Non Berlino, dove ha costruito alcuni degli edifici che hanno segnato la trasformazione della città dopo la riunificazione, ma Pescia, la città toscana che Hans Kollhoff ha scelto da anni come seconda casa.
È qui che l'architetto tedesco ripercorre cinquant'anni di ricerca progettuale attraverso una mostra visitabile fino al 31 gennaio 2027. A ospitarla è il Museo Libero Andreotti, un luogo tutt'altro che neutro, dove modelli, disegni e immagini di architettura entrano in relazione con la presenza fisica della scultura.
Architettura. Linguaggio del corpo - questo il titolo - nasce dunque da un rapporto già consolidato tra Kollhoff e Pescia, portando nel Palazzo del Podestà una ricerca che attraversa mezzo secolo di architettura europea.
Superando la banale rassegna di opere, la mostra costruisce un percorso attraverso il processo progettuale: disegni, modelli, rendering e materiali di studio permettono di seguire la progressiva definizione dell'architettura, documentando una produzione che spazia dalla scala urbana a quella dell'edificio, da piani e interventi urbanistici, complessi direzionali e commerciali a residenze collettive, case unifamiliari ed edifici pubblici.
Ad unire la vasta produzione è una serie di costanti: il rapporto tra costruzione e città, il ruolo della materia, la permanenza della facciata e soprattutto l'idea dell'architettura come presenza fisica, prima ancora che come immagine.
"Architettura, linguaggio del corpo è il titolo che spiega il senso di una mostra dove la cultura figurativa, artistica e la sensibilità compositiva straordinaria di Hans Kollhoff si abbina all'uso di elementi tecnici o tecnologici", spiega il professor Claudio Pizzorusso, che evidenzia una cultura progettuale che, secondo Pizzorusso, tiene insieme riferimenti differenti, dalla profondità storica delle avanguardie tedesche alla forte componente della cultura architettonica statunitense.
Nelle opere di Kollhoff, infatti, la riflessione sulla città europea convive con l'interesse per la densità e la verticalità della metropoli americana, un intreccio che rende la mostra particolarmente interessante per gli architetti.
Al di là della ricostruzione di una carriera, il percorso riporta l'attenzione su alcune domande elementari del progetto:
Che cosa significa dare forma a un edificio? Quale rapporto esiste tra il disegno e la costruzione? Quanto contano ancora materia, peso, proporzione e dettaglio nella definizione dell'architettura?
Così, se a Berlino Kollhoff ha lasciato alcuni dei segni più riconoscibili della trasformazione urbana successiva alla riunificazione, a Pescia la sua ricerca sulla città e sulla consistenza fisica dell'architettura incontra un contesto completamente diverso: qui il tessuto storico che circonda il Palazzo del Podestà e, soprattutto, le sculture di Libero Andreotti instaurano un confronto tra modello architettonico e modello scultoreo, tra progetto e materia, tra rappresentazione e corpo.

Chi è Hans Kollhoff
Nato a Bad Lobenstein, in Turingia, nel 1946, Hans Kollhoff è un architetto tedesco tra i protagonisti del dibattito sulla città europea contemporanea. Dopo gli studi a Karlsruhe e Vienna e un periodo alla Cornell University, nel 1978 apre il proprio studio a Berlino, legandone indissolubilmente il suo nome nell'ambito della riunificazione.
A Potsdamer Platz porta la sua firma la Kollhoff-Tower, la torre in mattoni che reinterpreta la tipologia del grattacielo americano dei primi decenni del Novecento. Il suo studio è stato inoltre coinvolto nella pianificazione della trasformazione di Alexanderplatz, uno dei luoghi più complessi e simbolici della capitale tedesca.
Tra i suoi interventi figurano anche la trasformazione dell'ex Reichsbank per il Ministero degli Esteri tedesco e, a Francoforte sul Meno, il Main Plaza, edificio residenziale di 88 metri nel Deutschherrnviertel.
Opere diverse per scala e programma, nelle quali ritorna una precisa riflessione sulla costruzione della città europea e sulla capacità dell'edificio di stabilire relazioni con ciò che lo precede.
Nel 1996 Kollhoff ha ricevuto il Premio di Architettura della Città di Lipsia per il progetto di una sede della Banca Centrale Tedesca.
HANS KOLLHOFF. ARCHITETTURA. LINGUAGGIO DEL CORPO
18 settembre 2026 - 31 gennaio 2027
dove
Palazzo del Podestà, Museo Libero Andreotti, piazza del Palagio, 7, Pescia (Pistoia)
+info: comune.pescia.pt.it • museoliberoandreotti.it
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