Uno su tre per Berkeley

La rosa era stata definita ad aprile di quest'anno - a partire da una lista iniziale comprendente dieci candidati -  con la scelta di tre nomi: gli amministratori del Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive avevano individuato in Diller, Scofidio + Renfro, Tod Williams Billie Tsien Architects e  Ann Beha & Associates i possibili successori di Toyo Ito nella ideazione della nuova sede per il BAM/PFA.

Abbandonato nell'autunno 2009 il progetto del maestro giapponese, che avrebbe impegnato un budget di 200 milioni di dollari, aveva preso consistenza l'ipotesi di un intervento a metà tra l'espansione e il riuso di strutture esistenti. Inoltre, per velocizzare la fase costruttiva, negli scorsi mesi era stato deciso di coinvolgere lo studio EHDD di San Francisco, come referente locale per gli architetti che avrebbero ricevuto l'incarico. 

Il vecchio edificio, che già dal 1997 non soddisfaceva gli standard antisismici di sicurezza, circa dieci anni fa era stato sottoposto a una riqualificazione parziale.

Mercoledì 23 giugno (sfgate.com) l'Università della California ha comunicato la decisione di affidare al team di Elizabeth Diller, Ricardo Scofidio e Charles Renfro il compito di sostituire l'attuale sede di "uno dei più ampi musei d'arte universitari degli Stati Uniti" (alumni.berkeley.edu) con un complesso in grado di contenere la collezione di "16.000 opere d'arte e 14.000 film e video" (artsbeat.blogs.nytimes.com) posseduti dal BAM/PFA. 

Con una previsione di spesa ridotta a 95 milioni di dollari, l'opera dovrebbe essere completata entro la fine del 2014 (artsbeat.blogs.nytimes.com). 

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