Fare causa allo studio si può?

messaggio inserito martedì 10 settembre 2019 da Ciao1

Ciao1 : [post n° 424467]

Fare causa allo studio si può?

Buonasera attualmente sto lavorando sfruttato presso un studio di architettura con partita iva full time per 1000- 1200 euro a seconda di come si sveglia la mattina.
Posso fare causa allo studio?
ArchiFish :
Causa per cosa? Per un compenso che hai tacitamente accettato sulla base di accordi verbali, ma che ora ti va stretto? Oppure hai un incarico sottoscritto dalle parti che i tuoi datori di lavoro non stanno rispettando?
Davide :
Quoto ArchiFish ed aggiungo che prima di conviene parlare direttamente al titolare dello studio in modo chiaro sulle tue esigenze. Entrare "a gamba tesa" con una denuncia mi sembra un passo moooooolto azzardato (anche perché non oso immaginare quanto ti possa costare in soldi e fegato)
ArchiFra :
riscrivo perchè non è stato pubblicato il precedente messaggio.

non puoi far causa perchè la legge fornero ha tolto agli iscritti a un albo il riconoscimento della subordinazione, anche se avendo partita iva di fatto sei peggio di un dipendente perchè non hai libertà di organizzazione del lavoro nè di orari nè diritti basilari.
se fossi a nero potresti far causa per questo, ma emetti fattura.
parla col titolare e metti giù un contratto scritto con le spettanze, oppure cerca altrove
Alessandro :
Stai facendo un po' di confusione. Se tu credi di meritare di più vai da lui e digli che per quanto lavori il compenso deve essere di tutta altra misura. Poi se gli fatturi 2000€ e lui non ti paga, allora gli puoi fare causa! Ma sul compenso dovresti avere un contratto, come per ogni contratto di architetto, come la legge recita, quindi a ben pensarci sei in difetto tu per cominciare. Ogni architetto deve per legge avere un contratto con il suo cliente ( quindi anche con il tuo capo ) dove espone i costi del suo lavoro. Per come sono le leggi oggi essere un architetto a partita iva e dipendente è molto svantaggioso. Ma nessuno ti obbliga a lavorare in questo modo. è stata una tua scelta di accettare questo sistema pessimo di lavorare. Il mio consiglio è di cercare di cambiare il tuo lavoro oltre che migliorare il tuo compenso. Ad ogni modo vedi le mie critiche come costruttive, ci sono cascato anche io.
Ciao1 :
Ho una partita IVA come disegnatore e per questo non rientro nella Fornero.
Si non ho un contratto un errore per via del mio recente ingresso nel mondo lavorativo e buonafede verso gli altri.
Visto che è inutile parlare con il titolare cercherò un altro posto di lavoro
Davide :
@Alessandro: purtroppo lavorare a p.iva full time in uno studio di architettura, non è una scelta. Per un giovane (o anche meno giovane) è l'unica alternativa. Gli studi di architettura generalmente non assumono (a parte qualcuno particolarmente corretto o gli studi di grandi dimensioni). Se un giovane architetto vuole fare gavetta per poi un domani mettersi in proprio, questa è l'unica alternativa. Altre volte ho parlato del tema su questo forum, ed è inutile girarci intorno: gli studi di architettura già avviati, cercano generalmente architetti a condizioni decisamente a svantaggio per il giovane architetto. Punto. E se c'è bisogno di lavorare si accettano purtroppo anche le condizioni peggiori. Con la scusa di fornire uno stipendio commisurato all'esperienza che loro ritengono opportuna, danno 4 lire (lire ... non è una citazione casuale). Nessuno e ripeto nessuno ho mai trovato che sia onesto (si ho detto proprio onesto) e che sia disponibile a dare un compenso che dia la possibilità di vivere in modo dignitoso. Un operaio neoassunto prende decisamente più di una falsa partita iva neolaureata (e spesso anche chi ha esperienza viene preso a pesci in faccia).
Scusate lo sfogo, ma io (e moltissimi miei ex compagni di università) ha scelto di lavorare a p. iva in uno studio. Chi ha scelto di non farlo, è diventato commerciale in showroom, tecnico di impresa o chissà che altro. Di certo non mette a frutto gli anni dell'università.
ponteggiroma :
" Chi ha scelto di non farlo, è diventato commerciale in showroom, tecnico di impresa o chissà che altro. Di certo non mette a frutto gli anni dell'università"
Perché vuoi dire che solo lavorando in uno studio, anche se ben pagato, per fare il disegnatore, renderista o compilatore di pratiche comunali ecc... vengono messi a frutto gli anni dell'università?
Davide :
Forse in questo ho esagerato nell'affermazione ... lo sfogo mi ha preso la mano. Tuttavia in università (almeno dove l'ho fatta) io non esistono corsi di disegno puri (come invece ho imparato alle scuole superiori); non esistono (o almeno non esistevano 15 anni fa) corsi per imparare a fare render; non esistono corsi formativi sulle pratiche edilizie o processi autorizzativi in genere. Gli insegnamenti che ho accumulato nel corso di studi universitario, mi hanno fornito ben altre conoscenze ... fortunatamente, direi.
Alessandro :
Io comunque ci parlerei. poi se non sei architetto ma disegnatore. Alla fine se sei salvo dalla Fornero il tuo capo lo dovrebbe pure sapere e quindi vai da un sindacato e informati e alla fine, se ne hai la possibilità, allora sì, bastonalo come si merita e facci sapere come va a finire e quanto ti ha rimborsato. Alla fine questa potrebbe essere una strada per salvare tutti i colleghi che si trovano nella stessa situazione.
Red :
Ciao 1,

anche io ho avuto problemi con un messaggio precedente non pubblicato, quindi ci riprovo.

Se non sei un professionista (cioè un iscritto all'albo), allora è tutto un altro paio di maniche.

La legge Fornero e successivamente il Jobs Act, ad esclusione delle p.iva di iscritti ad ordini professionali, determina nel caso di sussistenza di almeno 2 delle seguenti 3 condizioni la presunzione di subordinazione tra il possessore di p.iva e il suo "committente", configurando perciò tale p.iva come falsa, il lavoratore come un dipendente a tutti gli effetti e il committente come suo datore di lavoro, passibile perciò di sanzioni.

Le 3 condizioni sono le seguenti:
- mono committenza: se la collaborazione dura più di 8 mesi nell'arco di 2 anni.
- fatturato: se nell'arco di due anni l'80% del fatturato del collaboratore è riconducibile allo stesso committente.
- luogo: se il collaboratore usufruisce di una postazione di lavoro fissa presso il committente.

Verifica se sei in possesso dei requisiti e agisci di conseguenza. Nel caso ti venisse riconosciuta la subordinazione, il tuo committente sarebbe obbligato ad assumerti e a riconoscenti il trattamento da dipendente dall'inizio del vostro rapporto (a cominciare dai contributi). Ci tengo a precisare che se si arrivasse a questo punto vedo difficile per te proseguire serenamente il tuo lavoro presso tale struttura, ma almeno ti verrebbe riconosciuto quanto dovuto. In bocca al lupo e facci sapere come va!
Alf90 :
Red i requisiti li ho tutti.
Da un anno lavoro li tutti i giorni e anche il sabato e domenica quando ci sono consegne urgenti, quindi:
1) il luogo ho un computer e degli orari da rispettare.
2)fatturato: i bonifici me li da quando vuole lui e con l'importo che vuole lui
Le fatture le intesto a lui o a una società di servizia fittizia che l'architetto usa appunto per superare la soglia.
3) monocomittenza sono sempre li.
Cmq ho deciso di procedere legalmente perché venerdi dopo la sua decisione di abbassare ancora l'importo da retribuito( perché io non avevo salvato delle email secondo codici che lui per primo non usa)gli ho fatto notare la questione e lui mi ha risposto che non ho rischi e anche quindi quello che prendevo era anche troppo ( 1200 euro lordi).


Alessandro :
Se vuoi il mio parere squisitamente professionale.... Fallo piangere! Fagli pagare fino all'ultimo centesimo. Vai da chi è esperto, info da un sindacato e poi fatti dare nome di un buon avvocato del settore
Red :
Quoto Alessandro al 100%
ivodivo :
non capisco, spiegatemi.
non voglio soffermarmi sul compenso perchè non abbiamo sufficienti informazioni per valutarne la congruità: quanti anni ha Ciao1? Quanta esperienza? E' laurato (sembra di no)?.....
però quello che non mi è chiaro è che nessuno ha puntato una pistola alla tempia a Ciao1, volontariamente e consapevolmente ha intrapreso un'attività professionale autonoma in un settore che da almeno 10 anni vive una crisi conclamata che conoscono anche i sassi.
Non voglio dire che sia giusto avere stipendi da fame, ma è inevitabile che il mondo dell'architettura da diversi anni a questa parte viaggi, a parte casi rarissimi, con parcelle professionali che sono proporzionalmente in linea con i 1200 euro offerti al disegnatore di turno.
se hai aspirazioni maggiori e sei un bravo disegnatore hai numerose offerte migliori alternative al mondo dell'architettura: la meccanica è un esempio per tutte.
per concludere intentare una causa mi sembra pura follia e leggere "fallo piangere! Fagli pagare fino all'ultimo centesimo." fa semplicemente sorridere
cerchiamo di essere realisti altrimenti il nostro settore non si riprenderà mai più, noi architetti in primis! invece di incentivare un disegnatore a fare una causa che evidentemente ha più insidie che certezze (secondo me non porti a casa un cent e devi pure pagarti l'avvocato), dovremmo essere noi tecnici a pretendere parcelle più dignitose, pagamenti puntuali, il ritorno dei minimi, una politica che incentivi maggiormente gli investimenti nel settore dell'architettura e molto molto altro
Red :
Ciao Ivodivo,

il discorso è molto semplice. Ciao1 ha chiesto se vista la sua situazione lavorativa, ci fossero gli estremi perchè si configurasse come illegittima. La legge Fornero e il Jobs Act sulle partite iva sono stati fatti appunto per contrastare le così dette finte partite iva, ad esclusione (guarda caso) di quelle degli iscritti ad un ordine professionale, categoria alla quale Ciao1 ha scritto che non appartiene.
Se il rapporto di lavoro è illegittimo per legge, non c'è molto da discutere. Non si può e non si sarebbe dovuto fare e chi ne ha approfittato (il titolare) è giusto e sacrosanto che paghi e, aggiunta personale, salato pure.
Quando affermi "quanti anni ha Ciao1? Quanta esperienza? E' laurato (sembra di no)?" o "settore che da almeno 10 anni vive una crisi conclamata che conoscono anche i sassi", scusami, ma sono solo ca... scuse. Sono proprio quel tipo di affermazioni che molti titolari di studi fanno al malcapitato collaboratore, lo dico per esperienza personale. Condivido appieno l'esigenza delle parcelle più dignitose, pagamenti, ecc. che scrivi alla fine, ma oltre a questo e in primis è necessario che venga abolito il sistema attuale perchè non funziona e non porterà da nessuna parte, anzi farà alla lunga peggiorare solo le cose. Se uno è un professionista, avrà la sua partita iva, e farà il libero professionista anche nelle collaborazioni con altri professionisti, studi, società o aziende. Se uno invece collabora con uno studio, tutti i giorni, 8 ore su 8, presso la sede, tutto l'anno e il titolare vuole pagarlo a p.iva, questa non è libera professione, ma una subordinazione bella e buona, e come tale deve essere inquadrata (vedi contratto di lavoro da dipendente).
Alessandro :
" dovremmo essere noi tecnici a pretendere parcelle più dignitose" questo è il punto, se le parcelle del datore di lavoro di Ciao1 sono alte o basse questo non è il problema di Ciao1. il suo datore di lavoro lo paga di mese in mese quanto vuole e pretende un lavoratore dipendente pagandolo a partita IVA. Questo è prima di tutto ingiusto. Poi è illegale. Purtroppo questo è legale per noi architetti. Questo non solo è ingiusto, è scandaloso.
Ciao1 :
È andata a finire che oggi mi ha lasciato a casa con messaggio sul cellulare mentre tornavo a casa
ArchiFra :
procedi epr vie legali. avevi almeno un contratto scritto? non cancellare nulla delle comunicazioni intercorse
Red :
Ciao1,
mi dispiace molto per la tua situazione. Perdere il lavoro è sempre una tragedia umanamente umiliante, ma certe situazioni è meglio perderle che trovarle... Spero che tu ne possa guadagnare in un fegato più sano.
Considerando quanto è stato scritto prima, i presupposti per pretendere quanto sarebbe stato dovuto ci sono tutti, quindi ti consiglio anch'io di iniziare a raccogliere tutta la documentazione che prova la tua collaborazione con il tuo ex titolare e di sentire un'avvocato. In bocca al lupo per tutto e facci sapere gli sviluppi!
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