CO-VID e misure di sicurezza cantieri privati

messaggio inserito mercoledì 29 aprile 2020 da vale

vale : [post n° 431597]

CO-VID e misure di sicurezza cantieri privati

Buongiorno,
qualcuno ha notizie su quali siano le misure di sicurezza adeguate per i cantieri privati alla luce del nuovo DPCM del 24/04/2020?
Mi riferisco soprattutto ai piccoli cantieri privati oggetto di manutenzione straordinaria o ristrutturazione, nei quali mi sembra impossibile applicare le vaghe indicazioni fornite nel decreto e negli allegati. Provo ad elencare quali sono i miei dubbi principali:
- Qual'è la cartellonistica ufficiale da apporre in cantiere per il Co-vid?
- Qual'è il numero massimo di persone per m2
- in caso di piccole imprese o lavoratori autonomi, possono sovrapporsi in cantiere? Ad esempio un elettricista lavoratore autonomo, un idraulico e il posatore della cucina che devono lavorare quasi in contemporanea per la corretta installazione di tutte le componenti della stessa.
- come si applica la differenziazione degli ingressi in un appartamento, che nromalmente presenta un solo ingresso?
- è obbligatorio lo spogliatoio? E nel caso come si indentifica? Deve essere un locale chiuso? Oppure basta una paratia temporanea? Penso sempre un piccolo appartamento oppure ad una casa finita in cui è oggetto dei lavori solo la cucina o il bagno e i committenti magari continuano ad usare l'abitazione. Nel caso di utilizzo di tute usa e getta, dove devono essere indossate dove rimosse?
-quali sono le mascherine da utilizzare e per quale mansione? Chi deve verificarne la conformità e a quale standard?
-come si gestiscono i fornitori? nel caso di consegna di un mobile o di un infisso ingombrante che a seconda del caso deve essere trasportato a mano per le scale a volte anche da 6/8 persone (che spesso e volentieri sono sia fornitori che posatori)
- la presenza di un bagno in cantiere, ad esempio in un piccolo appartamento in cui è presente un solo bagno oggetto di ristrutturazione, come deve essere intesa? Come un punto acqua in cui poter lavare le mani?
-la misurazione della temperatura, da quale figura deve essere effettuata e in che momento del cantiere? Le imprese devono autocerficare di averla rilevata, oppure una nuova figura deve installarsi all'ingresso di ogni cantiere e misurare la temperatura a chiunque entri?
Qualcuno ha idea di come poter organizzare i piccoli cantieri in relazione a queste domande? Esiste un documento ufficiale e specifico a cui fare riferimento?
ArchiFish :
Non ho risposte alle tue domande, ma nel complesso mi suggeriscono una riflessione.
Il tanto sbandierato concetto del far ripartire l'economia ed il mondo del lavoro, a condizione che tutta una serie di nuove precauzioni vengano attuate, implica che molte attività saranno impossibilitate ad operare per inattuabilità dei protocolli.
Il ripartire, teorico, è uno slogan per placare le lecite psicosi. All'atto pratico, la ripartenza, per tanti sarà irrealizzabile oppure da perseguire a proprio rischio e pericolo, in barba alle norme (il mondo reale è ben più complesso e variegato di quello teorizzato da chi stila le linee guida).
Sia chiaro che non mi riferisco alla sola edilizia. Penso che la Ferrari o la Lamborghini oppure ancora la Ferrero (nomi a caso), con buona probabilità potranno rispettare e/o adeguarsi a qualsivoglia normativa senza difficoltà. Per contro migliaia di ristoranti, bar, uffici ed artigiani saranno impossibilitati ad operare secondo le disposizioni per limiti fisici e pratici impliciti nei locali in cui si trovano ad operare o per peculiarità del tipo di lavoro svolto. Finirà che per determinate categorie o soggetti, prima o poi, si concederà un ritorno alla normalità senza precauzioni (irrealizzabili), a meno di non volerne l'estinzione e per altri permarranno grosse complicazioni.
Non è un problema trascurabile, anzi, ho la sensazione finirà per costringere a trasgredire o soccombere una grossa fetta di lavoratori.
sclerata :
io credo che debba essere tutto affidato al buonsenso.
Fermo restando che un buon CSE dovrebbe a questo punto aggiornare il suo bel PSC e indicare le procedure da seguire e che queste siano realizzabili... concordo con ArchiFish che diventerà, per piccole o piccolissime imprese, davvero dura stare dietro a tutto. Al momento si naviga a vista, ok il protocollo del 24/04 ma è chiaro che un artigiano dovrà autocertificarti non avere temperatura superiore a 37.5 se no che fai...la misuri tu cse tutte le mattine a tutti?? Non esiste.
Però alcune cose puoi prescriverle tu come CSE. E loro le devono recepire.


Da più fonti comunque so per certo che se la lavorazione che sta eseguendo il lavoratore non prevede già mascherina (che sia FPP1 o FPP2), è obbligatoria sempre e comunque quella chirurgica.
Anche se c'è la distanza interpersonale di 1 metro.

Albo :
Sono tante domande ti rispondo ad alcune per il resto devi fare riferimento ai vari decreti, alle relative norme, alle circolari del ministero della salute e soprattutto al Protocollo Cantieri del MIT.
Come cse hai l'obbligo di redarre un aggiornamento del psc sotto forma di allegato, un piano anti covid e dovranno fare lo stesso nei pos le imprese, che dovrai validare prima della ripresa dei lavori.

-Cartellonistica la trovi sul sito del ministero ma trovi online anche altri cartelli che vanno bene
-A differenza di altre attività, per i cantieri non viene fissato un numero di persone a m2 in maniera esplicita
-E' una valutazione che devi fare tu come cse, se assolutamente indifferibile si a patto che utilizzino idonei dpi (maschere e guanti)
-Lo spogliatoio per piccoli lavori non è obbligatorio, nel psc e nei rispettivi pos scrivono che vengono vestiti da lavoro da casa e se ne vanno cosi, le tute penso intendi le antipolvere sopra i vestiti vanno rimosse infilati in buste, levati i guanti, mascherina e buttati
- Le maschere devono essere frutto di una valutazione puntuale, se non puoi mantenere il metro di distanza tutte quelle comunemente chiamati dpi, ffp2,ffp3 evitando quelle con valvola se non in alcuni casi che dovrai valutare puntualmente. Sebbene la norma equipari le chirurgiche a dpi quindi anche quella sarebbe una scelta possibile, ma devi farla anche in valutazione della lavorazione svolta e dalla interferenza
-Fornitori di mobili non essendo in titolo IV non li gestirei, nel senso che chiuderei la mia parte di cantiere e poi se vengono dopo sono un po cose che riguardano il committente, fornitori in titolo IV li gestisci tramite PSC e loro ti daranno il loro POS con il piano anti contagio.
- Il bagno deve esserci, oggi con i bar chiusi non ci son più convenzioni, ci sono solo due possibilità o wc chimico o un locale usato unicamente dai lavoratori (guardati la 81/08, questo va disinfettato secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute (pulizia con acqua e sapone e successivamente con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,1% e con alcool etilico al 70% per superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio) e va fatta la sanificazione prima della ripresa dei lavori.
- La misurazione spetta al preposto di ogni impresa che annota su un registro per almeno 14 giorni la presenza e che il valore sia inferiore a 37.5 (non il valore o bisogna trattare i dati secondo il GDPR) questo perchè se si ammala qualcuno, l'inail ha bisogno di ricostruire i dati di 14 giorni per la valutazione dell'infortunio sul lavoro e per dare comunicazione alla asl.

dec :
mi sembra che Albo abbia risposto in maniera esauriente alle tue domande come mi sembra che la responsabilità, letto e riletto il protocollo condiviso del 24, sia totalmente a carico del datore di lavoro ovvero dell'impresa. Se ci sono più imprese c'è anche un CSE che oltre ad integrare il PSC deve integrare anche la stima dei costi. Qui il mio grosso dubbio riguardo soprattutto la sanificazione del cantiere visto che i DPI comunque ci dovrebbero sempre essere in cantiere! chi paga? il committente perchè aumentano i costi della sicurezza o l'Impresa perchè come espressamente scritto il datore di lavoro assicura la pulizia e la sanificazione???
eli71 :
Solo una precisazione: il protocollo anti contagio che deve essere redatto da CSE e imprese non è un aggiornamento nè del PSC nè del POS poichè il rischio biologico da Covid è un rischio generico per il cantiere e non ricade all'interno del decreto 81/2008. Ricade negli adempimenti dell'81 solo per le professioni sanitarie e poche altre attività. Per la produzione di questo documento il CSE ad esempio può fare una riunione con le imprese( in videoconferenza ovviamente) concordando le misure da attuare seguendo i protocolli previsti dalle imprese e stilando un verbale che verrà tenuto in cantiere. Per stimare i costi della sicurezza converrà farsi dare i prezzi dalle imprese visto che difficilmente nei prezzari si troveranno i prezzi di mascherine, guanti monouso e gel disinfettante.
flavia :
www.esmeps.it qui trovi ciò di cui hai bisogno
delli :
piccolo particolare: le protezioni facciali (mascherine ffp) sono di DPI III categoria quindi il CSE deve verificare che i lavoratori che le devono indossare abbiano ricevuto adeguata formazione e addestramento all'utilizzo...
bye
archspf :
In data 24 Marzo 2020 è stato siglato un Protocollo di Intesa tra associazioni sindacali e governo sull'adozione di norme comportamentali e procedure operative specifiche per i cantieri temporanei e mobili che intenderanno ripartire dal 4 Maggio.
Nel protocollo, ribadito e riportato nell'ultimo DPCM del 26 Aprile, sono state stabilite le misure minime di prevenzione e di emergenza che ogni singolo datore di lavoro dell'impresa ed ogni lavoratore sono tenuti ad osservare (ci aggiungerei anche il committente). In particolare le disposizioni prevedono:
- modalità di spostamento
- informazione preventiva sul rischio specifico e norme di comportamento, affissione cartellonistica e materiale informativo, avvisi e corrispondenza certificata (pec) ecc
- affissione sulle bacheche delle disposizioni generali dell’allegato 1 del DPCM 8 marzo 2020
- monitoraggio e registro della temperatura corporea di tutti i soggetti, PRIMA dell'ingresso in cantiere attraverso un Termorilevatore elettronico a distanza (dicasi termometro ad infrarossi) e allontanamento o interdizione al cantiere in caso di temperatura rilevata superiore a 37,5°C
- predisposizione di apposite dichiarazioni circa l'eventualità (consapevole o meno) di esposizione al virus
- predisposizione di apposite autocertificazione sullo stato di salute (sintomi influenzali e temperatura corporea)
- aggiornamento dei POS delle imprese ed, ovviamente, dell'eventuale PSC con integrazione dei costi della sicurezza
- procedure operative "standard" con obbligo di dotazione a tutti i lavoratori di specifici DPI (mascherine chirurgiche, guanti in lattice/nitrile, guanti con protezione dal rischio microbiologico EN-374, ecc.), prevedendo sostituzione cadenzata.
- procedura speciale riguardo al mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro (in tutte le occasioni: fasi lavorative, fasi di allestimento/sbaraccamento/dismissione cantiere, pause lavorative, mensa ecc.), ovvero dotazione di Dispositivi di Protezione specifici FFP2/FFP3 qualora sia comprovata l'impossibilità di mantenere tale distanza o non vi siano alternative organizzative. Senza tali misure di sicurezza è vietata la lavorazione.
- sanificazione almeno quotidiana dei locali e spazi comuni con soluzione IdroAlcolica (v. "ricetta" del M.S.) o a base cloro
- divieto di utilizzo contemporaneo da parte dei lavoratori di strumenti ed attrezzature: tale procedura è consentita solo previa accurata pulizia e sanificazione (prima della consegna o del "passamano") e comunque è sempre prescritto l'uso dei guanti.
- sanificazione di tutti gli strumenti ed attrezzature di lavoro a fine giornata lavorativa con soluzione IdroAlcolica o a base cloro
- previsione di turnazioni sia per le fasi operative che per quelle di apertura/chiusura (spogliatoi, mensa) sempre se non sia possibile mantenere la distanza prescritta
- prescrizione operativa sull'ingresso, carico e scarico di forniture in cantiere (seguono grossomodo le stesse prescrizioni: distanza, mascherine, guanti, sanificazione ecc.)
- conservazione a scopo precauzionale nella cassetta di pronto soccorso di dispositivi ulteriori (mascherine chirurgiche, FFP2/FFP3 senza valvola, guanti ecc.)
- prescrizioni operative riguardo alla manifestazione di sintomi di difficoltà respiratoria e/o temperatura corporea superiore alla soglia (allontanamento, dotazione di mascherina, chiamata numeri di emergenza, ecc.)
- riunioni di coordinamento, verifiche e controlli

Spero di non aver dimenticato nullo. In ogni caso è bene seguire alternativamente al protocollo pubblicato in gazzetta, l'utile guida della DEI, disponibile gratuitamente (www.build.it)

Una piccola riflessione: in italia siamo purtroppo abituati a trovare imprese (e committenti) "impreparate" già nelle normali condizioni lavorative, nonostante determinate procedure e meccanismi dopo oltre 20 anni dal primo Decreto sulla Sicurezza, sarebbero dovute essere state assimilate quantomeno per "imprinting". Secondo voi sono MENTALMENTE preparate a rispettare il nuovo protocollo? io ne dubito e sarà solo una ennesima ed ingiustificata gran fatica per noi tecnici (D.L. e/ Coordinatori)...
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