Sanatoria di veranda (con cambio destinazione d'uso)

messaggio inserito mercoledì 10 marzo 2021 da Grafite

Grafite : [post n° 444178]

Sanatoria di veranda (con cambio destinazione d'uso)

Buongiorno a tutti,
mi trovo di fronte a un caso per me nuovo: la sanatoria di una veranda installata anni addietro senza autorizzazione alcuna in cui è stata realizzata una piccola lavanderia come "estensione" del locale cucina.

Ovviamente sul catastale dell'unità immobiliare non c'è riferimento della veranda (anzi si palesa anche l'abbattimento - mai comunicato - di un piccolo tramezzo demolito per ampliare il locale cucina);
In Comune non si trovano i progetti originali ne è mai stato depositato un nuovo progetto.

Tecnicamente, l'abuso ha apportato aumento (seppur modesto) di volume.
di contro leggo che il decreto semplificazioni del 2020 amplia le "tolleranze" descritte nel Testo Unico sull'Edilizia .enunciando che il mancato rispetto di altezza/cubatura e ogni altro parametro relativo alle singole unità immobiliari NON costituisce violazione edilizia se contenuto entro il 2% delle misure previste nel titolo edilizio. se a conti fatti dovessi rientrare in questo 2% di tollerabilità, vuol dire che non occorrerà pagare il doppio dei contributi di costruzione (art. 36 T.U.E), in quanto l'illecito non esiste?
quale è l'iter da seguire e una stima a spanne dei costi che il cliente dovrà sostenere?
GRAZIE
archspf :
Difficilmente una veranda potrà essere considerata all'intento delle tolleranze che hanno a riguardo, piuttosto, lievi difformità di carattere prettamente costruttivo.
Inoltre affinché ciò possa essere verificato è necessario che la tolleranza sia rispettata da tutti i parametri edilizi congiuntamente (altezze, superfici, cubature ecc.).
In ogni caso la veranda genera modifica di prospetto che nel caso specifico è valutata più in termini "qualitativi" che "quantitativi".

In ordine generale il significato di rientrare nel limite fissato dall'art. 34-bis sta nel considerare legittimi gli interventi con tali difformità (o meglio non sono considerate tali).

La stima dei costi dipende dalle soggezioni locali (legge regionale in primis): io mi preoccuperei piuttosto della fattibilità, che nel 90% dei casi come questo non è mai positiva.
Concludo con una battuta: il primo che trova un edificio che ha cubatura residua mi faccia un fischio ;-)
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