Cinema e architettura a Parma: quattro film tra case, quartieri blindati e spazi del potere

Rassegna dell'Ordine degli Architetti di Parma al Manzini Off-WoPa · ingresso gratuito · 3 Cfp

Quattro proiezioni in quattro settimane per passare dai piccoli centri della provincia francese a una dimora borghese nella Città del Messico degli anni Settanta, fino ai muri dei quartieri blindati agli spazi monumentali del potere burocratico.

A Parma, dal 6 al 27 luglio 2026, la rassegna Lo spazio dell'anima. Cinema e Architettura, promossa dall'Ordine degli Architetti di Parma con il sostegno del Comune di Parma e in collaborazione con Manzini Off, propone quattro appuntamenti serali dedicati al modo in cui film e documentari raccontano case, quartieri, spazi pubblici e architetture del controllo.

Nei lunedì di luglio, negli spazi all'aperto del Manzini Off-WoPa, saranno proiettati Visages, Villages di Agnès Varda e JR, Roma di Alfonso Cuarón, La Zona di Rodrigo Plá e Il processo di Orson Welles.

Ad aprire la rassegna, lunedì 6 luglio, sarà Visages, Villages della regista francese Agnès Varda e del fotografo JR, noto per i suoi interventi fotografici nello spazio pubblico. Insieme viaggiano nella provincia francese a bordo di un furgone attrezzato per scattare e stampare immagini di grande formato, trasformando abitanti, lavoratori e figure spesso ai margini del racconto pubblico in presenze monumentali applicate su muri, facciate, container, cisterne e vecchi complessi industriali.

Il secondo appuntamento, il 13 luglio, proporrà Roma di Alfonso Cuarón, film del 2018 vincitore di tre Premi Oscar. Ambientato nella Città del Messico dei primi anni Settanta, il film prende forma dai ricordi d'infanzia del regista e dalla ricostruzione del quartiere Roma, nato all'inizio del Novecento come area borghese con viali alberati, architetture art nouveau e modelli urbani di matrice europea. A fare da cornice al racconto è una casa familiare che diventa osservatorio sulle gerarchie sociali, sul lavoro domestico e sulle trasformazioni della capitale messicana.

Lunedì 20 luglio si resterà in Messico con La Zona di Rodrigo Plá, ambientato in un quartiere residenziale blindato di Città del Messico, separato dalla baraccopoli vicina da muri, filo spinato e sistemi di sorveglianza. L'ingresso di tre ragazzi nel perimetro protetto fa emergere il lato più violento di un modello urbano fondato sulla paura, sulla separazione e sulla privatizzazione dello spazio.

A chiudere il ciclo, il 27 luglio, sarà Il processo di Orson Welles, film del 1962 tratto dall'omonimo romanzo di Franz Kafka. La vicenda di un uomo arrestato senza conoscere la propria accusa diventa una riflessione sugli spazi del potere: uffici, corridoi, aule e interni monumentali compongono un'architettura burocratica in cui l'individuo perde orientamento e possibilità di azione.

La rassegna si inserisce nel percorso di attivazione culturale del Manzini Off, progetto di rigenerazione urbana gestito dalla Cooperativa sociale Emc2 in co-progettazione con il Comune di Parma.

I quattro appuntamenti

lunedì 6 luglio | VISAGES, VILLAGES

ore 21:30 | Ingresso gratuito

Ad aprire la rassegna sarà Visages, Villages di Agnès Varda e JR, documentario del 2017 proposto in lingua originale con sottotitoli in italiano.

A bordo di un furgone attrezzato per scattare e stampare ritratti in grande formato, i due si muovono tra piccoli centri della provincia francese, incontrando postini, operai, agricoltori, abitanti di villaggi e persone rimaste fuori dai principali circuiti dell'informazione. Le loro immagini vengono ingrandite e applicate su muri, facciate, container, cisterne agricole e complessi industriali dismessi.

Lo spazio pubblico viene quindi trasformato in una superficie condivisa, dove edifici e infrastrutture diventano supporti temporanei per dare visibilità a storie individuali, memorie locali e comunità spesso poco rappresentate.

lunedì 13 luglio | ROMA

ore 21:30 | Ingresso gratuito

Il secondo appuntamento sarà dedicato a Roma di Alfonso Cuarón, film del 2018 vincitore di tre Premi Oscar: miglior film straniero, miglior regia e miglior fotografia.

Ambientato nella Città del Messico dei primi anni Settanta, il film prende forma dai ricordi d'infanzia del regista e ricostruisce il quartiere Roma in una stagione di forte trasformazione sociale e urbana. Nato all'inizio del Novecento come area borghese, con viali alberati, architetture art nouveau e modelli urbani di matrice europea, il quartiere diventa nel film la cornice di una città attraversata da tensioni politiche, migrazioni interne e disuguaglianze sempre più evidenti.

A guidare il racconto c'è Cleo, giovane collaboratrice domestica di origine indigena al servizio di una famiglia benestante. La casa in cui lavora, ricostruita a partire da memorie, fotografie e dettagli materiali, diventa il luogo in cui si misurano rapporti familiari, divisioni di classe e gerarchie quotidiane: dagli ambienti della famiglia agli spazi di servizio, dal patio alla stanza sul tetto, fino ai corridoi e agli ingressi che regolano movimenti e distanze.

Tra rumori di strada, venditori ambulanti, traffico e voci del quartiere, la casa diventa il punto da cui osservare un intero sistema sociale e spaziale, con le sue dipendenze, le sue contraddizioni e le sue forme di convivenza.

lunedì 20 luglio | LA ZONA

ore 21:30 | Ingresso gratuito

La terza serata proporrà La Zona di Rodrigo Plá, opera prima del regista messicano presentata nel 2007 alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia.

Il film è ambientato in un residence ricco e sorvegliato di Città del Messico, isolato dal resto della città da muri, filo spinato, telecamere e sistemi di controllo. Durante una notte di tempesta, un blackout permette a tre ragazzi di entrare nel quartiere chiuso per rubare in alcune abitazioni. La reazione dei residenti trasforma subito l'episodio in una caccia interna, condotta fuori da ogni regola e alimentata dalla paura del mondo esterno.

Plá costruisce un racconto teso sulla frattura tra classi sociali, usando la gated community come immagine estrema di una città divisa. Il muro non protegge soltanto: separa, irrigidisce le relazioni e autorizza nuove forme di violenza. Dentro quel perimetro recitanto, l'idea di sicurezza privata mostra il suo rovescio più cupo, fino a trasformare l'ordine apparente della Zona in uno spazio chiuso, sospettoso e incapace di riconoscere l'altro.

lunedì 27 luglio | IL PROCESSO

ore 21:30 | Ingresso gratuito

A chiudere la rassegna sarà Il processo di Orson Welles, film del 1962 tratto dall'omonimo romanzo di Franz Kafka, con Anthony Perkins nel ruolo di Joseph K., giovane impiegato arrestato senza conoscere il motivo dell'accusa.

Welles traduce il labirinto burocratico di Kafka in un sistema di interni monumentali, corridoi, uffici, aule e stanze sovraffollate, dove ogni ambiente sembra negare una via d'uscita. Gli spazi del film comprendono la Gare d'Orsay di Parigi, allora abbandonata e oggi sede museale, e le geometrie ripetitive dei quartieri di edilizia intensiva di Zagabria.

Il potere non agisce solo con le regole, ma anche con le proporzioni, le distanze, le ombre e l'organizzazione degli spazi. Scrivanie allineate, soffitti altissimi, stanze basse, porte, scale e tribunali compongono un'architettura burocratica che schiaccia l'individuo e lo costringe a muoversi dentro un ordine incomprensibile.

LO SPAZIO DELL'ANIMA. CINEMA E ARCHITETTURA
Rassegna cinematografica
6, 13, 20 e 27 luglio 2026 | ore 21:30

Dove: Manzini Off-WoPa
via Catania 3, Parma

3 Cfp · Ingresso gratuito senza prenotazione

+info: archiparma.it

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