Tariffa professionale 110%

messaggio inserito mercoledì 24 febbraio 2021 da Imhof

Imhof : [post n° 443505]

Tariffa professionale 110%

Leggo info contrastanti.
La parcella di un Architetto che esegue le mansioni di progettista e direttore lavori in un intervento al 110% deve essere calcolata e retribuita come da tariffario? Oppure può essere soggetta al solito tiro al ribasso da parte del cliente tipo "mercato del bestiame"? Della serie non c'è limite al fondo...
Nel caso si vada a tariffa c'è una comunicazione ufficiale da presentare al cliente?
oikos :
Come noto le tariffe sono state abolite lustri addietro e da nessuna parte vi si fa riferimento... la norma fa riferimento al DM 2016 come calcolo della MASSIMA detrazione imputabile alle spese professionali. Di conseguenza lo sconto al ribasso è sempre possibile (ad eccezione dell'equo compenso per i professionisti incaricati da società in caso di cessione del cretico, etc.).
archspf :
Secondo un condiviso orientamento degli ordini professionali, CNI e CNAPC, il rifermento sarebbe quello diretto a definire la parcella formulata secondo i parametri ministeriali. Tenuto però conto della contraddizione deontologica di non poter fare un esplicito riferimento, si considerano pertanto gli onorari scaturiti dal calcolo [p+A news: Superbonus-aggiornata-la-guida-al-calcolo-del-corrispettivo-con-il-Dm-Parametri] quali "massimali" ai fini della detraibilità/accesso al vantaggio economico del superbonus.

E' fatta salva dunque, la pattuizione del compenso che può essere, secondo me, ragionevolmente ridimensionata (per esempio limitando l'aliquota delle spese - ritengo che rispetto al libero mercato, sono soglie piuttosto alte in ogni caso) in determinate circostanze in cui rappresenterebbe un onere "eccessivo" rispetto al contesto, ma senza che questi venga ribassato unilateralmente (prima di tutto il preventivo è del professionista e non sarebbe nemmeno tenuto ad applicare sconti).

Rispetto ad un recente interpello con l'ordine ARM, si palesa la condizione di proporzionalità (Equo compenso) del corrispettivo alla prestazione se questi viene individuato dal DM Parametri: faccio inoltre presente che in determinate regioni vige l'equo compenso come condizione necessaria ad ottenere le autorizzazioni.

Come sempre sta nel buon senso e decoro della professione, capire le situazioni e regolarsi di conseguenza.
imhof :
Risposta esaustiva archspf, però termini come "buon senso" e "decoro della professione" non fanno parte del vocabolario di molti clienti, come di molti professionisti che sparano cifre al ribasso.
Quindi, per concludere, è tutto come prima e in teoria uno potrebbe anche esigere uno sconto del 50% sul preventivo?
archspf :
@imhof concordo e purtroppo è la vera realtà di un sistema che non riesce ancora a tutelarci del tutto: tuttavia ho avuto modo di confrontarmi direttamente con un rappresentante dell'ordine di Roma il quale, addirittura (o a ragione, chi lo sà), sostiene che l'equo compenso sia determinato proprio dal ricorso ai parametri ministeriali.

Poiché ritengo la questione, in ogni caso, interessante quantomeno per condividere un dibattito sull'argomento, provo a dare una mia personale interpretazione.

Ho constatato che interventi da appena 40.000€ - cappotto ed infissi - comportano parcelle che si agirano sulle 14.000€ spese escluse, e che è facile quantomeno saturare il massimale "omnicomprensivo" a disposizione del committente (sempre nell'esempio proposto, immaginiamo un villino e quindi 50.000€ di "budget" per tali categorie di opere). Cià si verifica applicando i criteri sopra esposti, che ritengo in molte situazioni determinino un compenso sopravalutato, derivante spesso dalla "sovrabbondanza" di prestazioni/voci che spesso sono in realtà univoche o ridondanti (es. progettazione che difficilmente sarà in 3 fasi, forse 2 se si considera il progetto definitivo - ad esempio - in analogia con la pratica urbanistica).

Credo che infatti non servirebbe nemmeno abbassare il compenso (fermo restando che il cliente non sarebbe nella condizione di "negoziare" visto e considerato che il nostro contributo è a maggior ragione imprescindibile e determinante proprio l'accesso al beneficio) ma "selezionare" opportunamente le voci per riequilibrare il tutto ed evitare parcelle troppo esose, senza necessariamente rinunciare ad un compenso proporzionato alle gradi responsabilità alle quali siamo chiamati come asseveratori.
Poi questo è il mio pensiero personale e mi piacerebbe avere ulteriori visioni.
Imhof :
Ma l'Art. 17-bis emendamento al DL ristori che si può trovare pubblicato anche su professionarchitetto, afferma che è fatto obbligo nei confronti di istituti di credito ecc, l'equo compenso rispetto al decreto parametri. Infatti sarebbe assurdo mettersi a fare lo sconto alla banca.
Diverso secondo me se il cliente decide di scaricare il superbonus con le tasse.
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