Fotografi d'autore: al MAXXI il documentario su Mimmo e Francesco Jodice "Oltre il confine"

Proiezione · Intervengono Maria Emanuela Bruni e il regista Matteo Parisini

Un padre e un figlio, due sguardi sulla fotografia e una conversazione che diventa racconto poetico. Dopo la presentazione in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma, il documentario di Matteo Parisini "Oltre il confine: le immagini di Mimmo e Francesco Jodice" approda venerdì 27 febbraio 2026 all'Auditorium del MAXXI di Roma.

Il film ricostruisce, attraverso conversazioni, opere e materiali d'archivio (pubblici e privati), il profilo artistico dei due autori. Nel confronto generazionale emergono procedure distinte, ma anche una storia di famiglia e un comune posizionamento poetico di fronte alla realtà. Seduti allo stesso tavolo, nella casa di Mimmo a Posillipo, i protagonisti rivedono le immagini dell'uno e dell'altro, lasciando emergere due modi distinti di intendere la fotografia e il tempo.

La proiezione, alla presenza del regista e di Maria Emanuela Bruni, Presidente della Fondazione MAXXI, diventa anche occasione per ricordare la complessità della figura di Mimmo (Domenico) Jodice, scomparso il 27 ottobre 2025 all'età di 91 anni.

Il documentario è una produzione Ladoc e Jump Cut, sostenuto dalla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, e con il contributo di Film Commission Regione Campania e Fondazione di Modena, in collaborazione con Trentino Film Commission e Sky Arte.

Mimmo Jodice e l'arte di "perdersi a guardare"

"C'è una frase di Fernando Pessoa che ripeto spesso perché mi rappresenta: "Ma cosa stavo pensando prima di perdermi a guardare...?". Ecco la mia inclinazione naturale: perdermi a guardare, contemplare, immaginare, cercare visioni oltre la realtà." - Mimmo Jodice

Nato nel rione Sanità a Napoli nel 1934, Mimmo Jodice si avvicina alla fotografia alla fine degli anni Cinquanta dopo una formazione da autodidatta che incrocia arte, teatro e musica. Negli anni Sessanta frequenta l'ambiente dell'Accademia di Belle Arti di Napoli e avvia una sperimentazione precoce sui linguaggi della fotografia, intesa non come mezzo descrittivo ma come strumento espressivo.

Accanto alla ricerca formale, sviluppa un'attenzione costante ai temi del sociale - dalle indagini sul Mezzogiorno ai lavori legati alla città - che, nel passaggio agli anni Ottanta, si intreccia con un dialogo sempre più fitto con il mondo dell'architettura, attraverso collaborazioni e relazioni con figure come Vittorio Magnago Lampugnani, Italo Lupi, Pier Luigi Nicolin, Nicola Di Battista e Alvaro Siza.

Il 1983 segna un momento rilevante nella sua carriera. In quell'anno Cesare De Seta cura Capri, progetto commissionato dalla RAI a Jodice e a Luigi Ghirri, amico e compagno di strada conosciuto pochi anni prima. L'esperienza apre a nuove ipotesi di lettura del paesaggio contemporaneo in Italia e si inserisce nel clima culturale da cui nasceranno, l'anno successivo, la mostra e il catalogo Viaggio in Italia.

Parallelamente, si intensificano i dialoghi con il mondo dell'arte, l'interesse per l'archeologia e per il Mediterraneo e un percorso espositivo che lo conduce in musei e istituzioni internazionali. Docente di fotografia all'Accademia di Belle Arti di Napoli dal 1975 al 1994, Jodice ha costruito un'opera lunga oltre mezzo secolo, spesso riassunta da una formula che è anche un metodo: "perdersi a guardare", cioè contemplare e cercare visioni oltre la realtà.

L'opera fotografica come poesia civile di Francesco Jodice

Francesco Jodice nasce nel 1967 e si laurea in architettura nel 1996. Cresce in un ambiente attraversato dalla cultura delle immagini, ma si avvicina alla fotografia solo dopo gli studi, intorno ai 29 anni.

Se Mimmo Jodice ha avuto in Napoli un laboratorio costante, Francesco orienta la propria ricerca verso il paesaggio sociale contemporaneo e le sue trasformazioni. Il suo lavoro osserva i fenomeni antropologici urbani e i nuovi processi partecipativi, cercando un punto di contatto tra arte e geopolitica, presentando la pratica artistica come una forma di poesia civile.

In ambito didattico insegna nei programmi di Arti Visive e Studi Curatoriali e di Fotografia e Design Visivo presso la NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. È stato tra i fondatori dei collettivi Multiplicity e Zapruder, e le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche italiane e internazionali.

Negli anni ha esposto in importanti istituzioni internazionali, tra cui Tate Modern di Londra, Museo Nacional del Prado di Madrid, Fotomuseum Winterthur e Museu Nacional dos Coches di Lisbona. In Italia il suo lavoro è stato presentato, tra gli altri, al Castello di Rivoli, MAMbo di Bologna, a CAMERA Torino e al Museion di Bolzano. Ha inoltre partecipato a tre edizioni della Biennale di Architettura di Venezia (2003, 2006, 2010), consolidando la sua presenza multidisciplinare sulla scena artistica.

OLTRE IL CONFINE: LE IMMAGINI DI MIMMO E FRANCESCO JODICE
venerdì 27 febbraio 2026, ore 19

Dove: auditorium del Museo MAXXI,
via Guido Reni, 4a, Roma

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

+info: maxxi.art

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