decisione difficile

messaggio inserito mercoledì 4 maggio 2005 da ilaria

ilaria : [post n° 49412]

decisione difficile

So che ne avete parlato molte volte ma io non ho ancora le idee chiare.
so anche che dovrei andare all'agenzia delle entrate a farmi dare qualche informazione ma se intanto mi potete dare un consiglio...

Sono iscritta all'ordine e sono retribuita come prestazione occasionale con ritenuta d'acconto (prendo 1200 euro lorde al mese).
Sto per superare le 5000 euro massime consentite all'anno e devo decidere se aprire p.iva o fare un contratto a progetto.
Ho avuto pareri contrastanti. C'è chi mi dice che è meglio aprire la p.iva perchè anche se pago più tasse almeno prima o poi arriverò alla pensione.
Altri mi consigliano il contratto a progetto ma questo non mi permetterebbe poi di aprire la p.iva agevolata...
Non so proprio che fare. Poi penso che se tutti la aprono un motivo ci sarà...non abbiamo alternativa?
alinger :
se il tuo lavoro ha una continuità non puoi evitare di aprire p.iva. Circa la "convenienza" ad aprirla ai fini pensionistici sarei meno ottimista (se il tuo fatturato è basso l'inarcassa vuole cmq un minimo stabilito, mi pare quasi 1500€ all'anno, e per chi come te guadagna 1200€/mese lorde non mi sembra poco!)
saluti
Angy :
Più precisamente 576 euro all'anno di minimo Inarcassa, perchè per i primi tre anni i contributi minimi sono ridotti ad un terzo.

Angy
alinger :
...mi hai praticamente detto che il mio fiscalista ha sbagliato i conti (e non sarebbe la prima volta)!!!!
Cmq ricordavo quasi 1500€, ma sono certo che tu non sbagli.
ciao
laurark :
la pensione è prevista con inarcassa dopo 30 anni di contributi e viene calcolata sull'imponibile di tutti i 30 anni.
per iscritti prima dell' 81 invece erano 20 anni e si calcolava la pensione solo sugli ultimi 10.

chi ti ha dato il consiglio potrebbe non essere aggiornato: se non fatturi molto non so se vale la pena come pensione.
fatti bene anche questi conti: sullo statuto di inarcassa c'è specificato, scaricalo dal sito!
Angy :
Scusa, non volevo mettere in discussione le tue cifre... è che le ho pagate in prima persona e ahimè me le ricordo molto bene!! ;-) (forse differiscono proprio perchè si tratta di una riduzione dei soli primi tre anni).

Ciao
ilaria :
anch'io vorrei evitare di aprirla...ma che alternative ho???
Come si può essere retribuiti altrimenti???
Grazie a chiunque abbia qualche consiglio
laurark :
mettiti lì con calma e fai i conti di cosa spendi in un caso e nell'altro poi leggiti lo statuto di inarcassa che puoi scaricare dal sito e vedi cosa ti offre insarcassa (30 anni di contriubuzione e compenso calcolato sui redditi dei 30 anni...)
poi decidi.
ogni caso fa a se...
Ronin :
quando si prendono decisioni come queste, secondo me bisognerebbe avere il coraggio di pensare anche un po' al futuro, e non solo ai prossimi 5 minuti.
Che carriera lavorativa pensi di intraprendere? Pensi di metterti in proprio un giorno, o di continuare come dipendente?
Se la risposta è la prima, apri la partita iva e comincia a versare contributi a Inarcassa (che poi riscattare/convertire gli anni è una tragedia), anche se magari i primi anni ci rimetti qualche euro.
dottore commercialista per voi :
Scusatemi, sono capitato per caso e ho letto questo annuncio. Sono un dottore commercialista e curo anche un paio di architetti (tra cui anche un Vostro prof......).
La partita Iva non è un numero al lotto, e prima di aprirla occorre avere le idee chiare.
Mi piace quello che dice l'amico col nick "guarda avanti": il lavoro a progetto, le prestazioni occasionali, sono tutti escamotage che ormai lasciano il tempo che trovano. Se non si riesce ad ottenere un inquadramento stabile, del tipo lavoro a tempo indeterminato, la partita Iva è necessaria, ma comporta la forma mentis di pagare Imposte, Iva e contributi secondo regolari scadenze. Non può dirsi brutalmente che l'Inarcassa è di tot, poiché dipende dai singoli casi di ognuno, per cui le cifre sono assolutamente variabili, e difendo il mio collega che ha dato delle cifre...
In ogni caso, sia le prestazioni occasionali che mascherano altri tipi di contratti di lavoro, sia il lavoro a progetto, impone comunque l'apertura di una gestione separata presso l'Inps, per cui, altri contributi da pagare.
Per ogni altra informazione, spero mi contatterete.
ilaria :
ho anche trovato il dottore commercialista.
Quindi tu mi sconsigli il contratto a progetto e sei d'accordo con Ronin che mi dice di guardare avanti?
Perchè comunque se non pago l'Inarcassa devo pagare l'Inps...
e quindi visto che l'idea (forse un giorno lontano o forse no) è quella della libera professione tanto vale aprirla subito!
Quello che però vorrei chiederti è questo:
Se io voglio che mi rimangano nette 1000 euro al mese quanto devo chiedere con p.iva agevolata?
Grazie mille per la consulenza.
Ilaria
Angy :
Le cifre precise relative ai contributi Inarcassa date in modo " brutale", (!!!) sono facilmente consultabili dal sito dell' Ente, e costituiscono, appunto, un minimo fisso (e non variabile) per chi è iscritto nei primi tre anni e non fattura, ovviamente, più di una certa cifra (che ora non ricordo). Nè io nè Alinger, suppongo, ci permetteremmo mai di dare cifre precise se non supportate da dati reali. Con questo intervento si voleva far chiarezza sui possibili scenari futuri di Ilaria, che ha bisogno di cifre per farsi un'idea il più chiara possibile di ciò che l'aspetta, senza nulla togliere alla categoria dei commercialisti (per carità lungi da me).

Angy

futuro incerto :
Vorrei che il commercialista si rendesse contattabile...
Ho molte domande per lui, dato che lavoro con contratto "escamotage" già da due anni e sento che i miei contributi stanno andando in fumo (irrecuperabili, inconvertibili, temo).
A volte mi sembra di lavorare in nero.
Mi hanno detto che se apro la partita IVA dovrò pagare il doppio di tasse il primo anno: quelle relative all'anno appena trascorso e l'anticipo per l'anno successivo.
Ma come si fa ad iniziare così? Strangolati da subito?
Aggiungiamo anche che ormai non posso più chiedere la p.iva agevolata, avendo ormai un "trascorso" di collaborazione.
La forma mentis non mi manca: sono i soldi che mancano.
alinger :
come giustamente ha chiarito angy è ovvio che i contributi inarcassa siano variabili dipendenti dal fatturato, tuttavia nel caso di ilaria (e di tanti colleghi) inarcassa vorrà cmq un minimo INDIPENDENTEMENTE dal fatturato. Questo minimo è di € 576 (e non come avevo erroneamente detto io di € 1500).
Cmq ben venuto a un commercialista tra noi, avremo senz'altro tante altre domande per te in futuro.
saluti
dottore commercialista per voi :
La notizia che hai avuto purtroppo è vera: il primo anno di dichiarazione dei redditi si deve pagare tutto il saldo per il 2004, per esempio, e il 40% di circa il totale delle IMposte da pagare per il 2005, in acconto. La sensazione è quella per l'appunto, di pagare il doppio delle Imposte. Mi meraviglio però del fatto che finora tu non abbia presentato alcuna dichiarazione dei redditi... sei forse in nero?
dottore commercialista per voi :
Se volete continuare a chiedermi consigli sempre più specifici, contattatemi all'indirizzo: email
futuro incerto :
Non ho detto, infatti, di non aver presentato dichiarazioni.
Non sono in nero ma, ripeto, lavoro con un contratto di collaborazione che non è altro che un escamotage per mascherare un lavoro da dipendente subordinato. Se fossi dipendente, però godrei di diritti che ora non ho affatto.
DI FATTO, tuttavia, io sono dipendente!
Sul contratto scrivono che dovrei occuparmi solo di un progetto, ed è solo in virtù di questa limitazione che è possibile l'agevolazione della non-assunzione a tempo indeterminato (agevolazione valida solo per il capo!)
Ovviamente io non mi occupo solo di un progetto! Ma chi farebbe causa al datore di lavoro per vedersi riconosciuta l'assunzione a cui si ha diritto? Non io.
Per quanto riguarda tasse e contributi: vengono pagati dal datore di lavoro, io ricevo il netto in busta paga.
Le tasse sono "a fondo perduto".
I contributi... pure!!!
Vanno alla "Gestione Separata INPS", non recuperabili nel momento in cui mi dovessi iscrivere all'INPS dei dipendenti oppure all'Inarcassa. Quello è il fondo dei lavoratori autonomi... ma -lo sappiamo tutti- un autonomo architetto deve riferirsi all'Inarcassa, presto o tardi.
Altrimenti fa il dipendente a vita, ma i suoi contributi devono andare al fondo INPS dei dipendenti... Così da avere una degna pensione (forse un giorno) e, nell'immediato, malattia pagata e cose così. Si chiama previdenza, no?
I collaboratori non hanno stracci di indennità per malattia e maternità, non hanno liquidazione, non sono tutelati minimamente.
Ma è tutto "regolare", non in nero.
E' scandaloso.
L'Inarcassa è di certo una strada più coerente e sicura.
Peccato che non ho i soldi per dare un acconto sulle tasse prossime venture!
Vabbè pagare in proporzione al reddito già incamerato, ma anticipare anche il futuro no!!
amico :
Mi dispiace per ciò che dici. Se ti può consolare, se superi i 5 anni di contributi alla gestione separata Inps, non dovresti perderli...
Comunque Inarcassa è una brutta bestia: una delle casse di previdenza più ottuse che abbia mai visto.
dottore commercialista per voi :
Dopo un po' di tempo ce l'ho fatta a dedicarmi a voi!!! Scusatemi ma le consegne dei bilanci mi hanno tenuto impegnato. Allora, la nostra amica architetto che vuole netti 1000 euro al mese, dovrebbe dichiarare un reddito professionale netto pari a circa 16000 euro annui. Ho anche tenuto conto dei contributi che verserebbe all'Inarcassa, poiché al di sotto dei 35 anni di età e per tre anni la vostra Cassa chiede dei contributi minimi ridotti (quest'anno è un terzo di 1.135) e comunque il 10% del reddito (o il 5% se siete più giovani di 35 anni). Ho parlato di reddito professionale, quindi di reddito da lavoro autonomo, mentre per reddito di lavoratore dipendente ci sono altre situazioni. Fatemi sapere se vi interessano pure quelle. Vi saluto.
ilaria :
16000 euro annui netti o lordi?
Grazie ancora!
dottore commercialista per voi :
I 16000 euro sono naturalmente lordi. Ci sono infatti imposte e addizionali per un totale di circa 3000 euro, ma ho tenuto conto anche delle possibili deduzioni. Tieni presente che non si tratta di un conteggio definitivo e permanente. Qualora sorgessero altre condizioni (es. compri casa ecc.), alcune cose cambieranno. Fammi sapere e in bocca al lupo per tutto. Scrivimi all'indirizzo email
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