sto lavorando a un progetto di treehouse sospeso tra gli alberi pensato come spazio abitabile immersivo per l’ospitalità in natura.
L’intenzione non è quella di “costruire su” o “appoggiare a” gli alberi, ma di instaurare una relazione di coesistenza: una struttura leggera, organica, che si inserisce nella chioma e cerca di dialogare con la morfologia e il movimento degli alberi stessi.
Il volume assume una forma avvolgente, quasi protettiva, che richiama l’idea del nido. L’obiettivo è generare uno spazio raccolto ma aperto sul paesaggio, in cui la soglia tra interno ed esterno diventi fluida e l’esperienza dell’abitare si fonda con quella del bosco.
Mi interessa particolarmente confrontarmi su alcuni aspetti:
Come leggete la relazione tra forma organica e struttura sospesa? Ritenete che questa scelta possa generare una qualità spaziale autentica o rischi di risultare troppo “scenografica”?
Quali strategie progettuali vi sembrano più efficaci per far dialogare un volume sospeso con gli alberi senza ridurli a meri supporti strutturali?
Come bilanciare la necessità di protezione e comfort con la volontà di mantenere una forte permeabilità verso il paesaggio?
Avete esperienze o riferimenti di progetti in cui l’architettura riesce a stare “tra” gli alberi in modo credibile e non invasivo?
Sono interessato a qualsiasi osservazione critica, lettura dello spazio o suggerimento sul linguaggio architettonico.
Grazie a chi vorrà intervenire.
io la cappana sull'albero di mia figlia ho dovuto "appaggiarla al" larice di turno.
se vuoi ti mando una foto ... ha anche le tendine di pizzo alle finestre...però non è abitabile...
se vuoi ti mando una foto ... ha anche le tendine di pizzo alle finestre...però non è abitabile...
Ciao, sei uno studente, stai facendo un concorso di idee o il progetto è effettivamente indirizzato a realizzazione?
Se costruisci qualcosa dei mezzi devono poterci arrivare per portare i materiali.
Spazi di manovra in base al tipo di mezzi impiegati.
Gli edifici hanno delle fondazioni, si fanno degli scavi che hanno certi ingombri aggiuntivi all'area di sedime dell'edificio, quindi ci sono distanze da tenere se si vogliono conservare degli alberi (l'albero ha delle radici, non è un punto cartesiano).
Suggerisco di riproporre lo stesso tema a uno strutturista, in particolare "gli alberi senza ridurli a meri supporti strutturali", giusto per vedere come reagisce.
Poi ci sono le normative
Spazi di manovra in base al tipo di mezzi impiegati.
Gli edifici hanno delle fondazioni, si fanno degli scavi che hanno certi ingombri aggiuntivi all'area di sedime dell'edificio, quindi ci sono distanze da tenere se si vogliono conservare degli alberi (l'albero ha delle radici, non è un punto cartesiano).
Suggerisco di riproporre lo stesso tema a uno strutturista, in particolare "gli alberi senza ridurli a meri supporti strutturali", giusto per vedere come reagisce.
Poi ci sono le normative