La prima volta di Rem Koolhaas. Da archistar a co-curatore della mostra "Sol Lewitt. Between the Lines" a Milano

Un ritorno agli anni '60 e '70 a New York per Rem Koolhaas, chiamato a curare - insieme a Francesco Stocchi, primo curatore non olandese del Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam - la mostra "Between the Lines" dedicata al padre dell'arte concettuale Sol LeWitt.

Milano, 17 novembre 2017 - 23 giugno 2018

mostre e convegni

Milano, 17 novembre 2017 - 23 giugno 2018

Sarà visitabile fino al 23 giugno 2018 "Sol LeWitt. Between The Lines"  la mostra - fresca di inaugurazione - organizzata dalla Fondazione Carriero di Milano in stretta collaborazione con l'Estate of Sol LeWitt e curata da Rem Koolhaas e Francesco Stocchi nel decennale dalla scomparsa dell'artista.

C'è sempre una prima volta, anche per i più grandi come Rem Koolhaas, che ha precisato come questo sia un progetto tutto suo, senza nessun tipo di coinvolgimento del suo studio OMA.

Pur non trattandosi della sua prima curatela (lo ricordiamo infatti a capo della Biennale di Venezia 2014), a 72 anni il più che celebre architetto olandese, oltre alla miriade di opere architettoniche realizzate, potrà vantare anche la partecipazione ad una delle più importanti mostre a cavallo tra la fine di quest'anno e il nuovo a venire.

La scelta di volere Koolhaas accanto a Stocchi - già curatore al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam - non è affatto casuale. I due hanno innanzitutto in comune l'Olanda e Milano, ormai una sorta di seconda casa per l'architetto olandese grazie al progetto della struttura della Fondazione Prada. Si è trattato però di una vera e propria sfida, nata dalla volontà di far interpretare a uno degli architetti che ha fondato la sua carriera su creatività e idea che la buona architettura possa cambiare i gesti quotidiani, il lavoro di un artista da sempre definito dalla critica come "privo di emozioni".  Il suo "sì" all'incarico - come spiegato in una recente intervista - deriva da una sorta di ritorno alle origini legato al periodo degli anni '60 e '70 newyorkesi, durante il quale, pur non avendo conosciuto LeWitt, aveva potuto sperimentare  di persona quel clima di cambiamento che l'artista statunitense è riuscito a trasmettere con i suoi lavori.

Sicuramente una bella prova per Koolhaas che, pur mantenendo sempre viva la sua anima di progettista, ha sottolineato l'interesse nell'analisi delle opere motivata dalla "diversità nascosta dietro ogni lavoro di LeWitt"e così felice dell'esperienza da dichiarare di essere già pronto per un'altra avventura espositiva.

Sol LeWitt, © fondazionecarriero.org

A partire dal titolo "Between the Lines", un "tra le linee" dalla duplice interpretazione, la mostra (composta da un nutrito corpus di opere che ripercorrono l'intero arco della carriera, dai celeberrimi Wall Drawings alle sculture come Complex Form e Hanging Structures, fino alla serie fotografica Autobiography 1980) partendo dalla peculiarità degli spazi della Fondazione si basa infatti su una nuova chiave di lettura volta a ripensare il rapporto tra opera d'arte e spazio ospitante, con l'obiettivo di annullare quella linea netta che da sempre divide architettura e storia dell'arte, in accordo con la filosofia dell'artista, più attento al processo di produzione che al prodotto finale.

Il parallelismo tra Sol LeWitt, padre dell'arte "concettuale", (termine da lui stesso coniato nel 1967 in un testo per la rivista Artforum dal titolo  "Paragraphs on Conceptual Art") e la figura dell'architetto lo si ritrova sin dall'importanza del concetto e del processo rispetto all'oggetto, ovvero, il compito dell'artista per LeWitt sarebbe quello della formulazione di un'idea, lasciando l'esecuzione a chiunque in grado di seguire le istruzioni stabilite. Un po' come l'architetto che, una volta definito il progetto, delegherà alla ditta, ritenuta idonea per caratteristiche e competenze, la realizzazione pratica di quanto ideato. 

Altro filo rosso che lega LeWitt al mondo dell'architettura è sicuramente la sua capacità di rimodellare lo spazio, a partire dall'aspetto ibrido delle sue opere, né sculture, né opere pittoriche e neppure strutture architettoniche, bensì "Structures", forme inserite nello spazio a metà tra la bidimensionalità e la tridimensionalità, caratterizzate da linearità e pulizia del segno, regolarità geometrica e possibilità di essere replicate fino a formare un vero e proprio pattern. Non si tratta di opere pensate per un ambiente, ma creazioni che lo attraversano, entrandovi in contatto e generando in questo modo uno spazio del tutto nuovo fatto di linee, cubi o altre forme geometriche nere e bianche, colorate, solide o aperte.

"Sol LeWitt. Between the Lines" invita a esplorare i confini dell'opera dell'artista rivedendone i suoi postulati nell'ottica di un'interpretazione in chiave nuova anche grazie all'occhio critico di una delle più grandi personalità contemporanee del mondo dell'architettura.

Sol LeWitt. Between the Lines

17 novembre 2017 - 23 giugno 2018 | Ingresso libero
Lunedì - Sabato dalle 11:00 alle 18:00. Chiuso la domenica 
Fondazione Carriero, Via Cino del Duca 4, Milano

Sol LeWitt Wall Drawing #1104 - 2003

Sol LeWitt Wall Drawing #51 - 1970

Nov 17
Jun 23

La prima volta di Rem Koolhaas. Da archistar a co-curatore della mostra "Sol Lewitt. Between the Lines" a Milano Fondazione Carriero, via Cino del Duca, 4 ? 2012 Milano

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