“Attraverso lo specchio”: gli specchi dell’artista Alice Corbetta

Giochi prospettici di ombre proiettate che interagiscono con i riflessi di luce dello specchio

Di Chiara Mattavelli

Alice Corbetta, milanese di nascita, studia all’Accademia di Brera dove si diploma in pittura con Gottardo Ortelli. Affascinata dal mondo del tessile inizia la sua carriera disegnando collezioni di tessuti e tappeti contemporanei per aziende e studi della provincia di Como. Successivamente si specializza nella progettazione di mobili e oggetti, collaborando con alcuni studi d’architettura.

Dal 2007 vive in Toscana, dove si dedica maggiormente alla sua attività artistica e alla decorazione contemporanea nello spazio abitato, realizzando texture e superfici in cemento e resina.

Ogni complemento d’arredo è considerato come una piattaforma narrativa, attraverso cui far convergere diversi riferimenti intellettuali a opere letterarie o a correnti storico-artistiche, come il Movimento Moderno, la Bauhaus e la Poesia Visiva.

La particolare tecnica messa a punto da Alice assume il valore aggiunto dell’unicità sartoriale, tramando superfici in rilievo nell’essenza di un materiale contemporaneo. Sul rivestimento di una parete, di un mobile o di altri tipi di complementi la sua firma stilistica è inconfondibile: vi si ritrova la continua evoluzione della sua ricerca e della sua sensibilità artistica.

Come il progetto Attraverso lo specchio, presente presso lo showroom Spazio TID, che si compone di una serie di specchi decorati con un particolare tecnica fotografica dove i giochi prospettici delle ombre proiettate interagiscono con i riflessi di luce dello specchio.

Un gioco illusorio in cui l’immagine fotografica è la fissità di un paesaggio, immortalato in un istante, attraverso la quale lo spettatore entra in relazione riflettendosi in uno spazio sospeso che vive attraverso la memoria e il presente. I supporti delle cornici sono in legno rivestito con texture in microcemento e pigmenti metallici.

Come “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carrol, l’artista vuole entrare in una nuova dimensione, una dimensione oltre lo specchio, dove il tempo si congela in uno spazio riflesso attraverso le architetture d’ombre e le finestre di luce.

 

INFO: TID – The Interior Design

PHOTO: courtesy TID – The Interior Design

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