Nuove tamponature per edificio con struttura in c.a.

messaggio inserito martedì 24 novembre 2020 da Cate

[post n° 439787]

Nuove tamponature per edificio con struttura in c.a.

Ciao. Per la tesi sto riqualificando due edifici degli anni '60 con struttura in c.a. e attualmente tamponature (o tamponamenti?!) in mattoni. Sostanzialmente rimarrà la struttura e dovrò realizzare una nuova tamponatura. Gli edifici sono alti uno 18 m e l'altro 24. In 5 anni di architettura non ci hanno mai fatto arrivare a pensare in modo adeguato a come realizzare effettivamente un edificio, si sono sempre limitati a farci fare ipotesi sul tipo di struttura e poi boh, il resto aria fritta. Ora, per non farmi cogliere proprio impreparata dal prof, cosa potrei ipotizzare? Ho pensato di mantenere sempre i mattoni ovviamente con strato isolante (sono a Potenza quindi direi che serve). Voi cosa mi consigliereste?
Grazie
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"In 5 anni di architettura non ci hanno mai fatto arrivare a pensare in modo adeguato a come realizzare effettivamente un edificio" caspita, non è ancora cambiato niente dagli anni 80/90?
Comunque si, la tamponatura deve restare ovviamente, non necessariamente in mattoni, ti consiglio di integrare con un cappotto per evitare ponti termici. Se dai una rispolverata ai testi di fisica tecnica vedrai che di soluzioni ne troverai in abbondanza. In bocca al lupo e, un consiglio: una volta laureata, se vuoi intraprendere la libera professione, dimentica l'80% di quello che ti hanno insegnato all'università.
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Sa molto di più mio padre che ha lavorato sui cantieri e ha praticamente costruito casa nostra di me. Davvero quando sarò laureata non so che pesci prendere! Grazie comunque!
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Ci ritroviamo con migliaia di posti di lavoro potenziali (magari non in edilizia) e diplomati/laureati che non hanno le competenze professionali per occuparli.
Le aziende, nella maggior parte dei casi, vogliono lavoratori, giovani, già capaci perchè non sono disposte a investire per formarli (o dicono di non poterselo permettere). Le facoltà insistono che non devono necessariamente insegnare un mestiere (quella di architettura, soprattutto).
Mi piacerebbe capire (motorvalley italiana e poche altre realtà a parte) se qualcuno ha mai pensato di metter mano alla mancanza di dialogo tra mondo dell'istruzione e mondo del lavoro, giungendo finalmente ad un accordo su chi debba occuparsi di insegnare un mestiere alle persone.
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Riprendendo quello che diceva il mio professore e cioè che i "Tamponamenti" sono quelli che si fanno sulla Salaria (siamo di Roma), oggi la tecnologia si è evoluta al punto che la cassa vuota, seppur un mezzo ancora usato (poco a dire il vero) è stata sostituita da un paramento in laterizio alveolare o calcestruzzo cellulare, volendo anche con già integrato l'isolamento: la soluzione più performante e e veloce, nonchè a mio parere bilanciata in termini economici, è certamente quella del blocco termico (spessore pari al pilastro) abbinata al cappotto esterno.

Esistono enciclopedie sui sistemi costruttivi delle "frontiere verticali", da quelli dell'antichità alle contemporanee pareti ventilate: per un'infarinatura di base sull'edilizia corrente suggerisco il pratico manualetto (o per meglio dire serie di "Quaderni") edito dalla Hoepli.
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