in linea generale quoto gioma, nel senso che un intervento di demolizione e ricostruzione per me non è ristrutturazione e quindi non è detraibile.
Tuttavia, tra le tante circolari e sentenze sul sismabonus, ricordo di aver letto da qualche parte (te lo dico in parole povere) che se il titolo autorizzativo specifica che si tratta di "ristrutturazione" l'intervento è ammissibile.
Quindi se per la tua regione una demolizione e ricostruzione con ampliamento fosse ristrutturazione, sarebbe fatta.
Se fai un po' una ricerca in rete sui vari siti di edilizia, può darsi che trovi l'articolo a cui mi riferisco, purtroppo io non ne ho più traccia.
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L'equivoco consiste nel fatto che esistono ristrutturazioni soggette a PdC come le nuove costruzioni. Ma se io aumento la Su o il volume, se consentito dai parametri urbanistici, diventa poi un problema per il discorso del "carico urbanistico" e quindi del riconoscimento dei bonus... ...oppure basta che si tratti di ristrutturazione nel titolo per vedersi riconosciuti gli stessi? Per certo so che amici ingegneri che fanno questo considerano la demolizione e ricostruzione (nella sagoma e volume però) tranquillamente come ristrutturazione e fanno prendere i bonus. Questa radicale ristrutturazione tuttavia richiede PdC proprio come l'intervento di aumento di Su o volume (se ammessi). Mah, giovedì vedrò l'immobile con amico ingegnere e magari ne saprò di più.
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Io mi occupo molto di detrazioni e posso assicurarti che il "carico urbanistico" all'agenzia delle entrate proprio non interessa. Non è quella la discriminante, tanto che sono detraibili interventi di frazionamento immobiliare che possono determinare appunto aumento del carico.
La discriminante è invece l'aumento di volume in sè, tanto che un ampliamento con Piano Casa, tanto per dire, può usufruire di detrazione solo per gli interventi sulla parte esistente.
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Ok grazie, io avevo letto che per la Agenzia delle Entrate l'aumento di volume fosse l'aumento di carico urbanistico, a differenza della definizione urbanistica convenzionale. Quindi non è il tipo di intervento "ristrutturazione" che può godere tout court delle detrazioni, potendo prevedere aumenti nel mio caso, ma solo tale intervento per la volumetria esistente. Ad esempio io trasformerei in vani abitabili delle cantine, mantenendo il medesimo volume. Pagherei oneri per aumento di Su ma potrei detrarmi la ristrutturazione di quei vani. Ok, discriminante è il volume. Grazie.
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