Stella : [post n° 499838]
Decreto Salva casa - volumi in zona vincolata possono essere sanati?
Buon pomeriggio a tutti. Vorrei conferma da voi sulla mia interpretazione della nuova normativa sul decreto salva casa. Se ho un immobile in zona vincolata paesaggisticamente sul quale è stato realizzato abusivamente un volume, tramite articolo 36 bis posso sanarlo solo se è conforme alla normativa urbanistica ed edilizia vigente oggi. Ovviamente previa compatibilità paesaggistica. Giusto? Se invece si tratta di un volume staccato dal fabbricato, come ad esempio una legnaia, in quel caso non è applicabile l'articolo 36 bis (potrebbe essere considerato come una nuova costruzione a tutti gli effetti)? Quindi non è sanabile?
Grazie mille Sergio. Quindi a quanto ho capito il discorso vale solo nel caso in cui si tratti di volumi che fanno parte del fabbricato legittimamente assentito, in modo da risultare difformità parziale dal titolo originario. In caso di pertinenza staccata dall'abitazione principale si tratta invece di totale difformità, giusto? Perché in quel caso la costruzione risulta a sé stante e quindi completamente priva di titolo edilizio, dico bene?
Ma se ho un caso in cui, un locale commerciale sempre in ambito vincolato, le quote esterne dei muri perimetrali sono conformi a quelle della ultima variante ma non hanno mai adattato la grafica dell'elaborato grafico?
Per cui disegnato ora col pc sembrerebbe un immobile diverso da quello autorizzato...
Mi hanno sempre insegnato che fanno fede le quote indicate.
E, secondo aspetto, la S.U del locale è nella realtà maggiore di 3 mq rispetto la CE di riferimento (immagino sempre legata alla imprecisione degli strumenti di disegno e calcolo di 36 anni fà circa, considerati anche i muri completamente fuori squadra tra loro).
Questo locale va sanato per via di difformità di 2 aperture difformi su prospetto interno e marginale, nel senso che sono nell'angolo del fabbricato (sono più grandi in altezza di 20 cm ma col medesimo allineamento rispetto le autorizzate e rispetto le altre aperture esistenti sul fronte)..
Nella paesaggistica in sanatoria, indico o non indico che c'è un minimo di aumento di Superficie del locale commerciale, pur all'interno di un volume e sagoma che non sono stati modificati ma sono conformi all'autorizzato???
Questa è bella vero...
Per cui disegnato ora col pc sembrerebbe un immobile diverso da quello autorizzato...
Mi hanno sempre insegnato che fanno fede le quote indicate.
E, secondo aspetto, la S.U del locale è nella realtà maggiore di 3 mq rispetto la CE di riferimento (immagino sempre legata alla imprecisione degli strumenti di disegno e calcolo di 36 anni fà circa, considerati anche i muri completamente fuori squadra tra loro).
Questo locale va sanato per via di difformità di 2 aperture difformi su prospetto interno e marginale, nel senso che sono nell'angolo del fabbricato (sono più grandi in altezza di 20 cm ma col medesimo allineamento rispetto le autorizzate e rispetto le altre aperture esistenti sul fronte)..
Nella paesaggistica in sanatoria, indico o non indico che c'è un minimo di aumento di Superficie del locale commerciale, pur all'interno di un volume e sagoma che non sono stati modificati ma sono conformi all'autorizzato???
Questa è bella vero...
@paola2: io chiamerei in causa gli "errori materiali di rappresentazione progettuale" enumerati nelle tolleranze costruttive, descrivendo la differenza tra ellaborato grafico e realizzato ma spiegando le circostanze. Se la superifice non è aumentata di fatto, non c'è nulla da sanare.
La pratica di accertamento di compatibilità paesistica la deve fare comunque per via delle aperture leggermente più grandi (allineate alle altre e nella stessa medesima posizione, ma più alte di 20 cm).
Ma in questa pratica, che è parallela alla Scia in sanatoria, devo dichiarare se c'è aumento o meno della S.U......
Ma in questa pratica, che è parallela alla Scia in sanatoria, devo dichiarare se c'è aumento o meno della S.U......
Intendevo questo: se ci sono aspetti da sanare devono essere sanati, ma se ci sono errori che con ragionevole certezza sono attribuibili a un'errata rappresentazione dello stato dei luoghi, non devono rientrare nel novero delle opere da sanare - come mi sembra di aver capito sia quella superficie aggiuntiva. Essere precisi è una cosa, ma cadere nel paradosso di sanare una cosa effettivamente mai eseguita è contro il senso comune
Concordo.
Il rischio è di arrivare al paradosso.
Non c'è stato ampliamento del fabbricato ma la S.U. calcolata da me è maggiore di quella scritta sulla CE in variante per l'ampliamento.
Ragionevolmente per la errata rappresentazione grafica ma potrebbe pure essere che abbiano ,dimenticato di aggiornare i dati della S.U interna?
Del resto la S.U maggiore può essere giustificata anche da una diversa distribuzione interna e da muri interni con minore spessore..
Ma in entrambe le pratiche devo specificare che la S.U è maggiore seppure con la specifica che gli errori sono attribuibili ad una errata rappresentazione grafica e non ad un effettivo ampliamento di volume o sagoma??
Cioè, anche nella Istanza di compatibilità paesistica?
Non vorrei andare a complicare per forza le cose... visto che c'è di mezzo un passaggio in Soprintendenza..
Datemi qualche consiglio su come procedere.
Perchè ammetto che la pratica si presenta scivolosa...
Altra cosa:
Mi chiedo però se la effettiva S.U. maggiore di quei pochi metri quadrati possa determinare un incremento del VV dell'immobile.
Dovrò aggiornare anche la scheda catastale, per esatta rappresentazione grafica, e lì dovrò inserire la corretta superficie..
Continuo a ritenere che questa materia sia scivolosissima....
Il rischio è di arrivare al paradosso.
Non c'è stato ampliamento del fabbricato ma la S.U. calcolata da me è maggiore di quella scritta sulla CE in variante per l'ampliamento.
Ragionevolmente per la errata rappresentazione grafica ma potrebbe pure essere che abbiano ,dimenticato di aggiornare i dati della S.U interna?
Del resto la S.U maggiore può essere giustificata anche da una diversa distribuzione interna e da muri interni con minore spessore..
Ma in entrambe le pratiche devo specificare che la S.U è maggiore seppure con la specifica che gli errori sono attribuibili ad una errata rappresentazione grafica e non ad un effettivo ampliamento di volume o sagoma??
Cioè, anche nella Istanza di compatibilità paesistica?
Non vorrei andare a complicare per forza le cose... visto che c'è di mezzo un passaggio in Soprintendenza..
Datemi qualche consiglio su come procedere.
Perchè ammetto che la pratica si presenta scivolosa...
Altra cosa:
Mi chiedo però se la effettiva S.U. maggiore di quei pochi metri quadrati possa determinare un incremento del VV dell'immobile.
Dovrò aggiornare anche la scheda catastale, per esatta rappresentazione grafica, e lì dovrò inserire la corretta superficie..
Continuo a ritenere che questa materia sia scivolosissima....