In copertina: Ex Chiesa San Barbaziano. Ph. © Alessandro Saletta, DSL Studio

Le date da segnare sono 1, 2 e 3 aprile 2026. L'appuntamento è in via Cesare Battisti 35, nel cuore di Bologna, dove l'Ex Chiesa di San Barbaziano torna ad accogliere i visitatori per attraversare gli spazi restaurati insieme agli architetti di Studio Poggioli e a un mediatore culturale.

L'iniziativa coincide con la selezione del progetto di restauro - intitolato Il progetto del tempo - tra i 40 migliori interventi architettonici europei su 410 candidature al Premio Europeo di Architettura Mies van der Rohe - EUmies Awards 2026, ed è uno dei due soli progetti italiani presenti nella shortlist.

Dopo decenni di abbandono e i danni strutturali provocati dal sisma del 2012, l'ex chiesa è stata oggetto di interventi di consolidamento e miglioramento sismico, culminati nel restauro conservativo a cura di Studio Poggioli, avviato nel 2019 dalla Direzione Regionale Musei Emilia-Romagna e completato nel 2024.

Il risultato è uno spazio che rende leggibile ciò che spesso si preferisce celare: l'aspetto di rovina urbana resta intatto e le stratificazioni storiche, formatesi per sottrazione sulle superfici, lasciano affiorare la materia dell'edificio nella sua essenzialità. Restano visibili anche disegni e scritte legati alla fase industriale, segni che testimoniano le diverse destinazioni d'uso attraversate dall'edificio.

Gli open days rientrano nel programma Out & About. Discovering Architecture, promosso da Creative Europe, Fundació Mies van der Rohe e Guiding Architects, che tra aprile e maggio 2026 renderà visitabili le architetture selezionate nella shortlist del premio in oltre trenta località europee.

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Ex Chiesa San Barbaziano, finestre su via Barberia, interno. Ph © Alessandro Saletta, DSL Studio

Restauro e riuso di una rovina urbana

Firmato da Caterina e Federico Poggioli, il restauro dell'Ex Chiesa di San Barbaziano affronta il tema del riuso del patrimonio storico attraverso un approccio che valorizza la storia materiale dell'edificio. Concluso nel 2024 su incarico del Ministero della Cultura, l'intervento restituisce leggibilità a un'architettura segnata da secoli di trasformazioni, mantenendone visibili le stratificazioni.

La chiesa, progettata da Pietro Fiorini nel 1608, ha attraversato numerosi cambi di destinazione d'uso: nell'Ottocento fu adibita a fienile e magazzino militare; dopo l'incendio del 1922 ospitò prima un'officina meccanica e successivamente, fino al 1994, un'autorimessa. Nel 2019 la Direzione Regionale Musei Emilia-Romagna ha affidato a Studio Poggioli il restauro con l'obiettivo di preservarne il carattere di rovina urbana.

A seguito di un'indagine storica condotta negli Archivi di Stato e di un'analisi approfondita dei materiali e dello stato di conservazione delle superfici, l'intervento ha affiancato al restauro conservativo degli apparati esistenti l'introduzione di nuove presenze architettoniche calibrate, mantenendo leggibili le tracce lasciate dalle diverse fasi d'uso.

Tra le scelte progettuali più evidenti vi è il ridisegno delle aperture, concepite come rimando al passato industriale dell'edificio. Le grandi finestre, con infissi lineari ed essenziali, richiamano infatti gli usi successivi alla funzione religiosa - deposito, officina, autorimessa - che hanno segnato la storia più recente della struttura.

Esterno dell'Ex Chiesa di San Barbaziano. A sinistra, pre-intervento di restauro, Ph © Studio Poggioli. A destra, post-intervento di restauro, Ph © Alessandro Saletta, DSL Studio.

Anche i materiali contribuiscono a definire il rapporto tra nuovo e preesistente: il corten dialoga con il laterizio delle murature, mentre l'ottone brunito richiama le tonalità dell'arenaria e le tracce cromatiche lasciate dal tempo sulle superfici interne. All'interno i decori esistenti sono stati consolidati, mantenendo visibili le cromie sedimentate nei secoli.

L'ingresso secondario assume un ruolo rilevante: il portale in ottone e i gradini monolitici gli attribuiscono la stessa importanza dell'accesso principale, mentre l'illuminazione integrata nei maniglioni mette in evidenza il contrasto tra la precisione delle nuove inserzioni e l'irregolarità delle superfici storiche.

Nei suoi circa 460 metri quadrati, l'ex chiesa restituisce oggi uno spazio unitario ma stratificato, dove convivono memoria materica, tracce d'uso e nuove aggiunte architettoniche.

Le fotografie di Alessandro Saletta

Ex Chiesa San Barbaziano, portone principale interno. Ph © Alessandro Saletta, DSL Studio

Ex Chiesa San Barbaziano, finestra. Ph © Alessandro Saletta, DSL Studio

Ex chiesa San Barbaziano, parte posteriore. Ph © Alessandro Saletta, DSL Studio

Ex Chiesa San Barbaziano, finestre su via Cesare Battisti. Ph © Alessandro Saletta, DSL Studio

Crediti del progetto

Committente: Musei Nazionali di Bologna-Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna
Responsabile Unico del Procedimento: Arch. Denise Ottavia Tamborrino
Supporto al RUP: Arch. Antonino Lombardo (Ales spa)

Progettista
: Studio Poggioli, arch. Caterina Poggioli, Federico Poggioli
Direttore dei lavori: Studio Poggioli
Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione: Ing. Carlo Baldetti
Direttore operativo strutture: Ing. Carlo Baldetti
Direttore tecnico di cantiere: Arch. Lino Lui

Impresa esecutrice: ALCHIMIA Laboratorio di Restauro di Polastri Giorgio e C. S.n.c.
Infissi: Steel Group srl
Amministrazione: Dott. Antonio D'Errico (Ales spa), Dott. Gianluca Ianniello (Ales spa)

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