Condono dell'85 mai chiuso di cui viene richiesta monetizzazione ad oggi

messaggio inserito martedì 21 aprile 2020 da Jessica

[post n° 431301]

Condono dell'85 mai chiuso di cui viene richiesta monetizzazione ad oggi

Buongiorno a tutti,
vi chiedo un informazione magari qualche altro collega si è trovato ad affrontare una situazione del genere e mi sa dire se il comune mi sta creando oppure no...
Mi trovo nella situazione di dover chiudere un condono richiesto ben 30 anni fa dal precedente proprietario ormai defunto.
Nell'85 i miei clienti hanno copiato insieme questa villa in Brianza, un piccolo comune di cui la casa non in NAF, il cui proprietario aveva fatto abusi sia interni che esterni, nello specifico all'interno da 1 abitazione ne ha ricavate 3 appartamenti ed esternamente ha costruito una piscinetta (più una piccola pozza) un barbecue, cose così piccole...
I minori hanno fatto l'atto di vendita nel medesimo anno con la documentazione di presentazione al comune della richiesta di condono con alleati i pagamenti immediati richiesti, disegni, calcolo del costo di costruzione, descrizione dei lavori e modifica catastale.
Nel 95 i miei clienti hanno deciso di fare una pratica edilizia per cambiare la divisione interna e nel contempo fare quindi la divisione in 3 parti della casa, una per ogni proprietario.
Ad oggi un proprietario vuole vendere e chiaramente il notaio che si trova a dover fare l'atto li ha richiesto il folio di chiusura del condono.
Dopo aver richiesto un accesso agli atti al comune, lo stesso richiede di nuovo il calcolo del costo di costruzione ad oggi e di conseguenza poi il pagamento dello stesso a carico dei miei clienti.
Quindi chiedo... è possibile che i miei clienti ad oggi, dopo 30 anni, debbano pagare il condono nonostante il precedente proprietario avesse presentato tutti i documenti e nessuno si è poi più fatto sentire o richiesto nulla? (il tecnico comunale mi ha confermato che non hanno richiesto nulla fino all'accesso degli atti)
Non è possibile che per mancata richiesta vi è il silenzio assenso e che il comune debba emettere il foglio di rilascio senza avere nessuna monetizzazione ulteriore?
Vi ringrazio anticipatamente
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Questo è un classico ormai. La risposta è: assolutamente no.
Non esiste la procedura del silenzio assenso nel condono ed il tuo cliente deve pagare secondo i nuovi conteggi.
PS: consiglia anche ai tuoi clienti di pagare, chiudere subito e ritirare la conc. in sanatoria, prima che qualcuno ci ripensi.
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Se ho capito bene la vicenda (che scusami, ma non hai spiegato in maniera chiara), i tuoi clienti hanno acquistato un immobile su cui non era stata perfezionata la pratica di condono. Mi chiedo come sia stato possibile.
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Per acquistare un immobile oggetto di condono fino a qualche anno fa bastava dichiarare nell'atto che per l'immobile in questione era stata presentata domanda di condono edilizio allegando copia della domanda di condono e le attestazioni dei versamenti fatti (oneri e oblazione).
Nella maggior parte dei casi, gli importi versati erano autodeterminati e il più delle volte questi importi autodeterminati non erano quelli corretti...motivo per cui il Comune, in fase di istruttoria delle pratiche di condono, richiede sempre una integrazione di oneri e oblazione. E se ad esempio l'integrazione era già stata richiesta ma ignorata dai proprietari il Comune solitamente ridetermina gli importi applicando anche gli interessi.....ovviamente il ricalcolo viene fatto con le tariffe attuali e non con quelle corrispondenti agli anni di presentazione della pratica.
Per questo motivo consiglio effettivamente di chiudere la questione pagando e ritirando il titolo edilizio in sanatoria.
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Quoto i colleghi.
Presentare tutti i documenti ma non ritirare il titolo è un grande classico ed il nodo prima o poi viene al pettine.
Consiglio anche io di chiudere il condono, pagare le oblazioni e ritirare il titolo.
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