A Genova, a maledire gli architetti ci pensa direttamente la Fondazione dell'Ordine, che, insieme al Comune, invita tutti a concedere loro un'altra possibilità. Sabato 14 e domenica 15 novembre 2026 si potranno visitare gratuitamente gli edifici del secolo scorso, dai più celebrati ai più controversi, raccontati da professionisti e studiosi della città.

Il titolo prende ironicamente spunto dal pamphlet di Tom Wolfe e da un secolo di incomprensioni, polemiche e curiosità verso l'architettura moderna. Per il centenario dell'istituzione della Grande Genova, la selezione comprende edifici pubblici, collettivi e di pubblica utilità, dal centro alle delegazioni.

Quindi, da dove cominciare? Per chi vuole partire dalle abitazioni, ci sono i 371 alloggi di Villa Bernabò Brea, progettati da Daneri, Grossi Bianchi e Zappa nel parco di una villa, e Quarto Alto, con Gambacciani, Sibilla e Gardella. A Pegli si potranno conoscere gli spazi comuni e l'organizzazione degli alloggi delle "Lavatrici", negli edifici terrazzati di Aldo Luigi Rizzo.

A Certosa, via Brin riunisce un traforo tranviario, le case popolari di Giulio Zappa e la stazione della metropolitana di Renzo Piano. A Sestri Ponente, i capannoni di via Merano raccontano invece un'epoca in cui, in poche centinaia di metri, si costruiva e si riparava di tutto, dai vagoni tranviari alle navi.

Ci sono poi gli otto archi parabolici del mercato di Terralba, i percorsi e gli allestimenti dello Studio Albini a Sant'Agostino, l'acciaio e la vetroresina dell'Innovation Hub FiberCop al Lagaccio. E il Matitone di SOM, che dietro il profilo da grattacielo americano nasconde un riferimento molto più locale: la torre nolare della chiesa di San Donato.

Per arrivare al weekend già allenati, ci sono due anticipazioni. Mercoledì 11 novembre si visiterà lo Stadio Luigi Ferraris di Gregotti Associati, che porta a quindici i luoghi del programma. Giovedì 12 novembre, alle 16.30, l'Archivio di Stato ospita invece l'incontro Venceslao Borzani e la costruzione del Moderno, a cento anni dalla morte dell'architetto.


Le architetture

Stadio Comunale Luigi Ferraris

Visita a cura di Beatrice Moretti

Quattro torri angolari, gradinate ripide e un impianto rettangolare: per ricostruire il Ferraris in vista dei Mondiali di Italia '90, Gregotti Associati lavorò su un lotto circondato dalle abitazioni di Marassi. Il poco spazio disponibile diventò una delle condizioni da cui sviluppare il progetto.

Realizzato tra il 1987 e il 1989, lo stadio adotta una configurazione vicina al modello inglese. Le torri concentrano accessi, impianti e struttura, mentre le tribune compongono un volume compatto inserito nella maglia urbana. La visita approfondirà il rapporto tra questa grande infrastruttura e il quartiere densamente abitato che la circonda.

La storia dell'impianto cominciò però nel 1911, su un terreno già utilizzato per le attività ippiche. Per diversi decenni, attorno al campo da calcio rimase un galoppatoio, al cui uso la Società Ippica Genovese rinunciò soltanto alla fine degli anni Quaranta. Dal 1946, lo stadio ospita le partite di Genoa e Sampdoria.

Oggi il Ferraris è interessato da un nuovo progetto di riqualificazione, che prevede spazi per l'accoglienza, la ristorazione, i media e attività culturali, educative e sportive, con l'obiettivo di estenderne l'utilizzo durante la settimana.

QUando: mercoledì 11 novembre 2026
turni: 9.30, 10.30, 11.30, 13.30, 14.30 e 15.30
Dove: via Giovanni de Prà, ingresso della tribuna storica
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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Stadio Luigi Ferraris. Foto ©Jacopo Baccani

Quartiere Quarto Alto

Visita a cura di Anna Sala

Più tipi di alloggio e diverse configurazioni degli edifici compongono il quartiere di Quarto Alto, progettato da Piero Gambacciani, Angelo Sibilla e Ignazio Gardella tra il 1981 e il 1986. Il gruppo guidato da Gambacciani combina l'alta densità residenziale con una maggiore articolazione dell'insediamento.

La varietà riguarda anche l'offerta abitativa, economicamente e socialmente diversificata. Nell'esperienza genovese dei quartieri di edilizia pubblica e convenzionata, Quarto Alto testimonia una ricerca estesa dalle caratteristiche degli alloggi alla composizione del quartiere e alla sua popolazione.

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni: 9.30, 10.30, 11.30, 13.30, 14.30 e 15.30
Dove: Belvedere delle Eriche
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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Quarto Alto. Foto di ©Jacopo Baccani 

Chiesa del Tabernacolo

Visita a cura di Francesco Rosadini

A progettare la chiesa del Tabernacolo è Costantino Ruggeri, frate e artista: in un programma intitolato Maledetti Architetti, c'è dunque anche qualcuno che architetto non era.

Realizzato tra il 1979 e il 1982, l'edificio affida la definizione dello spazio al rapporto tra luce, architettura e opere artistiche, rinunciando alla monumentalità. La visita seguirà questi elementi dal disegno complessivo ai dettagli, per approfondire la ricerca di semplicità che caratterizza il lavoro di Ruggeri sullo spazio religioso.

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni: sab, alle 9, 10, 11, 12, 14, 15 e 16; dom, alle 13, 14, 15 e 16
Dove: via Carlo Swinburne 4B, piazzale interno
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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Chiesa Tabernacolo. Foto di ©Jacopo Baccani

Quartiere INA-Casa Villa Bernabò Brea

Visita a cura di Camilla Ponzano

371 alloggi popolari nel parco di una villa: a Sturla, Luigi Carlo Daneri, Luciano Grossi Bianchi e Giulio Zappa progettarono un quartiere di quattordici costruzioni, tredici residenziali e un asilo. Il complesso, costruito tra il 1951 e il 1953, conserva la vegetazione preesistente, con fabbricati dimensionati e posizionati per salvaguardare anche le visuali degli edifici vicini.

La casa 14, sul fondovalle, occupa un'area libera dagli alberi. Tre moduli disposti in linea, ciascuno con un vano scala e due alloggi per piano, ne organizzano la pianta. Sulle facciate, l'alternanza di balconi e finestre produce un disegno a scacchiera: alle rientranze gialle si accostano le parti sporgenti in stucco lucido bianco, secondo un'antica tecnica genovese.

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni: alle 9.30, 10.30, 11.30, 13.30, 14.30 e 15.30
Dove: via Sturla, angolo via Massone
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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Bernabo Brea. Foto di ©Jacopo Baccani

Mercato comunale di Terralba

Visita a cura di Sara Rulli

Per lasciare libero lo spazio del mercato, Osvaldo Moretto portò i sostegni in alto: otto grandi archi parabolici in cemento armato reggono la copertura, originariamente in vetrocemento, evitando appoggi intermedi nell'area sottostante.

Progettato per l'Ufficio tecnico comunale tra il 1950 e il 1954, il mercato di Terralba impiega una soluzione strutturale affine a quella degli hangar aeroportuali. L'ampiezza dello spazio coperto permette un'organizzazione flessibile delle attività; i dettagli ancora conservati documentano la cura del progetto anche dopo le modifiche successive.

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni: alle 9.30, 10.30, 11.30, 13.30, 14.30 e 15.30
Dove: piazza Martinez, presso l'area giochi
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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Mercato Terralba. Foto di ©Jacopo Baccani

Sede Iren Gavette

Visita a cura di Jacopo Baccani

Una palazzina per i lavoratori accompagnò il potenziamento delle officine AMGA nel secondo dopoguerra. Progettata da Roberto Tassistro e Andrea Vicari tra il 1949 e il 1950, venne inaugurata il 25 aprile 1950.

L'edificio riunisce esigenze di funzionalità, igiene e rappresentanza, con attenzione all'economia degli spazi e delle risorse. La visita approfondirà le scelte con cui i progettisti affrontano un luogo collettivo legato al lavoro, nel periodo in cui il rilancio dell'azienda determina anche la costruzione della nuova sede di via Santi Giacomo e Filippo.

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni
: alle 9, 10, 11, 12, 13 e 14
Dove: via Piacenza 137R, presso la guardiola
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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AMGA Gavette. Foto di ©Jacopo Baccani

Liceo artistico Klee-Barabino

Visita a cura di Gian Luca Porcile

Una scuola nata nel 1927, un quartiere trasformato dall'Ottocento e un edificio inaugurato nel 1968: al Klee-Barabino, le date aiutano a distinguere tre storie che si incontrano nello stesso indirizzo.

Il progetto di Luciano Grossi Bianchi e Cesare Fera, sviluppato tra il 1958 e il 1968, interpreta gli standard più avanzati dell'edilizia scolastica dell'epoca. La visita approfondirà la costruzione del liceo e il suo inserimento nell'area di viale Sauli, urbanizzata dalla metà del XIX secolo su disegno di Carlo Barabino e interessata da trasformazioni rimaste parzialmente incompiute.

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni: alle 10, 11, 12, 14, 15 e 16
Dove: viale Sauli 34, portico d'ingresso
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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Liceo Barabino. Foto di ©Jacopo Baccani

Museo di Sant'Agostino

Visita a cura di Duccio Prassoli

Che cosa conservare, che cosa ricostruire e che cosa aggiungere: il progetto del Museo di Sant'Agostino trova le risposte a queste domande all'interno di un complesso conventuale danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Tra il 1962 e il 1985, Franco e Marco Albini, Franca Helg e Antonio Piva ne sviluppano la trasformazione in museo, intervenendo sull'architettura e sugli apparati espositivi. Percorsi e allestimenti organizzano la visita e il rapporto tra le opere e gli ambienti, nel quadro del più ampio rinnovamento dei musei genovesi del secondo dopoguerra.

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni: alle 10, 11, 12, 14, 15 e 16
Dove: piazza Sarzano, ingresso del museo
Ingresso gratuito su prenotazione
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Innovation Hub FiberCop Lagaccio

Visita a cura di Manuel Gelsomino

Strutture in acciaio e rivestimenti metallici e in vetroresina caratterizzano il complesso progettato da Benedetto Merello, Guido e Luciano Falconi tra il 1974 e il 1978, oggi sede dell'Innovation Hub FiberCop al Lagaccio.

La scelta dei materiali e il disegno dell'involucro rendono esplicita la destinazione tecnologica dell'edificio. Le forme richiamano l'immaginario fantascientifico degli anni Settanta, quando la sperimentazione con metalli e materiali sintetici interessava tanto la costruzione quanto l'immagine dell'architettura.

Quando: domenica 15 novembre 2026
turni: alle 9, 10, 11, 12, 14, 15 e 16
Dove: via Bartolomeo Bianco 1, piazzale interno
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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Innovation Hub FiberCop Lagaccio. Foto di ©Jacopo Baccani

Torre nord di San Benigno "Il Matitone"

Visita a cura di Valeria Iberto ed Elisabetta Canepa

Un prisma ottagonale e una cuspide piramidale in rame sono bastati per trasformare la torre nord di San Benigno nel "Matitone". Il progetto è di Skidmore, Owings & Merrill, affiancato a Genova dagli architetti Marco Lanata e Andrea Messina, e si sviluppa tra il 1982 e il 1990.

L'edificio completa il centro direzionale concepito per collegare Genova e Sampierdarena, con riferimenti all'immagine delle downtown americane. La copertura guarda però a un precedente locale: la torre nolare della chiesa di San Donato, nella rielaborazione ottocentesca di Alfredo D'Andrade.

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni: alle 10, 11, 12, 14, 15 e 16
Dove: via Cantore, presso i giardini Luigi Rum
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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Torre nord di San Benigno "Il Matitone". Foto di ©Jacopo Baccani

Sala Chiamata del Porto

Visita a cura di Giulia Sola

Prima dell'edificio, cambiò il territorio: la demolizione del promontorio di San Benigno, protratta dalla fine degli anni Venti alla metà dei Cinquanta, eliminò la barriera fisica con Sampierdarena e rense disponibili nuove aree per le attività portuali.

Qui venne realizzata nel 1964 la Sala Chiamata del Porto, su progetto dell'Ufficio tecnico CAP. La struttura riunisce in un'unica sede il reclutamento delle maestranze portuali e diventa la nuova casa della CULMV dopo l'abbattimento del Quartiere Famagosta. 

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni: alle 10, 11, 12, 14, 15 e 16
Dove: piazzale San Benigno, lato Passeggiata della Lanterna
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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Via Brin a Certosa

Visita a cura di Ayla Schiappacasse

Un traforo tranviario, le case popolari e una stazione della metropolitana: tra il 1908 e il 1990, a Certosa si susseguirono una serie di interventi che modificarono gli spostamenti e gli spazi della vita quotidiana.

Il primo collegamento tranviario, le abitazioni di Giulio Zappa e la stazione di Brin progettata da Renzo Piano documentano diverse fasi della crescita del quartiere. Infrastrutture, residenze e servizi ne determinano l'organizzazione, tra progetti costruiti e trasformazioni rimaste incompiute, con esiti ancora riconoscibili nelle strade e nei collegamenti con il resto della città.

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni: alle 9.30, 10.30, 11.30, 13.30, 14.30 e 15.30
Dove: davanti all'ingresso della stazione della metropolitana Brin
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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Capannoni di via Merano

Visita a cura di Alessandro Ravera

Dai vagoni tranviari alle grandi navi, a Sestri Ponente la produzione industriale ha determinato anche la forma della città. In poche centinaia di metri si concentravano cantieri, fonderie e officine, con edifici e impianti al servizio di lavorazioni differenti.

Il percorso tra i capannoni di via Merano, realizzati da diversi autori tra il 1910 e il 1940, ricostruirà questa organizzazione produttiva e il suo rapporto con il quartiere. Il focus sarà sulle strutture del lavoro e sulle trasformazioni con cui l'industria ha occupato e modificato il territorio.

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni:
alle 9, 10, 11, 12, 14 e 15
Dove: via Merano, angolo via dell'Insurrezione, Sestri Ponente
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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Chiesa di San Francesco d'Assisi a Pegli

Visita a cura di Federica Pompejano e Cecilia Moggia

Una grande aula ellittica, dodici sostegni perimetrali e una copertura che richiama la forma di una tenda: la chiesa di San Francesco d'Assisi si distingue dagli edifici residenziali del Quartiere Giardino, sulle alture di Pegli.

Progettata da Orazio Bagnasco, Gio Batta Burlando e Giuseppe Fortunato tra il 1962 e il 1965, concentra la luce del lucernario sull'altare. Il cemento armato a vista si accosta alla pietra di Finale, al legno e al rame, in un edificio che interpreta il rinnovamento degli spazi liturgici degli anni Sessanta.

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni: sab, alle 10, 11, 12, 14, 15 e 16; dom, alle 12, 13, 14, 15 e 16
Dove: via Salgari, piazzale accanto alla chiesa
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
+Info e prenotazioni

Quartiere San Pietro "Le Lavatrici"

Visita a cura di Antonio Lavarello

Il soprannome ha avuto fortuna; per conoscere il progetto occorre avvicinarsi agli edifici e ai loro spazi comuni. Il quartiere San Pietro, noto anche come Pegli 3, è progettato da Aldo Luigi Rizzo, Andrea Mor e Angelo Sibilla tra il 1980 e il 1989.

Il complesso combina il programma dei quartieri collinari di edilizia sociale con la ricerca di Rizzo sugli edifici terrazzati. Il progetto cerca di conciliare l'alta densità dell'insediamento con l'autonomia delle singole abitazioni, lavorando sul rapporto tra dimensione complessiva, spazi collettivi e ambienti privati.

Quando: sabato 14 e domenica 15 novembre 2026
turni: alle 9.30, 10.30, 11.30, 13.30, 14.30 e 15.30
Dove: via Elio Vittorini, presso il murale di Fabrizio De André, Pegli
Durata: 50 minuti
Ingresso gratuito su prenotazione
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Lavatrici. Foto di ©Jacopo Baccani

Venceslao Borzani e la costruzione del Moderno

Giovedì 12 novembre, alle 16.30, la sala conferenze dell'Archivio di Stato di Genova ospiterà Venceslao Borzani e la costruzione del Moderno. Jacopo Baccani, Caterina Olcese Spingardi e Sara Rulli approfondiranno il contributo dell'architetto ferrarese all'architettura genovese e all'urbanistica di Sampierdarena.

Ingresso libero senza prenotazione, fino a esaurimento dei posti.

MALEDETTI ARCHITETTI 2026
Genova, 11, 12, 14 e 15 novembre 2026

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