Reinventing cities, al via la call per Bologna con l'ex caserma Stamoto e Mattei 106

Un distretto a energia positiva in un'area privata; residenze e studentati nell'ex compendio militare

Al via il bando 2026 di Reinventing Cities, la competizione internazionale promossa dal network C40 "Cities Climate Leadership Group", che riunisce circa 100 tra le più grandi città del mondo per la realizzazione di azioni di contrasto alla crisi climatica. Bologna - in accordo con l'Agenzia del Demanio - candida l'ex caserma Stamoto.

Inoltre, per la prima volta in Italia viene proposto anche un sito interamente privato, ossia "Mattei 106", della società Editoriale Immobiliare, che ha manifestato al Comune il proprio interesse ad aderire alla call per acquisire proposte di rigenerazione urbana per una parte del proprio lotto industriale.

Come sempre, la call chiama a raccolta architetti, urbanisti, designer, sviluppatori, imprenditori, ambientalisti, start-up e gruppi di quartiere per progettare e sviluppare progetti urbani, che in risposta alle sfide climatiche, soddisfino le esigenze delle comunità locali e diventino punti di riferimento sostenibili per le città.

Oltre a prevedere architetti o urbanisti ed esperti ambientali, i team dovranno includere un costruttore, investitore o finanziatore con la capacità economica di mettere in atto il progetto. Inoltre, I team partecipanti sono incoraggiati a includere altri stakeholder, ad esempio responsabili di progetti creativi, start-up, accademici e associazioni di cittadini.

L'ex caserma Stamoto

L'ex caserma Stamoto si trova nella periferia orientale della città.

Il progetto di rigenerazione urbana si inserisce nel quadro delle strategie delineate nel Piano città degli immobili pubblici, firmato il 20 aprile 2026, ossia nell'accordo tra l'Agenzia del Demanio, il Comune di Bologna, la Regione Emilia-Romagna e l'Università di Bologna, che sancisce l'impegno al riuso del patrimonio immobiliare pubblico in risposta alle diverse vocazioni e ai fabbisogni della comunità, valorizzando l'identità storico culturale di Bologna, con una riqualificazione di beni volta ad offrire servizi rinnovati e luoghi di relazioni inclusivi. 

Per il sito dovrà essere realizzata una rigenerazione urbana a basso impatto ambientale e ad alto valore sociale, attraverso la densificazione o la ricostruzione. Il progetto dovrà contribuire, insieme ai processi di rigenerazione in corso nell'area circostante, a ricongiungere le parti attualmente frammentate della città e ad aumentare l'offerta abitativa, in particolare per alloggi universitari e residenze private.

Mattei 106

Situato nel distretto Roveri sud di Bologna, a circa 5 km dal centro storico, il complesso industriale di via Enrico Mattei 106 rappresenta uno dei più significativi siti di trasformazione urbana oggi disponibili nella città, posizionato in una zona strategica collegata con il resto della città metropolitana. L'area, storicamente dedicata a la stampa e alle attività direzionali del Gruppo Monrif, ospita tra le sue mura la sede de Il Resto del Carlino .

L'obiettivo è innescare uno sviluppo orientato al verde pubblico e alla dimensione comunitaria, integrando un mix di servizi e funzioni residenziali. L'intervento punta a rigenerare uno spazio oggi ampiamente sottoutilizzato, trasformandolo in un nuovo polo vitale.

I team sono invitati a sviluppare il progetto di  un quartiere misto, a destinazione prevalentemente residenziale a zero emissioni, con una quota di edilizia residenziale pubblica. Il programma dovrà prevedere la completa realizzazione delle dotazioni territoriali, l'integrazione di servizi di prossimità (salute, sport, cultura), commercio di vicinato e uffici, recuperando e valorizzando la Palazzina Uffici, individuata dallo strumento urbanistico come di interesse culturale e testimoniale del secondo Novecento (il progetto è di Enzo Zacchiroli). Lo sviluppo dovrà costituire un distretto a energia positiva. Si ricercano soluzioni innovative, ambiziose e replicabili, capaci di fare di quest'area un modello non solo per Bologna, ma scala globale, di rigenerazione urbana decarbonizzata e resiliente. 

Il proprietario intende cedere il sito al team vincitore tramite vendita. Il prezzo minimo del lotto industriale è 18 milioni euro, mentre la Palazzina Uffici è proposta in co-sviluppo.

Oltre a Bologna hanno aderito alla call 2026 anche Portugalete- Bilbao (Spagna) e Belo Horizonte (Brasile). 

Termine per l'invio delle manifestazioni di interesse:
lunedì 5 ottobre 2026, ore 14:00 

Tutte le informazioni sono disponibili
sul sito c40reinventingcities.org

Le date di scadenza visualizzate sono frutto di attività redazionale. Le uniche date ufficiali sono quelle contenute nel testo del bando e/o sul sito web di chi organizza o promuove il concorso. Controllarne sempre la validità presso l'Ente banditore.

pubblicato il: