due pratiche e SAL 110 di giugno

messaggio inserito lunedì 14 febbraio 2022 da gqa

gqa : [post n° 457298]

due pratiche e SAL 110 di giugno

Buongiorno a tutti. Dato per assodato che il SAL del 30% dei lavori eseguiti entro giugno è riferito all'intero intervento, mi chiedo come devo comportarmi nel caso di due pratiche distinte riguardanti interventi diversi sullo stesso immobile. Nel caso in questione c'è una ristrutturazione edilizia autorizzata tramite SCIA, che prevede un ampliamento e rifacimento del tetto e in parallelo ci sono interventi di efficientamento energetico sull'involucro oggetto di CILA-S.
Essendoci due pratiche posso considerarle indipendenti o il SAL dovrà considerare i lavori di entrambe? Grazie
archspf :
Bisogna considerare l'importo totale.
gqa :
Grazie archspf. Importo totale dei lavori in corso sull'immobile, nonostante i lavori oggetto di SCIA siano indipendenti dall'efficientamento energetico?
archspf :
Si vedano le Faq e gli ultimi interpelli dell'ADE.
desnip :
Scusa, ma il cantiere è unico? Se sì, come fai a distinguere gli interventi solo perchè, per una nuova norma, c'è l'obbligo di fare una pratica a parte (Cila-S)?
ArchiFish :
E se, invece, i cantieri e le opere fossero completamente disgiunti?
La CILA e la SCIA hanno durate temporanee potenzialmente illimitate (rinnovando i termini e/o inoltrando fine lavori parziali), ragione per cui la committenza potrebbe riservarsi di svolgere le opere a step ed ultimarle secondo disponibilità economica, senza l'ansia di rientrare nelle scadenza del superbonus.
Se su un immobile fosse efficace da mesi ed antecedente ai chiarimenti dell'AdE, un titolo edilizio per cui i lavori inizieranno in maniera differita a superbonus ultimato (magari con imprese ancora da individuare ed in attesa di provvedimenti autorizzativi da parte, ad esempio, della soprintendenza o dall'agenzia per l'ambiente), faccio davvero fatica a comprendere come l'AdE possa imporre un avanzamento lavori del 30% per un intervento di cui ancora non si conosce la data di inizio lavori e per cui la fine lavori non è definibile. Intervento sul quale, tra le altre cose, l'AdE non ha alcun diritto "legislativo" o d'opinione. Ragionando con la sessa logica, si potrebbe giungere alla assurda conclusione che si sia costretti anche ad ultimare le opere, che magari richiedono anni, entro il termine di dicembre 2022 (nel caso delle unifamiliari).
archspf :
@ArchiFish, ragioni del tutto condivisibili. Purtroppo l'ADE è stata piuttosto chiara nel definire che il 30% dei Lavori (non SAL ai fini della cessione) si debba riferire all'intervento complessivo.
desnip :
Scusa Archifish ma se gli interventi si svolgono distintamente, in tempi diversi, non sono un "intervento complessivo". La questione non si pone in questo caso, ma quando ci sono CONTEMPORANEAMENTE più tipologie di opere.
gqa :
Mi chiedo cosa succederebbe al momento in cui si presentasse una pratica per dei lavori no 110 sullo stesso immobile a ridosso di fine giugno, ritrovandosi ad "alzare" l'importo dell'intervento di efficientamento energetico in corso, oppure una variante in corso d'opera di una pratica già in corso. Già vedo il picco di varianti depositate a luglio.
archspf :
Per come è stata fatta (male) la norma, potrebbero pure intendere le varianti come tentativo di elusione del limite del 30%.
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