In alto Villa Pestarini Milano © Photo Luigi Fiano

Ad Alcova, la piattaforma dedicata ai progetti d'avanguardia nel design, nell'architettura e nella tecnologia fondata nel 2018 da Valentina Ciuffi e Joseph Grima, va certamente dato il merito di essere capace di aprire venues milanesi - storiche, in disuso, semi abbandonate o post industriali- solitamente inaccessibili al pubblico.

E così accade che quest'anno, sia riuscita a rendere fruibile un piccolo gioiello di architettura razionalista squisitamente milanese, a pochi passi da piazzale Tripoli: Villa Pestarini, l'unica casa che Franco Albini ha realizzato a Milano, senza la collaborazione di altri architetti, prima della seconda guerra mondiale.

A Villa Pestarini, Haworth, in collaborazione con Cassina, presenterà un'installazione di Patricia Urquiola che reinterpreta l'ingresso e gli spazi abitativi, trasformandoli in un ambiente fluido e accogliente. Il progetto trae origine da pezzi iconici come la libreria Veliero e la sedia Luisa, disegnate da Franco Albini e prodotte in esclusiva da Cassina, instaurando un dialogo tra memoria e presente.

Attraverso questi elementi emblematici, l'installazione reinterpreta componenti architettonici chiave della villa, come la storica e monumentale vetrata a blocchi, evidenziandone la forza scenografica e l'impatto spaziale.

Villa Pestarini di Franco Albini, Milano 

La Storia

Franco Albini (1905-1977), ha solo 33 anni quando progetta Villa Pestarini. È il 1938 e non può immaginare che nella lunga vita professionale che ha davanti, non gli capiterà più di fare un progetto simile nel capoluogo lombardo. Sì perché la prima costruzione che il giovane progettista realizza interamente da solo resterà poi la sua unica villa milanese, diventando simbolo dell'architettura italiana di quel periodo.

 Rimasta praticamente inalterata per oltre 80 anni - anche grazie a un unico passaggio di proprietà in tre quarti di secolo - la villa racconta una storia che ha inizio nella periferia ovest della città, là dove il piano regolatore degli anni Trenta prevede lo sviluppo di villini e case unifamiliari. Albini è giovane, ma ha già dato prova sia di essere brillante sia delle sue capacità, con allestimenti di mostre, interni per famiglie dell'alta borghesia meneghina e con alcuni progetti di gruppo per la realizzazione di case popolari.

In questo progetto, infatti, è leggibile un chiaro riferimento alla "Casa a struttura d'acciaio", che Albini e altri giovani architetti avevano realizzato due anni prima per la V Triennale, guidata da Giuseppe Pagano, allora direttore di Casabella. Più in generale, in Villa Pestarini si rintraccia un'affinità con l'architettura avanguardista centro-europea, specialmente tedesca e scandinava.

Negli anni Ottanta poi, Modesta Sbaragli Ferretti, una colta insegnante in cerca di una soluzione abitativa per ospitare comodamente la sua famiglia - marito, quattro figli, la madre e uno studio- visita la villa. Ha letto un annuncio su il Corriere della Sera. La casa, a causa dei vari affittuari, è trascurata, va rimessa a posto. Modesta Ferretti decide allora di rintracciare per una consulenza lo studio di architettura che l'ha progettata. Albini è morto pochi anni prima, purtroppo, ma lo studio - tutt'oggi portato avanti dal figlio Marco e dal nipote Francesco - esiste ancora. E Franca Helg, socia dal 1952, svolge ancora una volta un ruolo fondamentale: pur non avendo direttamente partecipato al progetto originale, ne recupera disegni e foto dell'epoca, contribuendo a ricostruire tutto.

Modesta Ferretti intende infatti ripristinare lo stato originario dell'immobile. Si concede solo due modifiche che realizza in modo che siano reversibili, trasformando il pranzo nello studio e lo studio in cucina, accorciando il soggiorno di una stanza e tirando su una leggera parete in cartongesso.

Villa Pestarini di Franco Albini, Milano © Photo Luigi Fiano

La Struttura

Il terreno dei Pestarini dà su una stradina corta, che corre tra i prati e termina ad angolo con Piazzale Tripoli. 

Qui, Albini innesta un volume scatolare pieno, quasi introverso (la casa si svela e si apre a est, lato giardino, volgendo letteralmente le spalle alla via). Un parallelepipedo bianco su due livelli più un sopralzo, aggiunto controvoglia nel 1949, trattando la facciata in modo appositamente differente, rivestendola in lamiera grecata bianca e facendola risultare con evidenza una parte nuova. 

A regolare l'intero edificio, leggibile in alzato, sono la grande parete in vetrocemento, le poche finestre quasi a nastro e la separazione netta in due fasce: una, verso la strada, servente, l'altra, aperta sul giardino interno, servita. La prima destinata ad accogliere i percorsi, la cucina e il bagno, la seconda a disporre in linea uno studio, un ampio salone e una sala da pranzo.

I due volumi si sviluppano longitudinalmente e quello servente è leggermente slittato, non soltanto per conferire all'intera costruzione una certa dinamicità plastica, ma per accogliere sia l'ingresso principale, protetto dal balcone, sia quello di servizio.

Villa Pestarini di Franco Albini, Milano - la grande parete in vetrocemento © Photo Luigi Fiano

"La giustapposizione tra la scala e la parete traslucida è una soluzione che ricorre spesso nell'architettura nord europea di questi anni" ha commentato l'architetto Carlo Venegoni "ma nella casa Pestarini determina un contrappunto chiaroscurale che si ripercuote sui prospetti esterni, dove l'apertura in vetrocemento è tuttavia leggibile come eccezione alla regola generale che definisce i prospetti. Infatti" prosegue "in armonia con l'organizzazione nettamente bipartita della planimetria e della volumetria, se si esclude la parete che illumina la scala, il prospetto verso strada è rivestito con superfici dure e stagne incise da strette aperture, mentre verso il giardino si articola un fronte forato da ampie finestrature a tutta altezza e addolcito da un terrazzo con pergolato."

Gli interni (a colori)

Anche l'interno è caratterizzato dalla stessa fluidità e dinamicità, a cominciare dagli ambienti ospitati nella fascia servita, che possono essere lasciati in comunicazione tra loro oppure divisi per mezzo di ante scorrevoli.

La suddivisione dello spazio, estremamente razionale, in quanto a modernità è tutt'oggi sbalorditiva: se il piano terra si compone, lato strada, dai locali di servizio, è verso il giardino che invece si sviluppa l'ampio soggiorno della dimensione di ben cinque stanze, che include pranzo, living e studio, separato dal setto del camino, da una quinta scorrevole in legno a tutta altezza e illuminato da generose vetrate che danno sulla terrazza al piano immersa nel verde. 

Nella fascia servente la concezione del vano di distribuzione aperto sul soggiorno è sublimata dalla scala, che assume il ruolo di perno dell'intera composizione planimetrica, come poi accadrà in seguito in altri progetti più maturi di Albini. Alleggerita da gradini in marmo bianco di Carrara - materiale con cui è pavimentato anche l'ingresso e il corridoio, in contrasto col parquet a listelli del soggiorno, la pietra nera per la scala di servizio e i bagni, il cotto per i balconi - la scala è resa ancor più diafana dalla luce calibrata e diffusa dalla parete retrostante in vetrocemento.

L'effetto è di grande trasparenza, quasi di sospensione. Il piano superiore è invece dedicato alla zona notte con tutte le camere che danno sul giardino, mentre il piano seminterrato, parzialmente aperto, accoglie gli impianti.

A Villa Pestarini Albini ha usato il colore: l'involucro è neutro, ma gli interni hanno decisi tocchi cromatici; il rosa negli elementi laterali della scala e nei cassoni delle persiane all'interno della casa; il giallo ocra per gli stessi cassoni ma all'esterno e per gli infissi, il verde per cancelli, persiane, elementi verticali della scala; infine, il nero per la quinta a tutta altezza in legno di pero come il corrimano. E poi, moltissimi dettagli e arredi su misura, ancora originali: dall'appendiabiti in ingresso all'armadietto per gli sci, dal mobile in legno e vetro della ex cucina al camino in beola bianca con vetrine e nicchie laterali.

Da andare assolutamente a vedere!

Villa Pestarini di Franco Albini, Milano © Photo Luigi Fiano

Dove e Quando

VILLA PESTARINI 
via Mogadiscio, 2/4, 20146 Milano
20-26 aprile 2026, 10-19 
ultima entrata 18:30

Biglietto 25 euro · prenotazione obbligatoria
Il ticket permette di visitare l'Ospedale Militare Baggio in qualsiasi giorno di Alcova Milano 2026 e di accedere a Villa Pestarini nella fascia oraria selezionata. La disponibilità è limitata a causa della capienza ridotta.

+ info su
alcova.xyz/visit/milano-2026

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