Open House Napoli. 10 tappe consigliate tra quelle ancora disponibili

Siti, itinerari e attività per i più piccoli

pubblicato il:

Napoli, 9-10 ottobre 2021

Giunge al termine Open House 2021: dopo Torino, Milano e Roma si scende ancora più a sud, alla volta dei luoghi nascosti e delle bellezze della città di Napoli.

Nato nel 2019 e giunto alla sua terza edizione, anche quest'anno, nelle giornate del 9 e 10 ottobre, Open House Napoli permetterà ai cittadini di scoprire architetture e tematiche del passato, del presente e del futuro della città.

Cosa vedere?

Purtroppo molti siti hanno già le prenotazioni esaurite.
Qui una selezione di proposte "per chi è arrivato troppo tardi"!

I SITI

1. CASA DEL PORTUALE - CULP

Calata della Marinella

foto: ©Valentina Solano

La Casa del Portuale, realizzata tra il 1968 e il 1980 da Aldo Loris Rossi si innesta nello skyline della città come simbolo del caos produttivo delle aree urbane dedicate alle attività marittime. I suoi profili spuntano tra i container, i silos e i binari della linea ferroviaria. L'edificio ha grandi superfici di cemento a faccia vista alternate a grandi vetrate. 

Strutturalmente è retto da dodici piloni che hanno anche una funzione distributiva: ispirati ai silos circostanti, si tratta di elementi cavi che contengono impianti tecnici e strutture di collegamento verticale.

I piani orizzontali della costruzione seguono uno sviluppo centrifugo complesso, andando in opposizione a tutte le regole compositive delle tendenze degli anni '70 e '80 dell'architettura italiana.

Oggi la Casa del Portuale è una icona dell'avanguardia napoletana e sempre più spesso la ritroviamo nella fotografia di serie tv e videoclip musicali contemporanei.

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2. CITTÀ DELLA SCIENZA

via Coroglio, 57

Situata nel quartiere Bagnoli, la Città della Scienza è il principale museo scientifico interattivo italiano e costituisce un'area di promozione e divulgazione della scienza gestita dalla Fondazione IDIS costituita agli inizi degli anni '90.

Il progetto della struttura è stato elaborato dallo studio di architettura Massimo Pica Ciamarra & Associati e inaugurato, solo in parte, nel 1996. 

Si tratta di una struttura multifunzionale dotata di un incubatore di imprese, un centro di formazione, un giardino didattico e un museo scientifico, quest'ultimo andato distrutto per un incendio nel 2013. In attesa della sua riapertura, nel frattempo è stata aperta al pubblico la sezione dedicata al mare, agli insetti e, dal 2017, Corporea (museo del corpo umano) ed il planetario. L'edificio, oltre ad essere sostenibile ed ecologico, è il risultato di un rapporto con la preesistenza, con il paesaggio costiero di Bagnoli e, richiamando i caratteri storici dell'architettura industriale, privilegia lo spazio centrale a grande altezza.

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3. COMPRENSORIO OLIVETTI

via Campi Flegrei 34, Pozzuoli

foto: ©Lucia Tardi

Il progetto venne realizzato nel 1953 da Luigi Cosenza che sfidando le direttive dettate dai tecnici dell'Olivetti disegnò un unico capannone rettangolare. Oggi, uscita di scena l'Olivetti, le officine continuano ad essere un luogo di ricerca e sviluppo produttivo ospitando ffici privati e sedi di enti dedicati alla mission scientifica quali il CNR e sedi distaccate delle università partenopee.

Il progetto parte dal nodo d'incrocio tra due bracci della fabbrica dove trovano spazio officina e locali montaggio. La fabbrica venne progettata rispettando l'orografia del luogo e in stretto rapporto con l'ambiente circostante, mediante un'apertura continua sull'esterno, sistemato con prati, giardini e laghetti da Pietro Porcinai, che divenne parte essenziale dell'architettura stessa.

La campata di solaio alta 7,50 e larga 15 m, è il modulo alla base dello sviluppo dei bracci. Anche l'inclinazione verso l'interno delle coperture permette alla luce esterna di pervadere l'ambiente interno lungo l'asse centrale delle officine, aperte sul paesaggio mozzafiato in cui è immersa la fabbrica. Le facciate sono disegnate dal ritmo dei pilastri e delle pensiline che si stagliano sulla griglia regolare delle vetrate. L'accesso sul fronte della Domiziana è costituito da un basso e lungo portico che segnala in modo discreto la presenza della fabbrica e consente di isolare maggiormente l'organismo architettonico nella vegetazione.

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4. PARCO DEI QUARTIERI SPAGNOLI (Ex Ospedale Militare)

vico Trinità delle Monache, 1

Situato in posizione urbanisticamente strategica tra la Città Alta e la Città Bassa, il complesso della Santissima Trinità delle Monache - Ex-Ospedale Militare si sviluppa su una superficie di 25.000 mq, di cui 16.000 mq sono giardini, corti interne e altri spazi aperti. Il monastero è stato fondato nel 1608 e nel 1808, con la soppressione dei monasteri, fu trasformato in Ospedale Militare, dismesso alla fine degli anni Novanta del Novecento. Attualmente solo alcune parti del complesso sono utilizzate.

Open House Napoli darà la possibilità di visitare gli spazi esterni del complesso con un focus specifico sulla conoscenza delle attività della CPQS e il Parco dei Quartieri Spagnoli, in 4 sezioni «Reinventare la Città», «Eventi», «Kids» e «Verde».

Info | Ingresso per ordine di arrivo

5. VILLA DORIA D'ANGRI

via Francesco Petrarca

La villa, ubicata su uno sperone tufaceo della collina di Posillipo, fu costruita per volere del principe Marcantonio Doria d'Angri, ultimo esponente di spicco della nobile famiglia di origine genovese.

All'interno di un vasto appezzamento di terreno, in parte ripido e scosceso, in parte dolcemente degradante lungo il crinale, la dimora di svago doveva avere un carattere aulico, consono al ruolo di prestigio che il principe rivestiva in quegli anni a corte. La proprietà dei Doria si estendeva lungo il crinale della collina e arrivava alla spiaggia di Mergellina con terrazzamenti di vigneti ed alberi da frutto. La tenuta, pervenuta alla nobile famiglia nel 1592 per donazione di Vittoria Carafa, fu trasformata da masseria in residenza principesca neoclassica per opera dell'architetto Bartolomeo Grasso e completata nel 1833.

Nel 1880 Villa Doria d'Angri ospitò per diversi mesi Richard Wagner. Qui il compositore tedesco continuò a lavorare alla sua ultima grande opera, il "Parsifal" e scrisse il libro autobiografico "La mia vita".

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I PERCORSI

1. PERCORSO BRUTALISMO A NAPOLI: IL II POLICLINICO

via Sergio Pansini 5

Il Secondo Policlinico (dal 2003 Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II), esempio napoletano annoverabile nella corrente del "brutalismo", venne realizzato tra il 1964 e il 1971 sulla base del concorso vinto dal gruppo di architetti guidati dal napoletano Carlo Cocchia, tra cui figuravano Cesare Blasi, Mario Boudet, Fabrizio Cocchia, Onorina Frazzi, Massimo Nunziata, Gabriele Padovano, Michele Pizzolorusso.

L'edificio presenta un modello a padiglioni multipiano più una serie di edifici amministrativi e destinati ad attività di ricerca, tra cui l'edificio direzionale con l'Aula Magna, l'Istituto di anatomia e istologia patologica e l'imponente e austera Torre Biologica, alta 74 metri e visibile da vari punti della città. 

Vennero adottate tecniche edilizie all'avanguardia, con un uso predominante del cemento armato faccia a vista.

Il percorso di visita si svolgerà all'interno dell'Azienda Ospedaliera Universitaria percorrendo i viali alberati del campus e visitando alcuni degli edifici più significativi di questo complesso, che rappresenta un capitolo importante e spesso dimenticato della storia urbanistica della città, emblema di un modo di concepire l'architettura e l'opera pubblica ormai superato, ma che presenta il fascino decadente delle utopie mai realizzate.

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2. LUOGHI COMUNI AL RIONE SANITÀ

Chiesa di Santa Maria della Sanità - Piazza Sanità 14

Il percorso si concentra su una serie di luoghi all'interno del Rione Sanità, oggetto di processi di riqualificazione partecipata, secondo quanto indicato dal Regolamento "Adotta una strada", approvato nel 2015 dal Comune di Napoli per favorire investimenti relativi alla progettazione partecipata e la cura degli spazi urbani.

L'intervento ha visto la collaborazione del gruppo di ricerca del DiARC e la Fondazione San Gennaro, coadiuvati dalla cooperativa Officina dei Talenti, che ha materialmente eseguito i lavori. Le tre aree sottoposte a riqualificazione sono Piazzetta San Severo a Capodimonte, Via Arena alla Sanità e Largo Vita, quest'ultimo individuato all'interno di un percorso commemorativo su Totò.

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3. RIVIERA DI CHIAIA TRA TERRA E MARE

piazza Vittoria, Ingresso della Villa Comunale

Il percorso si dispiega lungo la Riviera di Chiaia, attraversa la Villa Comunale e si proietta verso il paesaggio del golfo di Napoli. Le residenze affacciate su questa striscia di terra raccontano l'evoluzione di Chiaia, da antico borgo di pescatori sito fuori le mura della capitale a quartiere dell'alta borghesia nel cuore della città. I progetti che hanno costruito nel tempo il giardino pubblico di Napoli rappresentano la "scoperta" di uno dei paesaggi più felici della rappresentazione urbana e le aspettative moderne e contemporanee.

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PER I PIÙ PICCOLI

ARCHITETTURE IN MOSTRA [7-11 ANNI]

Largo Barsanti e Matteucci

Guidati da una planimetria i bambini andranno alla scoperta della Mostra d'Oltremare, per conoscere o ri-conoscere la sua storia, i suoi segreti, le sue bellezze. Insieme, sarà poi progettata una mostra fatta di architetture fantastiche nate dalle visioni e dalle suggestioni dei più piccoli.

Percorso di visita e laboratorio condotti da Francesca Di Domenico e Luisa Fatigati.

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2. COSTRUIAMO LA NOSTRA CITTÀ

Palazzo Sanfelice, via Sanità, 2

All'interno dello storico Palazzo Sanfelice i piccoli partecipanti al laboratorio costruiranno la loro città immaginaria attraverso giochi, esplorando il luogo, utilizzando colori e materiali di carta e daranno forma alla loro fantasia. Il racconto "La città dei bambini" sarà il tappeto sonoro per dar vita all'immaginazione della propria città ideale.

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PROGRAMMA COMPLETO

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ott 09
ott 10

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Napoli

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