Puglia. Buone Pratiche del Paesaggio

risultato premio

La Commissione di valutazione del Premio per la valorizzazione di buone pratiche di tutela e valorizzazione del paesaggio agrario e nel campo dell'architettura, dell'urbanistica e delle infrastrutture, bandito dalla Regione Puglia lo scorso anno, si è riunita il giorno 8 marzo 2010 ed ha ritenuto meritevole di segnalazione nella categoria "Opere di architettura, interventi urbanistici e infrastrutturali" il progetto "Parco urbano a San Severo" dell'architetto Alessio Scarale [Verbale integrale]

L'intervento ha trasformato una discarica di materiali edili in un giardino pubblico, localizzato in una zona di espansione del Comune di San Severo. La realizzazione del parco è avvenuta secondo criteri che prediligono l'uso di materiali naturali tipici della zona e di essenze arboree ed arbustive autoctone. Per quanto concerne l'uso della pietra, sono stati utilizzati, e quindi recuperati, solo pezzi di scarto provenienti dalle fasi di estrazione e di lavorazione.

Motivazione del premio: capacità della buona pratica di migliorare la qualità urbana riqualificando un sito prima occupato da fenomeni di degrado, garantendo una più ampia fruibilità dell'ambiente costruito, anche attraverso l'uso di materiali di recupero.

Team progettisti
- G. Alessio Scarale, Capogruppo
- Gianfranco Latorre (agronomo), Progettista
- Silvestro Regina (artista), Progettista
- Michele Valerio (paesaggista), Progettista

Parco Urbano a San Severo

Nell'elaborazione dell'idea progettuale di un "parco urbano attrezzato" per il Comune di San Severo si è voluto tener conto dell'evoluzione storica della città e del suo territorio, partendo dall'analisi dagli insediamenti più lontani nel tempo, passando per quelli dell'Alto Medio Evo quando il centro si consolidò nell'attuale posizione, sino ad arrivare all'espansione di quelli più recenti.

In primo luogo, il progetto esprime un chiaro riferimento all'organizzazione degli insediamenti più antichi della città, i villaggi trincerati neolitici, caratterizzati, come per l'intera Daunia, dalla presenza di fossati di forma circolare o ellissoidale che circondavano l'intero villaggio e da altri più piccoli a forma di "C", più o meno chiusa, che cingevano le singole unità abitative. Allo stesso modo, il parco presenta una struttura che potremmo definire "pluricellulare", costituita da una serie di forme, dolci ondulazioni e leggere depressioni del terreno, messe "in rete" tra loro da un sistema di scavi "a fossato" che le unisce e, al tempo stesso, separa.

Ma il progetto vuol essere anche un omaggio alla struttura originaria dell'agglomerato urbano, il primo nucleo sicuramente documentato sorto dopo l'anno Mille che, secondo le ipotesi degli studiosi, si sarebbe formato, e in seguito sviluppato, dall'unione di numerosi casali nati intorno a quei centri polarizzatori che furono le antiche chiese. Inoltre, la forma pentagonale dell'area di progetto, per giunta molto simile a quella del centro storico cittadino, già racchiude in sé l'idea di fortificazione o più propriamente di borgo fortificato; ciò ha suggerito l'adozione di un recinto, un muro continuo di pietra calcarea locale, che ricordasse le mura della città, con le sue porte di accesso, le sue strette vie che da esse si dipartivano e i suoi percorsi perimetrali, quali il ‘giro interno' e il "giro esterno" alle mura. Lungi dall'essere una mera rappresentazione in scala ridotta della città antica, il progetto tenta di riproporre in maniera simbolica la configurazione di quel territorio che la ospitava storicamente, caratterizzato appunto da un'orografia molto varia, per così dire "mossa", con la presenza di rilievi e depressioni, dossi e avvallamenti, salite e discese.

L'intervento in oggetto ha riguardato i lavori relativi all'intera fascia perimetrale dell'area denominata ‘Piastra Verde' (ex-PEEP C), destinata a ‘parco urbano attrezzato' del Comune di San Severo. Si tratta di un intervento di riqualificazione e recupero ambientale che, in questa prima fase, ha interessato esclusivamente la parte esterna del lotto, quella cioè a ridosso delle tre strade urbane che lo delimitano, a meno dell'area che ospita il cantiere per i nuovi uffici comunali a un estremo di Via Martiri di Cefalonia e quella occupata dall'edificio dell'ufficio tributi dall'altro, per una superficie di circa 17.500 metri quadrati e una durata complessiva dei lavori di centottanta giorni.

Il progetto di riqualificazione dell'area, in via schematica, può essere suddiviso in cinque punti fondamentali, che hanno seguito l'ordine temporale di esecuzione dei lavori:

1_sistemazione del terreno;

2_esecuzione del percorso anulare;

3_costruzione della recinzione;

4_realizzazione di una piazza d'ingresso al parco;

5_piantumazione di essenze arboree ed arbustive.

In particolare, è stata prevista in prima battuta la sistemazione del terreno ad una quota altimetrica generalmente più alta rispetto a quella iniziale, variabile secondo i diversi dislivelli, dove far girare ‘ad anello' un percorso, della larghezza di 3,60m in ‘misto granulare stabilizzato'.

Si è provveduto, poi, alla costruzione di un ‘recinto di pietra', costituito da un muro continuo in blocchi di pietra di Apricena, accostati tra loro e appoggiati al terreno retrostante con un'inclinazione variabile a seconda dell'altezza del terreno stesso; esso costituirà, col passare del tempo, una sorta di ‘muro vegetale', ospitando tra i suoi ricorsi numerose essenze erbacee perenni.

Si è passati, così, alla sistemazione dell'area di accesso al parco su via Gentile, consistita nella realizzazione di una piazza circolare pavimentata e del relativo ingresso al parco, posto al centro della stessa ed eseguito con grandi blocchi di pietra non sbozzati, oltre che nella esecuzione del tratto iniziale, pavimentato, di due percorsi in terra battuta che, partendo dalla suddetta piazza, conducono verso la zona centrale del parco. Infine, i lavori si sono conclusi con la piantumazione di numerose essenze arboree ed arbustive autoctone lungo tutto il perimetro dell'area.

G. Alessio Scarale__architetto
Si laurea a Roma nel 1999, anno in cui fonda lo "studio assaus" con l'artista Silvia De Gennaro, occupandosi di progettazione architettonica e urbana e di installazioni d'arte. Insieme partecipano a numerose mostre e concorsi, muovendo la ricerca espressiva e formale in diverse direzioni - architettura, design e installazioni, ricevendo riconoscimenti quali il Premio per la ‘Migliore installazione all'aperto' al Concorso "Etnia - Immagini per un luogo della Memoria" (1999), patrocinato dal Comune di Spoleto, in occasione del "42° Festival dei Due Mondi"; il 2° Premio al Concorso Internazionale "L'artista leonardiano del terzo millennio' (2001) con un'opera d'arte urbana, un "rivelatore" di inquinamento elettromagnetico. Ha collaborato con lo studio ABDR Arch.Ass. ai progetti per Roma: "Nuova Stazione TAV - Roma Tiburtina"; "Ristrutturazione e ampliamento del Palazzo delle Esposizioni"; "Stazioni della Nuova Linea Metropolitana B1". Al contempo partecipa, come capogruppo, ad importanti concorsi nazionali ed internazionali, tra cui quello per la "Riqualificazione di Berlino - Buch" (2003 - premio Schinkel); Concorso ad inviti per "Installazione luminosa per la facciata air-side della Nuova Aerostazione K. Wojtyla di Bari Palese" (2004 - 2° premio ex-aequo); "Concorso Internazionale per la nuova Sede della NRW Bank" di Munster - Germania (2005-fase finale); Concorso di riqualificazione e pianificazione urbana "Ritrovarsi nel largo" - Cagliari (2005); "Concorso Europeo di Idee per la riqualificazione di piazza Europa e corso Umberto I" a San Giovanni Rotondo - FG (2006 - 2° premio). Nel 2008 fa parte del gruppo di progettazione che viene selezionato per la fase finale del "Concorso Internazionale a inviti per la costruzione dell'Humboldt Forum - Berlino".

Nello stesso anno realizza un parco urbano e una piazza per la città di San Severo - FG. Attualmente sta lavorando al progetto per il nuovo ‘Avancorpo di ingresso alla Chiesa di S. Maria del Carmine di Foggia' e al ‘Progetto per un Cineteatro a San Severo'.


Vedi anche:

L'intervento ha trasformato una discarica di materiali edili in un giardino pubblico,
localizzato in una zona di espansione del Comune di San Severo. La realizzazione del
parco è avvenuta secondo criteri che prediligono l'uso di materiali naturali tipici della
zona e di essenze arboree ed arbustive autoctone. Per quanto concerne l'uso della pietra,
sono stati utilizzati, e quindi recuperati, solo pezzi di scarto provenienti dalle fasi di
estrazione e di lavorazione

pubblicato in data: