dubbi incarico

messaggio inserito venerdì 15 gennaio 2021 da Antonio

Antonio : [post n° 441613]

dubbi incarico

Buongiorno,sto per iniziare una ristrutturazione di una casa e ho contatto un architetto per seguire il tutto e ovviamente conoscere la sua parcella.l'architetto quando si e' recato nell'abitazione mi ha detto che nn può' stabilire una sua parcella se nn sente prima i vari artigiani(quindi qualche appuntamento coi fornitori) e la spesa complessiva della ristrutturazione comprensiva (15/20% ,a seconda se il prezzo e' superiore o minore ai 50.000,anche su eventuali acquisti, cucina divano ecc.) anche di infissi(in quel caso li avrei contattati io personalmente).E' una prassi?nel caso dovesse spararmi una parcella esosa sarò' costretto a pagare anche gli appuntamenti coi fornitori?dato che le tariffe professionali sono state abolite potrebbe farmi pagare quelle ore a suo piacimento?grazie per i dubbi ma almeno so come muovermi.buon lavoro
ArchiFra :
la parcella di un tecnico indicativamente varia dal 10 al 20% sull'importo finale dei lavori, compresa progettazione, direzione lavori e pratiche comunali, esclusi oneri aggiuntivi quali sicurezza, certificazioni energetiche, pratiche fiscali, extra vari non concordati in sede di stipula del disciplinare di incarico.
un bravo tecnico è in grado di quantificare spannometricamente se la cifra finale, grossomodo, sarà di 20.000, 50.000, 100.000 euro. Poi è ovvio che che il costo effettivo dipenderà dalle finiture che il cliente sceglie e da eventuali modifiche progettuali sia ante operam che in corso d'opera: normalmente nel prezzo sono comprese 3 proposte di progetto, dalla quarta si paga l'extra. idem se durante i lavori il cliente cambia idea...
se il cliente accetta, normalmente il professionista fa un computo metrico estimativo di dettaglio con un primo progetto (che va pagato...) e sulla base di questo si ha un costo preciso basato sul prezziario provinciale e regionale, che farà base per chiedere poi i prezzi a ditte e artigiani ( si chiama capitolato).
vorrei però suscitarle una riflessione: lei dal dentista contesta la parcella dicendo "e però i miei denti non erano così pieni di tartaro, mi faccia pagare l'igiene di meno perchè ha usato poco gli attrezzi"? ecco, perchè allora la professionalità di noi tecnici viene invece sistematicamente sminuita e vista come una gara al ribasso come se fossimo in un mercato beduino? se valiamo così poco, e siamo così "esosi", perchè non vi fate da soli le cose? se vi rivolgete a una figura qualificata evidentemente un motivo c'è. peraltro su un forum è impossibile dire se un collega ha sparato una cifra eccessiva: per queste questioni c'è l'albo a cui il professionista è iscritto, e che dirimie i contenziosi sulle parcelle valutandone la congruità.
abolizione dei minimi tariffari non vuol dire prostituirsi e non vuol dire che il nostro lavoro non vale niente: anzi, è stata solo una vergogna che anzichè liberalizzare il mercato ha messo alla fame troppo professionisti.
si ricordi, comunque, che è obbligatorio che il professionista faccia il discplinare di incarico, cioè il contratto dove indica il compenso, la prestazione, e le modalità di pagamento.
archspf :
Esistono e permangono norme deontologiche come l'equo compenso.
L'abolizione delle tariffe minime non ha rimosso completamente una "prassi" di quantificare (come avviene per i lavori pubblici ed il Superbonus) la parcella sulla base dell'importo lavori: nel privato tale parcella è comunque definita a totale discrezione del professionista (seppur pattuita con il cliente in sede di incarico).
Personalmente non mi trovo completamente d'accoro su questo sistema poiché ritengo non tega conto di molti fattori tra cui l'effettiva complessità e qualità della prestazione, che certamente non può essere valutata solo in termini di costo dell'intervento.

Di fatto ho con il tempo sviluppato un tariffario che si basa su più parametri concatenati:
- voci variabili, per esempio, superficie, tipologia di progetto, grado di dettaglio, stima dell'intervento: quest'ultimo per dare un'idea di spesa al committente ma anche per ottenere un costo medio su cui calcolare la direzione lavori, e questo perché ritengo, considerazione del tutto personale, che non si debba ne guadagnare sulla spesa del cliente - a meno di non avere una implicazione "diretta" - ne rimetterci perché l'impresa propone un costo stracciato, ma semplicemente proporzionare la prestazione all'impegno ed alla responsabilità;
- voci fisse, per esempio, per prestazioni di carattere tecnico: accertamenti, pratiche;

Tuttavia se si volesse quantificare la propria prestazione in percentuale sul costo dell'intervento, un professionista è in grado (deve esserlo anzi) di stimarne (anche solo "a preventivo") il valore dell'opera e definire di conseguenza la sua parcella dettagliata.
Antonio :
Ho consultato un secondo architetto che dopo aver visionato il tutto mi darà la sua parcella comprensivo di tutto,senza fare appuntamenti vari con fornitori per aspettare un totale per ricavare la sua percentuale.eventuali progetti sono extra.
A sto punto mi sembra più onesto il secondo,il primo vuole un po' marciare sul totale della ristrutturazione e dei vari appuntamenti coi fornitori necessari per quantificare il tutto .Da premettere la ristrutturazione non prevede cambi volumetri o abbattimenti di pareti.
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