lavori in economia

messaggio inserito martedì 10 gennaio 2006 da fede

fede : [post n° 70446]

lavori in economia

Ho un problema tecnico-deontologico. devo presentare una DIA per la ristrutturazione di un appartamento.il mio cliente si è fatto fare un preventivo da un'impresa seria e con tutto in regola (durc compreso) e un'altro da un operaio straniero che avrebbe i suoi uomini ma che non è in regola a livello fiscale e non è iscritto a nessuna cassa edile., che però gli farebbe risparmiare un sacco di soldi. Quindi dovrebbe dichiarare di voler fare i lavori in economia. Il progetto prevede però lavori di demolizione dei tramezzi, rifacimento di impianti e lo spostamento di servizi sanitari. Il tecnico del municipio di appartenenza mi ha detto che per lavori in economia o in proprio si intendono piccoli interventi molto minori di quelli previsti dal progetto, e che quindi il committente deve chiamare un'impresa che rilasci il durc. Cosa mi dite di consigliare al mio cliente che chiaramente vuole risparmiare il più possisile? In che modo può intervenire l'ufficio tecnico se incontrasse discrepanza fra l'entità del progetto e la dicitura "lavori in economia". Che rischi corre il mio cliente e il sottoscritto che gli firma il progetto? Io sono per fargli fare comunque tutto in regola anche per avere più garanzie sul risultato finale dei lavori...che ne dite?grazie in anticipo per i consigli
lorenzo :
primo punto: come ti ha detto l'ufficio tecnico i lavori in economia sono per lavori di modesta entità; per lavori, ad esempio, in cui si necessita di certificazione (ad es. la 46/90), ma io dico in tutti i lavori, è necessaria un'impresa abilitata e regolare. Se il committente nella domanda dichiara di voler fare lavori in economia e nella tua relazione tecnica dici, ad esempio, di dover rifare l'impianto elettrico, la dia ti viene respinta.
secondo punto: noi architetti non siamo schiavi del committente; visto che rischiamo grosso sulle dichiarazioni e gli elaborati che diciamo, non vedo perchè dobbiamo far risparmiare il committente in barba alla sicurezza dei lavori, ma anche al ns codice deontologico. Poi da quanto so, il DL non può rilasciare la fine lavori se non è presente il durc e/o le certificazioni (46/90 ecc)
Andrea :
Lorenzo ha perfettamente ragione.
In più, se l'intervento di ristrutturazione è fatto in lombardia, ai sensi della L.R. 12/2005 devi indicare nella DIA l'impresa che effetua i lavori, che dovrà essere in regola con tutti contributi e l'iscrizione della Cassa Edile ed il titolare della stessa impresa deve firmare la Dia, pena l'invalidità della Dia medesima.
ciao e buona giornata
desnip :
Premesso che anche io dico: ma a noi che ce ne frega di far risparmiare il committente? pensiamo prima alle nostre responsabilità...
Detto questo, ti dico come fanno nel mio "ridente" paese: si trova un'impresa consenziente che ti firma la DIA; poi, passati i 30 giorni, e al momento di iniziare i lavori, la ditta si dimette per "improcrastinabili altri impegni sopraggiunti"; a quel punto i lavori te li fa chi vuoi tu perchè, visto che comunque con la DIA non bisogna comunicare l'inizio lavori, dal comune non si preoccupano di mandare a controllare...
fede :
e il durc? nel momento che la l'impresa "prestanome" si dimette, il comune non può richiedere il durc a quella che subentra?
lorenzo :
scusate ragazzi; questa è associazione a delinquere!
Queste cose si faranno pure, non lo metto in dubbio, ma vi prego un pò di contegno!!! Un professionista non può consigliare una cosa che va contro le leggi!
desnip :
infatti non sono io che consiglio di fare così (ci tengo a precisarlo). La mia è una riflessione amara su come vanno le cose intorno a me, e come agiscono gli altri e in che razza di jungla mi tocca lavorare.
Il tecnico onesto e morigerato come me è il "fesso" che ha poche committenze....
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