Buonasera colleghi,
vorrei un vostro parere su un caso di cambio di destinazione d’uso che sta generando interpretazioni contrastanti con l’ufficio tecnico.
Sto seguendo un intervento che prevede il passaggio da locale a destinazione “dirigenziale” (cat. D – ex banca) a struttura ricettiva di tipo affittacamere (5 posti letto).
A mio avviso, trattandosi di un passaggio verso una funzione con minore carico urbanistico, gli oneri dovrebbero essere calcolati con criterio differenziale, come indicato anche da diverse pronunce del TAR.
Il Comune, invece, richiede il pagamento degli oneri in misura piena, applicando la normativa senza considerare la differenza tra le due destinazioni.
Vi chiedo:
• avete esperienze simili su cambi d’uso con riduzione del carico urbanistico?
• ritenete corretto applicare il criterio differenziale in questi casi?
• come avete eventualmente gestito il confronto con l’ufficio tecnico quando non condivide questa impostazione?
Grazie a chi vorrà condividere la propria esperienza o eventuali riferimenti normativi/giurisprudenziali.
Fai il doppio calcolo, quello "virtuale" di quanto avresti come banca e quello effettivo di quanto come affittacamere (immagino residenziale o alberghiero) e fai la differenza
Oneri = Oneri Residenziale - Oneri Banca = Oneri da versare
Oneri = Oneri Residenziale - Oneri Banca = Oneri da versare