"Un architetto nel cuore dei suoi allievi". È così che viene ricordato Mario Ridolfi, architetto e docente, da chi lo ha conosciuto come maestro.
L'Ordine degli Architetti di Roma, il 23 marzo, gli dedica un pomeriggio di studio per approfondire la duplice natura della sua eredità: quella del professionista rigoroso e quella del docente generoso. Al centro dell'incontro la domanda su quanto la lezione ridolfiana abbia ancora tanto da dire oggi: dal valore del disegno manuale come strumento di ricerca alla responsabilità civile dell'architetto verso la materia e la comunità.
Dopo gli interventi dedicati alla sua opera e al suo pensiero, la parola passerà ad alcuni dei suoi allievi più vicini, con le testimonianze dirette, tra ricordi e aneddoti al fianco del maestro. Tra gli ospiti anche Francesco Cellini, attuale Presidente Accademia Nazionale di San Luca, incarico ricoperto dallo stesso Ridolfi tra il 1977 e il 1978.
Mario Ridolfi
Romano, classe 1904, Ridolfi si laurea nel 1929 con il progetto per una Colonia Marina a Castel Fusano. Muove i primi passi professionali negli anni Trenta partecipando a numerosi concorsi: l'edificio postale di piazza Bologna a Roma, progettato con Mellucci e Mannajuolo, resta ancora oggi uno degli esempi più significativi del Razionalismo italiano.
Durante gli anni della guerra si dedica alla ricerca teorica, da quel lavoro nasce il Manuale dell'Architetto (1945-46), che accompagnerà intere generazioni di studenti e professionisti. Al termine del conflitto mondiale, aderisce poi al Neorealismo architettonico, orientando la ricerca verso la tradizione costruttiva, tecniche, materiali, dettagli del costruito minore, con l'obiettivo di ricreare un ideale spazio architettonico e abitativo tipico dell'ambiente costruito del borgo. Sono di questo periodo i progetti del quartiere Tiburtino a Roma, progettato con Ludovico Quaroni tra il 1949 e il 1954, le Torri INA in viale Etiopia a Roma (1951) e Casa Chitarrini (1949-1951) nel centro storico di Terni.
Nel 1964, dopo essersi ripreso da un grave incidente stradale, Ridolfi avvia una nuova stagione creativa, nota come "ciclo delle Marmore". In questi anni realizza Casa Lina a Marmore (1964-67) e altre abitazioni per amici e conoscenti nei dintorni di Terni, opere di scala domestica che diventano occasione di sperimentazione compositiva e costruttiva
Dopo essersi ripreso da un grave incidente stradale, nel 1964 Ridolfi avvia una nuova stagione creativa, nota come "ciclo delle Marmore". In questi anni realizza Casa Lina a Marmore (1964-67), buen retiro progettato per sé e la sua famiglia, e altre opere per amici e conoscenti nei dintorni di Terni, progetti di scala domestica che diventano occasione di sperimentazione compositiva e costruttiva. Tra gli incarichi pubblici di questi anni figura anche il nuovo palazzo degli uffici del Comune di Terni (1963-1970) progettato con Volfango Frankl e Domenico Malagricci.
Così scrisse di lui Paolo Portoghesi: "Per un solo architetto nato nel XX secolo ho avuto sempre la certezza che andasse collocato, e non certo in fondo, nella schiera dei grandi ribelli: Mario Ridolfi, la maggiore se non l'unica testimonianza di una continuità di indirizzo che oltrepassa periodi e tendenze e che rende ancora una città come Roma, con tutte le sue contraddizioni, terreno abitabile per gli spiriti liberi. Anzi, questa collocazione di Ridolfi mi è sembrata così solida, così ben confermata dalla coerenza del suo lavoro, che sempre più l'ho visto accanto a Francesco Borromini, degno continuatore, in un tempo forse più sfortunato, di un atteggiamento in cui passato e futuro si uniscono e la ricerca architettonica non è che uno scavo all'interno dell'uomo, della sua memoria, della sua cultura come del suo corpo, della sua vita, del suo modo di essere al mondo solo e insieme con gli altri". [fonte: accademiasanluca.it ]
L'archivio progetti di Mario Ridolfi, donato dall'architetto all'Accademia Nazionale di San Luca, è consultabile al sito fondoridolfi.org
Programma del pomeriggio
Dopo i saluti istituzionali di Christian Rocchi, Presidente OAR e l'introduzione e presentazione del convegno di Marco Maria Sambo, architetto, Direttore AR Magazine, l'evento vedrà i seguenti interventi:
ore 15.15 | Un ricordo di Mario Ridolfi
→ Furio Ridolfi
ore 15.30 | L'Umanesimo di Ridolfi
→ Giuliano Fausti, Consigliere OAR
ore 16.00 | La Vocazione didattica e la "bottega" di Ridolfi
→ Adelmo Barlesi, designer, allievo di Mario Ridolfi
→ Roberto Buccione, architetto, allievo di Mario Ridolfi
→ Maurizio Cecchini, architetto, allievo di Mario Ridolfi
ore 16.30 | Tavola rotonda. Racconti e ricordi di tanti anni di attività
→ modera Marco Maria Sambo, architetto, Direttore AR Magazine
→ Adelmo Barlesi, designer, allievo di Mario Ridolfi
→ Roberto Buccione, architetto, allievo di Mario Ridolfi
→ Maurizio Cecchini, architetto, allievo di Mario Ridolfi
→ Francesco Cellini, architetto, Presidente Accademia Nazionale di San Luca
→ Giulio Malagricci, architetto
→ Silvia Nigro, Consigliera OAR, Delegata Commissione Archivi e Osservatorio '900 OAR
→ Carlo Santoro, allievo di Mario Ridolfi
→ Claudio Strinati, Critico e Storico dell'arte
L'evento si concluderà con un dibattito.
IN RICORDO DI MARIO RIDOLFI: TRA INSEGNAMENTO E PROFESSIONE
Lunedì 23 marzo 2026 | ore 14.30 - 18.30
dove
Casa dell'Architettura,
piazza Manfredo Fanti 47, Roma
4 Cfp. Iscrizione obbligatoria | Codice ARRM3938
Gratuito per gli iscritti OAR. 10 € per tutti gli altri
+info: formazione.architettiroma.it
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