Giovanni

messaggio inserito sabato 9 luglio 2022 da Giava

Giava : [post n° 462986]

Giovanni

Acquistato nel 2004 monolocale più seminterrato per complessivi mq.32,00 con atto notarile. Nel 1985 era stato presentato dal vecchio proprietario condono per mq.9,00 (legge 47/85) non mai definito dal Comune.
Sempre nel 2004 il Comune rilascia autorizzazione Paesistica e successiva D.I.A. per lavori di ristrutturazione interna/esterna comportanti sostanziali demolizioni e rifacimenti secondo il progetto, quindi a fine lavori rilascia l'Abitabilità. Ora dovendo vendere il notaio richiede al Comune la definizione del condono non conoscendo i suddetti lavori. Il Comune risponde che per definire il condono occorrono le foto attuali delle opere oggetto del condono (non più chiaramente producibili in seguito alla ristrutturazione) nonchè i vari contributi e oneri. Che fare ?
archspf :
Incaricare un tecnico. la situazione è più complessa di quella rappresentata e comunque impossibile da definire con modalità diversa da un incarico: non si tratta di dare una informazione o una opinione ancorché professionale.
Giava :
Se il Comune non si è mai preoccupato dopo quasi 40 anni di definire un condono, ma rilasciando autorizzazioni paesaggistiche e autorizzando lavori di ristrutturazione senza verificare che c'era in corso un condono la colpa di chi è ? Non c'è la prescrizione ?
Adam Richman :
Molti Comuni hanno condoni dell'85 (e successivi) ancora in sospeso. Solitamente li riprendiamo in mano quando è il proprietario a chiederlo, raramente lo facciamo di nostra iniziativa poiché sopraffatti da altre incombenze più urgenti e recenti. Tieni presente che da alcuni anni i Comuni (ma anche i notai, i periti delle banche, ecc.) sono molto più fiscali sulla correttezza delle procedure edilizie rispetto ad un tempo, e spesso saltano fuori magagne risalenti a decenni fa, quando professionisti e tecnici comunali erano molto meno attenti ai dettagli. Di fatto nei decenni scorsi si faceva i furbi mentre oggi c'è molto più rigore; e per le furbate del passato mai regolarizzate non mi risulta che ci sia prescrizione. E sul fattore "colpa" non escluderei i proprietari (passati e attuali) che vogliono sempre risparmiare e poi fanno i finti tonti quando escono i problemi.
archspf :
Il reato di abuso edilizio non si prescrive mai.
Inoltre, qualunque titolo successivo, richiesto od autorizzato sulla base di uno stato di fatto illegittimo o irregolare è punibile penalmente per falsa attestazione (committente), falso ideologico in atti (tecnico) e prevede l'annullabilità del titolo medesimo per mancanza dei presupposti oggettivi al suo rilascio (ente) o al suo consolidarsi.
Sul possibile vizio del provvedimento amministrativo sorvolo per inidoneità della sede.
www.gazzettaamministrativa.it/servizicu/bancadatigari/viewnews/ae06f…
Semola82 :
Ciao!
quando completi l'inserimento dei dati clicchi su "esporta" o "salva con nome"???
ti linko un tutorial specifico per il tuo caso...https://www.youtube.com/watch?v=0c86QD049mc&list=UUa8-SN1HatKNhnNnz8…
Avvisami quando qualcuno risponde
Non mandarmi più avvisi

Se vuoi essere avvisato quando qualcuno interviene in questa discussione, indica un nome e il tuo indirizzo e-mail.