tutto ciò che serve per una CILA

messaggio inserito lunedì 13 luglio 2020 da _Tony

[post n° 434375]

tutto ciò che serve per una CILA

Salve a tutti,
sono un giovane architetto da poco iscritto all'ordine degli arch. di Roma (gennaio), ho la firma digitale, ho aperto da pochi giorni Partita Iva, sono appena iscritto a Inarcassa.
Un amico mi chiedeva se posso redigere una CILA per la sua nuova abitazione a Roma (deve semplicemente abbattere un tramezzo).
L'università, tanto bella, non mi ha insegnato proprio nulla a tal proposito.
Cosa dovrei fare, da dove dovrei cominciare?
Sono necessarie altre iscrizioni (assicurazioni?)
Dove è necessario caricare tutti i documenti e quali?
....qualcuno potrebbe darmi indicazioni abbastanza precise su come muovermi o dove trovare queste info, dove visionare fac-simile dei documenti, etc?
Ringrazio tutti per l'attenzione!!
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Sul tema dei requisiti, è anche obbligatoria la RC Professionale.
Sul tema della pratica.
Di primo acchito direi che serve senz'altro: ESPERIENZA.
Detto ciò considererei caldamente di affiancare un altro professionista gia "svezzato", dal momento che, seppur la "procedura" è unificata, vi possono essere anche solo modalità differenti tra comune e comune che possono complicare la gestione.
Inoltre, nonostante la "credenza popolare", la pratica è tutt'altro che semplice ed esente da responsabilità: ci sono molti aspetti da non sottovalutare e considerazioni da fare che non si potranno trovare su un forum, così come (a parte la modulistica della domanda) non esistono dei fac-simile ma una serie di informazioni legate alle consuetudini ed all'esperienza.

Certamente comincerei con il considerare che, prima ancora nel cimentarsi con gli elaborati, bisogna conoscere dettagliatamente il quadro generale di norme e regolamenti, di per sè già ricchi di sfumature e contraddizioni.
Bisogna tener presente che prima ancora è d'obbligo valutare la fattibilità dell'intervento ed a monte verificare la conformità e legittimità della preesistenza (urbanistica e catastale)

Detto questo i passaggi in etrema sintesi sono i seguenti:
1.Stato di Fatto e studio di Fattibilità
- esame degli strumenti vigenti per individuzione di eventuali vincoli o prescrizioni
- sopralluogo con esame della documentazione disponibile
- rilievo geometrico e fotografico
- accesso agli atti per il reperimento della documentazione relativa a progetti di costruzione e trasformazione: "ricostruzione" della storia del fabbricato
- confronto dello stato di fatto con l'ultimo titolo assentito e valutazione della conformità
2. [se nella fase precedente - cruciale - non emergono problematiche e nel caso più semplice] Predisposizione della pratica
- tavole di inquadramento urbanistico
- elaborati grafici (piante e sezioni significative) ante, inter (evidenziazione delle demolizioni/costruzioni con il metodo gialli/rossi) e post operam con dimostrazione/verifica della rispondenza ai parametri edilizi ed igienico-sanitari.
- compilazione domanda istruttoria con i dati del titolare, del progettista, del direttore dei lavori e dell'impresa (previa verifica da parte del committente dei requisiti tecnico-professionali)
- compilazione della relazione tecnica asseverata
- allegati obbligatori (tra cui deleghe soggetti legittimati, dichiarazione gestione dei rifiuti prodotti nell'ambito del cantiere)
3. Fine Lavori
- Collaudo Tecnico-Amministrativo
- Dichiarazioni Conformità impianti
- Diciarazione di smaltimento rifiuti presso PP.DD. e relativi Formulari
- Dichiarazione non necessità produzione AQE o redazione AQE (in tal caso è probabile Relazione ex Legge 10/91 congiuntamente al protocollo della cila)
- Variazione catastale
- Comunicazione del Fine Lavori
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E dopo ci lamentiamo se l' Italia va a rotoli...
Se fossi il committente, dopo aver letto una lista di incombenze di tale entità, ringrazierei e saluterei l' architetto con una stretta di mano.
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Intanto le "incombenze" sono per il professionista e non per il committente, la cui unica "scocciatura" è seguire le indicazioni che gli vengono fornite e non fare di testa propria (cosa che noto sempre più spesso è troppo complicato fare...manco fossero dei bambini di 5 anni).

L'Italia va a rotoli proprio perché c'è chi la pensa così, caro il nostro @gino, e crede di poter fare come gli pare, senza criterio o metodo, agirando e sorvolando ogni regola (che sarebbe il meno), ma sopratutto (e francamente trovo ancora più grave) la consapevolezza e la competenza altrui ...poi a distanza di anni sapessi quanti piagnistei perché quel "fai-da-te" che aveva fatto risparmiare miliardi di aria fritta...

a quel punto...Se fossi il tecnico, dopo aver scritto la lista di incombenze per sistemare il casino di tale entità, ringrazierei e saluterei il committente con una stretta di mano...
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La ringrazio per le indicazioni date, ogni informazione è preziosa!
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E' sempre un piacere poter dare un supporto, dal momento che tutti all'inizio della nostra vita professionale ci siamo dovuti scontrare con un sistema tutt'altro che semplice.

Colgo inoltre l'occasione per segnalarti anche il blog dell'architetto Campagna, il quale in particolare sulla CILA ha scritto pagine di post dedicati (un "Must have" per noi architetti romani): http://architetticampagna.blogspot.com/2012/05/la-cila-roma-i-segret…

Per ulteriori chiarimenti, se può essere utile lascio anche il mio recapito personale: email
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tony un solo consiglio. per i primi lavori affiancati ad un tecnico della tua zona. personalmente ritengo che farsi da soli non sia male, anzi ma prima di presentare pratiche e timbrare progetti forse sarebbe il caso di fare un minimo di gavetta sul campo con la differenza che il lavoro lo hai te e sarai te a concordare il compenso con il collega (come avrai letto la situazione è sempre al contrario!!).
per il resto in bocca al lupo.
e iscriviti al benedetto suet o come si chiama del comune di roma!! ormai è tutto telematico.
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